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Toscana Arancione: i Ristoratori insorgono

++++ ULTIM’ORA - Ristoratori Toscani stanno lanciando l’occupazione di Piazza Montecitorio dalla prossima settimana: #cancellarearancione !

Fornitori da pagare, dispense e frigoriferi pieni, personale che solo da pochi giorni è rientrato a lavoro e che ora rischia di tornare di nuovo a casa. Dopo cinque settimane di zona gialla, la Toscana rischia un cambio di colore con danni da milioni di euro e la chiusura definitiva di migliaia di attività.

“Da cinque settimane siamo in zona gialla e il numero di contagi è rimasto comunque sotto controllo. Tutte le indagini dimostrano che i ristoranti sono luoghi sicuri: non ci sono prove scientifiche che non lo siano”. E' il commento di Pasquale Naccari, portavoce Tni- Tutela Nazionale Imprese e presidente di Ristoratori Toscana, sul probabile inasprimento delle restrizioni e la chiusura al pubblico di bar e ristoranti. “Non sono accettabili ulteriori restrizioni dopo un anno dallo scoppio della pandemia. E' assurdo che in tutto questo tempo non siano ancora state trovate le misure che possano permettere ai locali di rimanere aperti. La chiusura delle nostre attività non è la soluzione ma solo una scorciatoia. Un'indagine pubblicata da un pool di scienziati in Lombardia evidenzia lo scarso impatto dei pubblici esercizi nella creazione di focolai: 3/4 avvengono in casa, il resto a lavoro o in altri luoghi. Solo lo 0,8% nei locali – prosegue Naccari -. Quindi non ha senso tenerci chiusi. Soprattutto considerando che sia noi che i nostri fornitori sono sottoposti a protocolli che sono tra i più rigidi di Europa. Il sistema a fasce di colore non fa altro che penalizzare poche categorie tra cui la nostra: quella della ristorazione e della somministrazione, uno dei settori che sta soffrendo maggiormente. A questo punto è evidente che chi si ostina ad andare in questa direzione vuole distruggere la nostra categoria. Le istituzioni se vogliono salvare migliaia di posti di lavoro devono aiutarci e soprattutto smettere con queste politiche allarmistiche. Ripeto: i nostri locali sono sicuri e possono rimanere aperti sia il giorno che la sera”.

Naccari ribadisce la necessità, “come abbiamo già fatto nelle precedenti lettere inviate ai ministeri di competenza e alla presidenza del Consiglio, di aprire i ristoranti anche a cena, rispettando le stesse norme di capienza e di sicurezza. Abbiamo dimostrato di essere una categoria che rispetta le regole”.

Parola d'ordine: Riaprire in Sicurezza!

L’associazione “Le Cento Botteghe” che rappresenta le attività commerciali di Via Gioberti, oltre 150 tra negozi, servizi, botteghe storiche e locali di somministrazione, lancia il suo grido d’allarme: in sostanza affermano che bisogna riaprire subito, non oltre il 3 dicembre, ovviamente rispettando mascherine, distanziamenti e igiene, ma dobbiamo ricominciare a lavorare. Altrimenti ci aspetta un disastro e una mortalità sociale senza precedenti…

Il primo Centro Commerciale Naturale della città dichiara: “Comprendiamo perfettamente l’esigenza sanitaria e abbiamo accettato come tutti la chiusura durante il primo lock down chiudendo le attività. Poi con serietà e responsabilità le abbiamo riaperte - si legge nel comunicato - rispettosi di tutte le norme igienico sanitarie e investendo in sistemi e prodotti di sicurezza e igiene (…).”

“Abbiamo avuto fiducia nelle nostre Istituzioni e abbiamo immaginato che il Natale ci avrebbe in parte ripagato dei sacrifici di quest’anno. Abbiamo quindi acquistato e riempito i nostri negozi di prodotti e merci malgrado ci costasse molta fatica o addirittura non potessimo permettercelo, ma eravamo fiduciosi.
Oggi però ci sentiamo imbrogliati e sentiamo la nostra fiducia tradita, sentimenti che insieme alla paura non possono che sfociare in rabbia.
Non possiamo proprio comprendere quale pensiero abbia condotto alla stesura degli allegati 23 e 24 del DPCM del 3 Novembre che costringe alla chiusura nelle regioni rosse solo alcune categorie merceologiche.
 Sicuramente le categorie costrette a chiudere in base al suddetto decreto sono le meno necessarie, rappresentano beni superflui, non strettamente necessari o comunque non soggetti ad urgenza, ma nello stesso tempo si tratta prevalentemente di attività che non creano assembramenti o dove si possono comunque agire facilmente controlli e misure di contenimento dei rischi.
Inoltre il numero delle attività interessate dalla chiusura è davvero esiguo in rapporto a tutte le attività che restano aperte e facciamo fatica a credere che l’impatto di queste chiusure sui contagi e la circolazione del virus possa essere effettivamente rilevante. 
Riteniamo inoltre inaccettabili le modalità attraverso le quali in Toscana siamo passati in soli quattro giorni da zona arancione a zona rossa. Siamo rimasti attoniti, nessuno se l’aspettava e la notizia è stata data senza chiarezza e trasparenza, di fatto non sappiamo sulla base di quali dati sia stata presa questa decisione.” 

