La Musica della Natura

Martedì 6 novembre inaugura la mostra di Mao Jianhua alla Fondazione Zeffirelli.

Si intitola Mountains. Secret Harmony of the Earth’, la mostra del pittore, filosofo e poeta cinese Mao Jianhua, che occupa la suggestiva Sala della Musica del Complesso Monumentale di San Firenze da mercoledì 7 a venerdì 30 novembre. Inaugurazione martedì 6 ore 18.30.

Con la curatela di Cristina Acidini e promossa dalla Fondazione Franco Zeffirelli, è realizzata con il patrocinio del Comune di Firenze e del Consiglio Regionale della Toscana e con la collaborazione dell’Associazione Acontemporaryart.

LA MOSTRA - 25 opere pittoriche eseguite con pennello e inchiostro su carta di cotone fatta a mano, di varie dimensioni, dai fogli di piccolo formato a rotoli più imponenti. Attraverso queste opere maestose e, al contempo, intimiste, l’artista dà forma alla segreta armonia della terra, alla musica delle montagne sacre, al suono primordiale dell’universo che nella tradizione cinese risuona attraverso il guqin, strumento musicale cinese dalla storia millenaria. Un atto di contemplazione della natura, alla ricerca dell’armonia interiore e della sinfonia naturale che viene captata attraverso l’ascolto della musica del guqin che vibra con il ritmo delle montagne e il cui suono melodioso e avvolgente induce un introspettivo silenzio, favorendo un senso di raccoglimento e meditazione. Così, l’energia sprigionata dalla sacralità delle montagne si trasforma in creazione artistica e poetica.
Non una semplice rappresentazione “realistica” del vero e della natura, ma Jianhua attraverso forme stilizzate, esprime la musica della natura, la sua vibrazione, proprio come un suonatore di guqin. Musica e pittura dialogano all’unisono, anzi per l’artista sono la stessa cosa. Se la musica del guqin rappresenta la natura con il suono, la pittura lo fa sotto forma d’immagini, attraverso linee e colori.

L’ARTISTA - Oltre alla disciplina spirituale e filosofica, le esperienze della vita hanno contribuito alla formazione dell’originale personalità di Mao Jianhua, imprenditore per lungo tempo impegnato a livello internazionale, ha dato una svolta alla propria vita intraprendendo una profonda ricerca dei fondamenti culturali e spirituali della tradizione cinese. Dedito fin da giovanissimo alla nobile arte della calligrafia, ha iniziato a dipingere dodici anni fa, partendo da uno studio approfondito dei “classici” della pittura Shan shui (montagna-acqua), imperniata sulla raffigurazione del paesaggio e che ebbe la sua piena fioritura sotto la dinastia Song del Nord (dal 960 al 1127). Seguendo il metodo accademico più tradizionale, quindi partendo dalla copia dei capolavori degli antichi maestri (i pittori delle dinastie Song, Yuan e Qing), Mao Jianhua si è affidato alla guida spirituale di un Maestro, dedicandosi al taoismo e al buddhismo zen, alla meditazione, all’isolamento, alla musica, agli scacchi, alla calligrafia e alla pittura, riscoprendo il rapporto simpatetico con la natura. Ma è sulle Montagne Gialle, visitate per sei volte, che Mao Jianhua ha trovato la sua strada personale alla pittura Shan shui, curandone con dedizione ogni aspetto.

Sottolinea Cristina Acidini: “Ci voleva un artista che fosse insieme poeta e filosofo, per restituire con i semplici media dell’antica tradizione cinese la sinfonia segreta della natura, che si fa intendere e si dischiude solo attraverso il percorso paziente della meditazione, fino a immedesimarsi col respiro profondo dell’universo”.

Fondazione Franco Zeffirelli onlus. Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo - Piazza San Firenze, 5 - 055 2658435 - mar-dom 10-18 (chiusura biglietteria ore 17), lun chiuso - ingresso libero con biglietto del Museo Zeffirelli (10 euro) - fondazionefrancozeffirelli.com

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