Chiara Francini: La Coppia? È una Commedia!

A La Città del Teatro di Cascina sabato 9 novembre lo spettacolo Coppia aperta, quasi spalancata...

La talentuosa Chiara Francini, attrice di cinema e teatro, conduttrice e scrittrice di successo, sabato 9 calca il palcoscenico de La Città del Teatro di Cascina con Coppia aperta, quasi spalancata. Una commedia scritta da Dario Fo e Franca Rame, tuttora attualissima, che indaga la psicologia maschile e la relativa insofferenza al concetto di monogamia.

Incontriamo Chiara alla vigilia del debutto per scoprire di più sul nuovo spettacolo e sulla sua carriera!

Buongiorno Chiara, sabato 9 sei in scena a La Città del Teatro di Cascina con lo spettacolo Coppia aperta, quasi spalancata. Ci racconti qualcosa di più dello spettacolo?

È una commedia molto attuale, con tratti di profonda serietà, che tocca gli equilibri e gli squilibri della coppia. Vediamo la donna con la sua capacità di amare il marito in modo avvolgente e materno e vediamo l’uomo tradire la moglie continuamente. La donna nonostante veda che il marito la tradisce, lo accetta pur di non perderlo. Accetta dunque di essere una coppia aperta, come l’unico tentativo di poter continuare a credere in questo sogno di amore e di continuare a poter stare accanto al marito a tutti i costi. Poi però c’è la riflessione, la trasformazione di questo dolore, la presa di coscienza e la consapevolezza. È come se avesse il coraggio di pulire uno specchio appannato, per vedere in maniera chiara quelli che sono i lineamenti che lo specchio le restituisce.

Pensi che oggi molte coppie possano ritrovarsi in questa storia?

Tutte, a diversi livelli. Le cose che la protagonista dice al marito sono alla base delle coppie di oggi. “Ma perché non mi ami più?” E lui risponde: “Amore, tu sei la cosa più importante! Sei come la mamma!”. Quante di noi donne si sentono così, dopo un po’ di tempo? E gli uomini non comprendono la gravità di un’affermazione di questo tipo. Tutta la commedia è costellata da profonde perle di verità.

Il testo della commedia è scritto da Dario Fo e Franca Rame. Com’è stato interfacciarsi con un’opera teatrale di un Premio Nobel?

Sono molto contenta. La bellezza di interfacciarsi con un’opera di un Premio Nobel è che capisci il perché ha preso il premio Nobel! Ogni parola è giusta, ogni parola è attuale, è fonte di riflessione. Quest’opera è come uno scrigno, come un fiore, che soltanto quando si apre si può vedere in maniera perfetta, anche se sotto la luce del sole ha delle screziature. È un testo polisemico, pieno di significato. C’è ironia ma allo stesso tempo anche disperazione. Quando leggo una frase di quest’opera, mi rendo conto che dietro a una singola frase ci sono altri settanta significati!

Sei nata e cresciuta tra Firenze e Campi Bisenzio, quali sono i tuoi luoghi del cuore del capoluogo toscano?

Il mio ultimo romanzo, Un anno Felice, che sta andando molto bene, è ambientato per metà a Firenze. Tra le pagine sono descritti il Giardino del Dragone, il Museo Stibbert, Piazza della Vittoria perché mi ricorda il mio Liceo Classico Dante. E ancora i Lungarni, il Tepidarium e tanti altri luoghi del mio cuore a Firenze!

Carlotta Martelli Calvelli

Sab 9 a La Città del Teatro di Cascina, di Dario Fo e Franca Rame, con Chiara Francini e Alessandro Federico, regia Alessandro Tedeschi - Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini, Infinito srl - Via Tosco Romagnola 656 - www.lacittadelteatro.it - Orario spettacolo 21

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