E prosegue: “Non è ammissibile non avere ancora un orizzonte chiaro rispetto al Natale, se almeno ci aveste detto che la chiusura di novembre serviva a salvare le vendite del mese di dicembre ci saremmo almeno potuti aggrappare alla speranza di recuperare. Ma corrono notizie davvero poco rassicuranti per non dire completamente folli come un’eventuale riapertura al 15 di dicembre, con lo scopo di affollare in quei nove giorni marciapiedi e negozi?
Evidentemente non avete nessuna idea del danno economico che un eventuale mancato Natale procurerebbe a chi ci ha già investito, sappiate che con i vostri ristori noi al massimo ci paghiamo qualche bolletta. 
Non volevamo sentire parlare di ristori a metà novembre, ma di strategie e disegni concreti per far fronte all’emergenza della seconda ondata di Covid che per quanto inaspettata nelle dimensioni non avrebbe dovuto cogliervi così impreparati.
 Noi eravamo pronti a fare ancora di più di quello che già stiamo facendo da mesi per limitare al massimo le possibilità di contagio nei nostri locali.
Lo siamo ancora ovviamente, disposti ad assumerci responsabilità e a trovare strategie alternative, orari ridotti, contingentamenti dei flussi, distanziamenti più rigidi, nuove regole.
Il commercio di prossimità è un attore sociale importante, trasmette valori, diffonde informazioni e costruisce senso di comunità, basterebbe ricercaste la nostra collaborazione e il nostro coinvolgimento. 
Abbiamo bisogno di riaprire al massimo il 3 di dicembre le nostre attività, non possiamo andare oltre.
 Di fronte agli spot di Amazon che imperversano in tv e che invitano a comprare in anticipo i regali di Natale ci sentiamo tanto piccoli e a rischio di estinzione”. 

Le Cento Botteghe chiedono in sostanza alle istituzioni nazionali di rivedere e correggere gli allegati 23 e 24 del DPCM del 3 novembre inserendo anche quelle categorie merceologiche escluse dalla lista.
Chiedono alle istituzioni locali un incontro per capire le loro posizioni su quanto espresso nella lettera. Lettera che si conclude con un mezzo avvertimento, quasi un ultimatum, sicuramente un’azione disperata: “sono molti gli esercenti che al 3 di dicembre sono intenzionati ad aprire anche se non autorizzati. Sono impauriti, disperati, sfiduciati e molto arrabbiati.

La palla ora passa alle istituzioni che oltre a dover gestire la pressione degli operatori sanitari iniziano a fare i conti con quella della società civile. Seguono aggiornamenti.

Ristoranti&Pizzerie: CHI APRE a PRANZO

ACQUA AL 2

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Storico locale soldout da oltre 40 anni, sempre sulla cresta dell’onda. Sapori veri, prodotti di buona qualità, formule azzeccate come il mitico ’"Assaggio di primi",  esteso anche a secondi, insalate e dolci. A pranzo anche “I Piccolini”, porzioni ridotte a piccoli prezzi (6 euro i primi, 11 i secondi, 5 le insalate). Tavolini all’aperto. 

Via della Vigna Vecchia, 40/r - 055 284170 - per i clienti rimborsata la prima ora di parcheggio al garage il Bargello (Via Ghibellina, 170/172r) - www.acquaal2.it - Acqua al 2 è anche a Washington DC.

ARÀ
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

La bottega alimentare siciliana resta aperta per l’asporto in entrambe le sedi di via degli Alfani 127r e via Carducci 55r per acquisti di pane, pizza, arancini, gelati e granite e ancora vino e altre prelibatezze dalla Trinacria.
info 379 1558167 - www.araesicilia.it (chiuso mar) 

BA'GHETTO
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.

Il ristorante kosher diretto da Mike Hagen consegna a domicilio ricette della tradizione giudaico-romanesca con spunti anche toscani. Per ordinare e consultare il menu clicca qui.

