Gunè: ecco la nuova Barlady!

In San Frediano un mix gustoso di Lucania, Toscana e drink d'autore.

Eleonora Romolini, 27 anni da Figline Valdarno, che ha lavorato al fianco di Luca Picchi al Caffè Gilli, da oggi inizia un nuovo percorso che vede l’abbinamento delle sue creazioni alla cucina di chef Mirko Margheri all’interno di questo ristorante di nuova generazione in San Frediano, che come pochi sa coniugare cucina, ambiente e accoglienza. 


L’esperienza del proprietario Nicola Langone coniugata con lo chef Margheri ispira un menù di felice incontro tra Lucania, terra di origine di Langone, e la Toscana: ricette antiche realizzate con tecniche moderne. Lo chef è ugualmente abile con prodotti di terra e di mare. 

Via del Drago d'Oro, 1r – Firenze – 055 4939902 - gunesanfrediano.it - prezzi medi - Nel nostro STORE 1 cena a prezzo speciale

Cherchez la femme tra Lucania e Toscana
(Recensione di settembre 2020)

Certi ristoranti ti sorprendono per la cucina, altri ti intrigano per l’ambiente, altri ancora ti seducono per l’accoglienza. Difficile che lo stesso possa vantare tutte queste qualità. Accade invece in San Frediano dove Nicola Langone, imprenditore del settore con fiorenti attività nel centro storico, ha aperto da un anno circa il suo ristorante del cuore, il suo fiore all’occhiello, dove la legittima ambizione a creare qualcosa di elevato ed originale ha dato vita a GUNÈ, elegante e contemporaneo, un pizzico retrò, pennellato di indaco e avorio. 

Lucano di origine, Nicola è affiancato in questa impresa dalla sua bella famiglia e dai ricordi gastronomici della sua terra, con la vivacissima nipote Carmen Pepe a fare spesso gli onori di casa. Gunè in greco (γυνή) significa “Donna” e dev’essere per questo che qui gli uomini stanno in cucina e le donne tengono la scena. Lo chef è un talento toscano, Mirko Margheri.


Il menù è una piacevole costellazione di piatti di terra e di mare legati alla memoria che contaminano due culture regionali forti e popolari, Lucana e Toscana, ispirati a ricette antiche e realizzati con tecniche moderne: paste fatta in casa come uno dei piatti di punta, i frizzuli al sugo Lucano, rafano piccante e pecorino di Moliterno. O il polpo cotto a bassa temperatura, ripassato alla griglia su spuma di patate piccanti: un “Tentacolo… osé”. Nel menù degustazione – il “manifesto” dello chef – l’uovo a 62° con patata soffice, panna acida, pesto e mandorle tostate; spaghettoni Fabbri al burro di Échiré, acciughe del Cantabrico e briciole di schiacciata; sgombro marinato al sakè, cappuccino di topinambur affumicato ed emulsione alle erbe e lime… Tra i dolci la rivisitazione del tiramisù, un parfait al caffè con mousse al mascarpone, biscotto sablè al cioccolato e nocciola; o il semifreddo di zuppa inglese con alchermes e pere cotte al cioccolato. Piatti generosi, consistenti, audaci ma non compiaciuti, insomma bravo Margheri, avanti così!

Interessante e da provare assolutamente, anche in abbinamento ai piatti, la carta mixology ideata alla quale Langone ha riservato uno spazio specifico nel locale, il cocktail bar all’ingresso, frequentabile anche per un semplice aperitivo occhieggiando i ritratti di donne famose sulle pareti: acrilici e spray di matrice street, realizzati da Andrea Pomini (in arte Pomo): Audrey Hepburn, Frida Khalo, Margherita Hack, Maria Callas, tutte donne appunto.


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