Michelangelo e l'assedio

A Casa Buonarroti una testimonianza diretta dell’attività dell'artista per difendere le mura di Firenze nel 1530.

E’ la mostra Michelangelo e l'assedio di Firenze (1529-1530) che inaugura mercoledì 21 giugno. Il 12 agosto 1530 Firenze assediata capitolava alle truppe imperiali. Aveva resistito per dieci lunghi mesi, anche grazie ai bastioni apprestati da Michelangelo sulla collina di San Miniato. Fin dall'estate del 1528 l'artista era stato chiamato, per la sua esperienza di architetto militare, a fornire pareri e progetti per ammodernare le fortificazioni; nell’ aprile del 1529 fu nominato dai Dieci di Balia "generale governatore et procuratore" delle opere di fortificazione per un anno.

Venti disegni con progetti tesi a rinforzare e ammodernare le Porte alla Giustizia e al Prato d'Ognissanti, e altri settori. I fogli, "carichi d'avvampante furore e dirompente energia" secondo la felice definizione di Carlo Giulio Argan, "sono soltanto planimetrie, ma non vanno considerati come studi preparatori in vista di una futura costruzione". Non lo furono che in minima parte, per la spesa che comportavano e la mancanza di tempo. Una sezione è dedicata al connubio fra arte e fede, al Savonarola e alla pittura di soggetto religioso che vide la luce durante l'assedio. La cosiddetta Sacra Famiglia Medici di Andrea del Sarto o la Madonna col Bambino e San Giovannino, eseguita forse dal Pontormo per il "Rossino muratore" che gli aveva costruito la casa in quei tempi difficili e procellosi.

Casa Buonarroti - via Ghibellina, 70 - 055 241752 – 10-17 (chiuso mar) - 6.50 euro, rid 4.50 - casabuonarroti.it - fino al 2 ottobre

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mercoledì 17 maggio 2017

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