Via Carlo Farini 5/R - 055 2302567 per ordini Whatsapp 338 3496428

LA BOTTEGA DI PARIGI
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 


In zona Careggi, il ristorante rustico/elegante, con sala vetrata, diretto da Mihaela Ursu. Piatti eccellenti con sapori autentici e carta dei vini entusiasmante. Propone anche un menù di cicchetti e piatti da asporto. Antipasti, primi e secondi a scelta tra mare, terra e vegetariani e ampia scelta di vini. Via del Terzollina, 3r - 055 3897347 - aperti a pranzo e a cena su prenotazione - www.labottegadiparigi.com

LA BOTTEGA DI VIA MAGGIO

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 
Aperto per asporto con primi e secondi della tradizione povera toscana: panino al Lampredotto, guancia, ribollita, pappa al pomodoro, peposo, porchetta e porchetta alla cacciatora, pasta fresca con ragù toscani, anche acquistabili, oltre che le gettonatissime schiacciate ripiene con primizie del Bel Paese. 

via Maggio 1r - 388 7545097 - tutti i giorni dalle 10 alle 20 - www.labottegadiviamaggio.it


DA BURDE
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.
I fratelli Paolo e Andrea Gori consegnano a domicilio e aprono all’asporto. Tra piatti fissi come il Peposo o il lampredotto e quelli giornalieri come al venerdì il baccalà o le mitiche polpettine di lesso del martedì. Per delivery prenotazioni via mail a info@daburde.it o 055 317206 entro le 16 con consegna al pomeriggio. 
via Pistoiese 154 - Pagina Fb - 055 317206 o via mail info@daburde.it o anche online! 

LA CASALINGA

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.
Trattoria storica nel cuore di Santo Spirito, un'istituzione tra i ristoranti popolari. Qui si gusta la tradizione toscana tra classici  everegreen e piatti del giorno. Prezzi modici.
 
via de' Michelozzi 9r - 055 218624


CENTOCANTI

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Un menu tra mare e terra, proposte del giorno di cucina italiana tra tradizione e innovazione . Capitolo pizza: l’impasto lievita 54 ore di cui 48 a temperatura controllata. Viene eseguita una seconda lavorazione e lasciato a riposo per ulteriori 6 ore a temperatura ambiente. Tre impasti: classico, integrale, ai semi che accompagnano le proposte classiche, speciali, le focacce ed i calzoni. via Gioberti 32a - 055 664176

CHALET FONTANA
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.
Storica location sul viale dei Colli che da alcuni anni vive una nuova giovinezza, cucina ispirata dalle stagioni e dai prodotti a km 0.
Viale Galilei, 7 - 055 2280841 - parcheggio interno - www.chalet-fontana.it


FIRENZE NOVA
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.
Ristorante pizzeria gestita dai fratelli Di Giacomo, Michele, Carolina e Valentina, dal 1990. Oltre ad offrire una vera pizza DOC, da sempre condita con mozzarella di bufala, propongono un buon rapporto qualità-prezzo nel pesce.
via Benedetto Dei, 122 - 055 411937 - pizzeriafirenzenova.it

FOUR SEASONS HOTEL FLORENCE

Dal ristorante Il Palagio, 1 stella Michelin, guidato da Vito Mollica, ogni weekend si può ricevere a casa o ritirare una ricca selezione di portate che compongono l’ormai iconico Brunch della domenica. Info e prenotazioni +39 055 2626450 / ilpalagio@fourseasons.com

Borgo Pinti, 99 - info e prenotazioni: 055 26261 - www.fourseasons.com/florence

Ristorante FRESCOBALDI
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO SABATO E DOMENICA.
Ristorante della storica famiglia e casa vinicola fiorentina, di fronte a Palazzo Vecchio. Una cucina gourmet di sostanza intonata ai vini con piatti di tradizione toscana: ricette della famiglia rivisitate, materie prime e valorizzazione dei prodotti stagionali e del territorio. 130 coperti, privè al piano superiore, zona bar e dehor. Un menù ad hoc è dedicato alla tradizione toscana.
Piazza della Signoria, 31 – 055 284724 - reservations@frescobaldifirenze.it -www.frescobaldifirenze.it


DOLCE EMPORIO
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO SABATO E DOMENICA.

