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SUPERCLASSIFICA DEI RISTORANTI FIORENTINI 2013SUPERCLASSIFICA DEI RISTORANTI FIORENTINI 2013

E' il nostro evergreen di inizio anno: scelte e voti delle più importanti guide gastronomiche nazionali - Espresso, Gambero Rosso, Michelin – comparati per estrarne una SuperClassifica, un indicatore di tendenza, un “gioco” e una curiosità.

Il balzo di Beatrice

 

Momento felice per la ristorazione fiorentina? Sembra proprio così a seguire i flussi del gradimento espresso negli anni più recenti dai critici impegnati sulle pagine delle più influenti e note guide nazionali.

Nel borsino fiorentino prevale infatti decisamente il “verde”, colore che attribuiamo a chi sale. Scontato il primato di Pinchiorri, che distanzia sempre tutti, la notizia dell’anno riguarda in particolare lo smagliante BSJ - Borgo San Jacopo, che alla location veramente impareggiabile in riva d’Arno ha abbinato una crescente e convincente escalation nella cucina. Quest’anno il ristorante balza la terzo posto della nostra hot list, avendo convinto anche i severi censori della Michelin. Piace molto – sempre di più - Beatrice Segoni, la chef marchigiana che sta spingendo verso l’alto questa riuscita creatura del gruppo Lungarno Hotel di Ferragamo.

Anno di conferma per Vito Mollica, saldamente numero due in città ai fornelli dell’impeccabile Palagio dell’Hotel Four Seasons. Quest’anno anche il Gambero Rosso, che lo scorso anno lo aveva incredibilmente  ignorato, lo ha votato alla grande.

Nelle posizioni seguenti mantiene un rilievo importante (quarto) Ora d’Aria con il suo chef Marco Stabile, autore di una cucina delicata e originale che da tempo ha intrigato la critica.

Chi soffre leggermente l’emergere di queste nuove cucine importanti, spesso e volentieri sposate e sostenute dall’hotellerie di lusso, è il Cibreo (ora quinto): ma il ristorante di Fabio Picchi con annesso caffè e la gioiosa proiezione popular chic del Teatro del Sale, resta un sicuro leader della nostra scena gastronomica.
A centro classifica troviamo alcuni evergreen della generazione più adulta: Alle Murate (sesto) della coppia Umberto Montano - Giovanna Iorio, forti della suggestiva location storico artistica in via del Proconsole; Francesco Altomare, chef rivelazione degli anni ottanta fiorentini oggi pacato maestro nel suo intramontabile Oliviero, l’indirizzo più votato di una certa Firenze “d’epoca”; Pane e Vino (ottavo) altro exploit degli anni ottanta cresciuto con tutto il suo appeal in Piazza del Cestello.

Un posizione frizzante e in ascesa si registra per lo Zibibbo (settimo). La piacevolissima trattoria fondata da Benedetta Vitali è oggi affidata alla nuova energia all’imprenditore Marco Nardi che, complice il giovane e talentuoso cuoco giapponese, Yu, ha saputo far tesoro dei piatti di Benedetta rinnovando il menù tra terra e mare e il servizio con l’osteria nella prima sala.
Entra in classifica (nono) lo stupendo Salviatino, resort stellare sulle pendici fiesolane, dove l’impronta gastronomica è quella di Carmine Calò, un innovatore apprezzatore della toscanità, molto portato sui primi piatti.

La decima piazza è per il ristorante più bello della città, Se.Sto sul roof del Westin Excelsior, forte di una posizione strepitosa della quale tuttavia non si compiace più di tanto, puntando altresì sul talento eclettico della chef Entiana Osmenzeza per farsi scoprire e apprezzare.
Infine i ragazzi del Santo Bevitore, sempre gettonato tra i “baby ristoranti”, frizzante, mondano, dalla cucina spigliata e arguta. Poi la promettente Osteria Personale, a Porta San Frediano, capitanata dal giovane Matteo Fantini con lo chef Nicola Baratti; l’avvolgente dei Frescobaldi con la rodata conduzione di Duccio Magni.
Alla dodicesima piazza si affaccia quest’anno lo storico Da Burde, mitica trattoria fiorentina sulla via Pistoiese. Un’escalation di critica che fa giustamente il paio con il successo di pubblico, grazie all’abile mix di marketing e cucina della giovane generazione dei Gori, Paolo e Andrea.



Fuoriporta (Provincia)

Senza brividi e colpi di scena il panorana delle eccellenze nella provincia di Firenze. Con una forte eccezione. Il balzo al quarto posto del fascinoso Castello del Nero in quel di Tavarnelle, un maniero lussuoso dove la cucina toscana si concilia con un’aura di un altro tempo. 
Nel gruppo di testa i nomi di sempre.

Primato per la Tenda Rossa di Cerbaia, seconda posizione all’Osteria a Passignano, affascinante locale nel pregiato feudo Antinori. Solidamente al terzo posto l’amata Locanda di Pietracupa a Tavarnelle che le coppie patron Stefanelli e Telluri coltivano anno dopo anno di efficaci attenzioni. 


Ma anche il bel piazzamento (ottavo) per la cucina lieve e intelligente dei Toscani da Sempre di Pontassieve.


Tutti indirizzi doc e collaudati gli altri, dagli Artisti nel Mugello all’intramontabile Delfina di Artimino fino a (in primavera estate) la terrazza e la cucina incantevole di Villa La Massa, sulle curve dell’Arno a Candeli.

 

Leonardo Tozzi

 


 

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