La bottega del buon cibo e del buon vino in San Frediano diretta da Fabio Barbaglini resta aperta con le sue specialità e primizie. Dal foie gras allo champagne tanti prodotti rari da non perdere.
Borgo San Frediano 128r - 338 2596812 - aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21 - info@dolcemporio.shop -  www.dolcemporio.shop

EATALY
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Attivo il servizio di consegna a domicilio tramite la piattaforma Deliveroo. Il menu Pizza&Cucina propone 15 varianti di pizza, hamburger, sfizi salati e scelte dolci.
via Martelli 22r - dal lunedì al sabato dalle 09.30 alle 20 (Panetteria e Banco Freschi aperti la mattina)  - Servizio delivery food tutti i giorni a cena - più pranzo e cena per il fine settimana - https://www.eataly.net/it_it/negozi/firenze/

ELEMENT 
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 
Ristorante cinese, specializzato nella cucina Cantonese, il Dim Sum, che comprende una vasta gamma di piatti leggeri da servire insieme al tè cinese.
via Pratese 100 - 055 0354699 - www.elementfirenze.it


EL INCA

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO
La vera cucina peruviana trova casa a Gavinana. Questo ristorantino animato da Pablo e Monica porta il colore e i sapori del Sudamerica nella città del rinascimento. Un menu con influenze mediterranee e asiatiche a prevalenza marina. Da provare le Ceviche e il Quinoto ai Porcini e Champignon.

Via Lapo da Castiglionchio, 14/16 - 393 132 6951  


ENOTECA BRUNI
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO

I fratelli Bruni al momento riaprono la loro piccola ed  elegante enoteca in Borgo Ognissanti,  fino alle 18. Dalla cucina taglieri di salumi pregiati e selezione di formaggi rari. Per un pranzo light o una merenda da veri winelovers ecco in abbinamento una lista di 25 etichette al calice a rotazione o una bottiglia tra gli oltre 3500 vini naturali della cantina.

Borgo Ognissanti 25r - 055 388 0177 - www.enotecabruni.it


FATTORIA DI MAIANO
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO sabato e domenica.
Il ristorante della fattoria rimane aperto per la vendita dei propri prodotti bio: insalata, radicchio, uova, olio nuovo evo, in diversi formati e prezzi. Dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30
Via Benedetto da Maiano 11, Fiesole – 055 599600 WA 348 3817854 – www.fattoriadimaiano.com

FIASCHETTERIA DI PESCE

La nuova sede di Piazza Nobili ha avuto giusto il tempo di aprire per poi vedersi chiudere causa 'zona rossa'. Marco Agresti & family non demordono e tengono alzata la saracinesca con cucina da asporto e a domicilio dal giovedì alla domenica. Menu sulla Pagina Fb.

Piazza Nobili 14 - 339 3847758 - aperti a pranzo e a cena 


Gastronomia GALANTI
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 
Aperti alimentari e gastronomia. Oltre che scegliere in loco i piatti, le specialità e i vini si possono ordinare a domicilio allo 055 490359 o tramite app Glovo e Uber Eats. Da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 17.
Piazza della Libertà 31r - www.gastronomiagalanti.com


GASTONE
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.
Servizio a domicilio o da asporto attivo venerdì e sabato. 
A pochi passi dall’arco di San Pierino, vicino a Piazza Santa Croce, al Teatro Verdi, in pochi anni, il ristorante enoteca Gastone si è ritagliato un posto nel panorama gastronomico fiorentino con la sua atmosfera calda e rilassata. Cucina prevalentemente di pesce.
via Palmieri 26r - 055 2638763 - www.gastonefirenze.it


DA GINONE
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.
La storica trattoria di San Frediano apre con cucina da asporto e a domicilio solo su prenotazione. Per info e menù 055 218758 oppure su WhatsApp 347 6605278 vi verrà inviato il pdf del menù. Pranzo e cena, ordinazioni pranzo entro le 11, cena entro le 17.30. NUOVO MENU 

via dei Serragli 35r - Pagina Fb


GUNÈ
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO da GIOVEDì a DOMENICA

Cucina, ambiente e accoglienza. In San Frediano queste tre caratteristiche hanno trovato casa. Complice l’esperienza del proprietario Nicola Langone che con lo chef Mirko Margheri conduce Gunè. Il menù è una sintesi tra la Lucania, terra di origine di Langone, e la Toscana, con ricette antiche realizzate con tecniche moderne.

Via del Drago d'Oro, 1r – 055 4939902 - aperto sab e dom dalle 12 alle 17  - gunesanfrediano.it - tavoli all’aperto - prezzi medi

HARD ROCK CAFE 
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.

Da Hard Rock Cafe Firenze si torna indietro nel tempo dei sapori con il nuovo The Original Hard Rock Cafe Menu.Disponibile solo per un periodo limitato celebra i sapori leggendari di Hard Rock con grandi classici come The Original Haystack Salad, HRC Country Burger, Grilled Cheese, Road House Rib Sandwich, The Ringo, Banana Split e altro ancora.
Via de’ Brunelleschi 1 - Piazza della Repubblica - 055 277841 - ristorante tutti i giorni dalle 11 alle 18 (take away e delivery 11-22), coffe bar tutti i giorni dalle 8.30 alle 18, rock shop tutti i giorni dalle 10 alle 22 info e prenotazioni: florence.sales@hardrock.com - www.hardrockcafe.com/location/florence

HARRY'S BAR
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Storica location su Lungarno Vespucci celebre per i suoi piatti iconici in stile americano e per la sua eleganza immacolata nel tempo.

Lungarno Vespucci 22r - 055 2396700


HOSTARIA DA FULVIO
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 
Trattoria d’artista in Santo Spirito animata da Fulvio Franchini. Cucina semplice ma non banale, atmosfera hipster che si sposa perfettamente con la San Frediano che … resiste!
Via Sant’Agostino 10r - 055 0135039 - Fb hostariadafulvio

LUNGARNO 23
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO nel fine settimana

Gli hamburger gourmet di Lungarno Torrigiani direttamente a casa tua con consegna a domicilio. Da poco attivo il nuovo sito dove si ampliano i servizi di Take Away (asporto) e Delivery con i mitici hamburger ordinabili, da giovedì a domenica, direttamente dal sito https://acasa.lungarno23.it/.
Lungarno Torrigiani 23 - Info e prenotazioni 055 2345957 o www.lungarno23.it


I MAL’AVVEZZI  diventa GASTRONOMIA DI MARE
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Nuova impostazione per il ristorante di pesce a Tavarnuzze che apre da sabato 9 gennaio per la cucina da asporto con una selezione di piatti dal proprio menù. Cruditè, fritti, primi e secondi e dolci, il tutto abbinabile a vini scelti dall’ampia selezione in enoteca. Prenotazioni 055 2374262 o WhatsApp 338 3333517.
Via della Repubblica 13, Tavarnuzze - Pagina Fb


LA MÉNAGÈRE
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Un concept-restaurant affascinante, arioso, informale. Si può scegliere la zona bar-bistrò per un light menù e ottimi cocktail (pranzo o aperitivo), molto glam. 
Al ristorante menù dello chef Nicholas Duonnolo: portate originali, forte innovazione, decisa bontà.
Via de'Ginori, 8r - 055 0750600 - info@lamenagere.it 


OBICÀ

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO

Un luogo perfetto, elegante, spazioso per gustare i migliori prodotti del territorio italiano partendo dalle mozzarelle. Qui si soddisfano i palati più esigenti, grazie a una notevole esperienza e ad un personale preparato e professionale.

Via de' Tornabuoni, 16 - 055 2773526 - tornabuoni@obica.com - www.obica.com - consigliata la prenotazione per gestire al meglio i flussi, rispettando la capienza consentita.


IL LABORATORIO FOOD DELIVERY
All’Antella in collaborazione con Ciabatti Ricevimenti, catering con oltre 20 anni di esperienza, un laboratorio per le consegne a domicilio sia a pranzo, tutti i giorni ordinando entro le 19 del giorno prima, che a cena, ordinando entro le 13 del giorno stessoPer il menu consultare la Pagina Fb. Per info e ordini 055 621595 o WhatsApp 335 1364141. 
via dell’Antella 76 - illaboratoriofood@gmail.com

KOME
Il famoso locale sushi ha attivato il servizio #komeacasa per ordinare selezione di piatti tra nighiri, sashimi, temaki, fritti e altri. A pranzo aperto per asporto. Per prenotare scrivere su WhatsApp 329 2088417. 
via de Benci 41r - 055 2008009 – www.komefirenze.it
Il locale "gemello" OH SUSHI, al Centro commerciale Coop a Sesto Fiorentino, è aperto per asporto ogni giorno fino alle 18 (ven e sab fino ore 21) - 055 4484418 e QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 


OSTERIA BELGUARDO
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Su Lungarno Guicciardini, tra i più eleganti dell'Oltrarno, ambienti disegnati con stile per dare un tocco contemporaneo all'atmosfera tipica delle classiche osterie. Cucina a vista con menù di tradizione tra slanci moderni. Vini Marchesi Mazzei in primo piano. 

Piazza degli Scarlatti 1r - 055 2654541 - www.osteriabelguardo.it


OSTERIA SANTO SPIRITO
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Inoltre cucina da asporto tutti i giorni a pranzo, e a cena il venerdì e il sabato, per uno degli indirizzi storici dell'Oltrarno in piazza Santo Spirito. Rigatoni al pomodoro con ricotta salata, gnocchi gratinati ai quattro formaggi, e gli altri best seller continuano a profumare la tavola. Per ordinazioni WhatsApp 348/346 7804. 


Piazza Santo Spirito 16r - 055 238 2383 - pranzo e cena 


Il PAIOLO 
In centro cucina di piatti autentici della tradizione toscana. Tra le specialità la bistecca alla fiorentina, la ribollita, pappardelle al cinghiale, ossobuco di vitella. Dolci fatti in casa.
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Via del Corso 42r - 055 215019 - www.ristoranteilpaiolo.it


PARC BISTRO' 
Nel cuore delle Cascine, Alessandro Soltani noto imprenditore enogastronomico, ha dato vita a questo bistrò dall'anima spagnola che fa da spalla agli spazi di Fabbrica Europa a due passi dalla storica Facoltà di Agraria. Consegna a domicilio, dalle 12 alle 15, de Il Pranzo Spagnolo.
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO SABATO E DOMENICA CON BRUNCH SPAGNOLO.
Piazzale delle Cascine, 7 - 055 330787 - www.parcbistro.eu


PENSIERO RUSPANTE 

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

La risto-rosticceria in via della Mattonaia resta aperta per l’asporto e la consegna a domicilio con pollo al girarrosto, pastrami, alette di pollo, ribs di maiale, pollo fritto e altre specialità.

Scopri di più sulla Pagina Fb.

Via della Mattonaia, 29/r, 055 020 9396 o 342 7733172


PIATTIEFAGOTTI

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO

Laddove un tempo c’era una bottega alimentare, un locale-punto di riferimento per chi ama la buona cucina e l’art de vivre. Sotto la regia di Tommaso Giovannini 25-30 coperti e un terrazzino all’ombra degli ulivi. Il menù si legge sulla lavagna e cambia ogni giorno: pollo al mattone, baccalà e pesce azzurro, primi al ragù bianco, tortelli di patate, paccheri baccalà e carciofi o con porcini e seppie… Anche bottega con proprie salse e ragù, da acquistare. Prezzi modici, ottimo rapporto prezzo-qualità.

Via delle Fontanelle 3/9/11 – San Domenico, Fiesole - 055/5276764 – orario 12-15 lun-sab, cena mar-sab 19,30-22,30 - bottega aperta 9-16,30 (chiuso dom) -  piattiefagotti@gmail.com – www.piattiefagotti.com  


RED GARTER

Il locale di Riccardo Tarantoli dall’anima TexMex è su Glovo, Deliveroo, UberEats e JustEat con i suoi Burger, alette di pollo, pulled pork, pollo fritto e ancora pancake e tutto il necessario per imbastire un brunch a casa propria. 

via de’ Benci 33r/35r – 055 2480909 – www.redgarter1962.com


REGINA BISTECCA

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO (da venerdì 12 febbraio)

A pochi passi dal Duomo elegante ristorante di Matteo Perduca, Simone Arnetoli e sua moglie Laura Tosetti. Qui la celebre “fiorentina”, insieme a piatti tipici della nostra tradizione, si annuncia più succulenta e morbida di sempre. Atmosfere brunite, legno caldo e luci smorzati. 

via Ricasoli 14r - 055 2693772 - reginabistecca.com


ROSE’S

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 
Il City Restaurant in via del Parione è aperto a pranzo con servizio al tavolo ed asporto. Su ordinazione è possibile concordare menu per cene con consegna a domicilio.  Si può ordinare: pasta fresca, biscotti e torte.

via del Parione 26r - 055 287090 – mail@roses.it


LA PIAZZETTA 

Ristorante Pizzeria - In via di Ripoli è attivo sia il servizi a domicilio che quello da asporto. Pizze, calzoni focacce e covaccini. Consegna a domicilio 2 euro, ma su ogni pizza è ridotto il prezzo a 1 euro. Inoltre con tessera fidelity ogni 10 pizze una Margherita è omaggio.

Via di Ripoli 167 - 055 6800253 


PICCOLO TRIANON 

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO e sempre da ASPORTO. Da lunedì 11 gennaio.

Ristorante a Cercina, Sesto Fiorentino, zona collinare di Firenze. Specialità toscane e della tradizione, tra cui il mitico fritto misto ”in ragnatela“, carni alla brace, pasta fresca, dolci fatti in casa, ambiente familiare. Terrazza panoramica con tavoli all’aperto. 

via Dante da Castiglione 20 - 055 402007 - www.ilpiccolotrianon.it


IL SANTO BEVITORE

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO
Servizio a domicilio (su Deliveroo) e da asporto dalla gastronomia del Santino a pranzo e a cena. Stessa modalità per ritiro da asporto. Pagina Fb.

via di S. Spirito 64r  - 055 211264


SESTO ON ARNO - WESTIN EXCELSIOR

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO

In Piazza Ognissanti, sul roof top di uno dei più importanti hotel fiorentini, vista mozzafiato e uno speciale pacchetto per chi vuole fuggire da questa faticosa quotidianità. Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 18, con formula Snack . Dopo le 18 solo per clienti che soggiornano in albergo.

Per info e prenotazioni: 055 27152783 | sestoonarno@westin.com 

Piazza Ognissanti, 3 - 055 27152783 - ww.sestoonarno.com 


Da SETTIMO 

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Tra i primi ristoranti di pesce a Firenze propone piatti semplici da storiche ricette marinare italiane. Un menu dedicato all’asporto è attivo. Anche consegna a domicilio. Per ordini e info 335 7234792 anche WhatsApp o 055 433458. 

via del Barco 21 - www.dasettimo.it 


TAMERÒ 

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Ristorante e laboratorio di pasta fresca in Piazza Santo Spirito attiva il servizio asporto e delivery (escluso il martedì) con menù ridotto di primi, secondi e dolci e menu pizza al completo. 

Piazza S. Spirito – tel 055 282596 WA 339 7146023 – www.tamerofirenze.com


THAI 

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Il ristorante di cucina thailandese in Piazza Giorgini apre con cucina da asporto e consegna a domicilio a pranzo e a cena. Pad Thai e altre leccornie esotiche possono colmare la carenza (obbligata) di viaggi all'estero.

via Romagnosi 7r - 334 9872680 - info@thaifirenze.it


TOSCANINO (la Rinascente)

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO IN RINASCENTE ore 11-18.
Il locale che fà della Toscana la sua anima, è attivo con un menu speciale per il take away e la consegna a domicilio. Antipasti, primi, secondi e dolci made in tuscany ordinabili a 055 4933468. Scopri di piu qui.

Piazza della Repubblica a Firenze – 055 4933468 - tutti i giorni 11-18 - convenzione con garage Park To Go in Via Ricasoli 18 (10 euro per 3 ore) -prenotazioni.rinascentefirenze@toscanino.com


VILLA VIVIANI
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO NEL FINE SETTIMANA
Location d'eccezione per eventi speciali, matrimoni, feste di laurea e convegni. Ampi spazi e vista mozzafiato su Firenze.
via G. D'Annunzio 230 - 055 697347


VIVO: DAL MARE ALLA PADELLA
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Ristorante in Sant'Ambrogio con specialità e ricette a base di pescato fresco è attivo con i servizi di asporto e di consegna a domicilio con un ampio menu consultabile qui. 
Largo Annigoni 9A/B - 333 1824183 


PIZZERIE


LARGO 9

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.

Nuovo locale in Largo Annigoni che propone l’interessante matrimonio tra Pizza & Cocktail. Ai forni il Tre Spicchi Gabriele Dani, dietro il bancone la barlady Veronica Costantino. Location totalmente rivoluzionata.

Largo Pietro Annigoni 9 - da giovedì a domenica, dalle 12 alle 18 - largo9.com


SANTARPIA 
Il celebre pizzaiolo partenopeo accende il forno e porta la pizza a casa. Consegna attiva dal martedì alla domenica dalle 18.30 alle 21.30. Anche da asporto. Per ordinare visita il sito.  Info 055 9338245 


BIANCA ZERO ZERO  
La Pinsa romana ha invaso Firenze e in questo periodo particolare si può ritirare nei negozi da asporto o ricevere a casa ordinandola sulle piattaforme di consegna a domicilio come Deliveroo.
Per info 055 283085 


HORTUS BY ZIBIBBO 2.0
La pizza gourmet di Marco Manzi non ci lascia nonostante la zona arancione. Le sue creazioni sono approdate quest'estate in zona Santa Croce e arrivano direttamente a casa o da asporto.
Info 055 2466462


BERBERÈ
La pizza a spicchi dei fratelli Aloe arriva a casa tramite i bikers di Deliveroo o andando direttamente a ritirarla in loco. Nel negozio in Santa Croce servizio attivo sia a pranzo che a cena, mentre in San Frediano solo a cena.  


IL VECCHIO E IL MARE
Per le pizze gourmet di Mario Cipriano e Pasquale Naccari si può chiamare lo 055 2025951, disponibili anche senza glutine. Il servizio è attivo anche su Just Eat e Deliveroo. Anche Il Padellino 2.0, ultima creazione della coppia Naccari-Cipriano, è aperto per consegne a domicilio e cucina da asporto (055 7094842).


FRATELLI CUORE
La pizzeria della stazione centrale dei fratelli Caprarella non si ferma e consegna a domicilio ogni tipo di pizza. Arrivano tramite le app Deliveroo e Glovo. Per info 055 267 0264. 
www.fratellicuore.com


DON FEFÈ 
La pizza gourmet a casa tua. Tonda o a pala e anche qualche piatto alla griglia. Per info e ordini tel 055 225232. Menu.  


fuori porta...


ALBERGACCIO DI CASTELLINA

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO dal giovedì alla domenica.
Rinomato ristorante nel cuore del Chianti Classico, propone una cucina toscana in 'salsa' gourmet. In attesa di finire i lavori di ristrutturazione della cucina apre, da giovedì 4 febbraio, dal giovedì alla domenica l'osteria posta proprio di fronte all'Albergaccio. 
via Fiorentina 63, Castellina in Chianti - 0577 741042 - ristorantealbergaccio.com


BATTIBECCO 

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO NEL FINE SETTIMANA.
A Impruneta ampio locale classico ed elegante, immerso in un grande giardino. Si gusta una cucina che mixa tradizione toscana con quella veneta. Dalla pasta fresca fatta in casa, al pesce del Mediterraneo, fino alla carne, soddisfa tutti i palati. Ampia scelta di vini e un grande camino che scalda l'atmosfera.
via Vittorio Veneto 38 - 339 7776819 - www.ilbattibecco.it


FILIPPO PIETRASANTA
Il celebre locale della Versilia lancia, da sabato 5 dicembre, il servizio "Filippo a Casa Tua".  Un ritorno alle origini perchè la novità si svolge nel vecchio locale dove tutto ebbe inizio. Gastronomia e delivery: una piccola dispensa per il vicinato che offre una selezione di prodotti in linea con la filosofia del ristorante.
Per ordinare e/o consultare il menu clicca qui. 
via Stagi 22, Pietrasanta - 0584 70010 - dalle 8 alle 22 - filippopietrasanta.it/


FRATELLI GIUSTI
QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 
Nella campagna tra Figline e Reggello una tappa obbligata per viaggiatori, turisti e gente del posto. Storico ristorante pizzeria dall'ambiente rustico dove si gusta cucina toscana tra terra e mare. Specialità tortelli di patate e carni alla griglia. Ampia scelta di vini. 
Località Prulli di Sopra - 055 863255 - http://www.fratelligiusti.it/it/


MACELLERIA FALASCHI

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO VENERDÌ, SABATO E DOMENICA
A San Miniato storico esercizio animato dalla famiglia Falaschi. Da scoprire oltre alla classica macelleria, gastronomia e norcineria, il retrobottega. Dove un tempo c'era il laboratorio oggi c'è un ristorantino per pranzi all'insegna della "ciccia". Antipasti, primi e secondi a cm0! 
via Conti 18/20, San Miniato - 0571 43190 - www.sergiofalaschi.com


OSTERIA IL GATTO RE

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Nel cuore storico di San Casciano Val di Pesa Leandro e Tommaso propongono piatti realizzati con materie prime tanto povere quanto ben scelte, elaborati con cultura e ricercatezza. Due sale, bancone “stile alimentari”, cucina a vista sul fondo, ampia e suggestiva cantina sotterranea per pranzi (e cene quando permesso) private.

Via Machiavelli 34 San Casciano – 055 8228405 – osteriailgattore@gmail.com 


OSTERIA DE' MEDICI

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Rustica e popolare, punto di riferimento in zona , specie nelle stagioni fredde, data la location, per un  pranzo o una cena in spirito toscano. Molta carne ... al fuoco e primi di gran gusto. Si spende poco e si mangia bene.

Incisa V.no - Piazza Capanni 13 - 055 8335780 - info@osteriademedici.it


OSTERIA LA GRAMOLA

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO. 

Nel centro di Tavarnelle V.P. Massimo Marzi, maître e patron con Cecilia Dei, bravissima chef, firmano da anni specialità della tradizione contadina con molte idee e ottime materie prime. Aperti per l'asporto a pranzo e le consegne a domicilio. Per ordini e info 338 6039356 anche su WhatsApp.
Menu qui. Nel nostro Carnet Tagliandi offerte 2x1
Tavarnelle V.P. - Via delle Fonti, 1 - 055 8050321 - aperto pranzo e cena - www.gramola.it - locale certificato "Cucina Fiorentina"


VITIQUE 

Il ristorante gourmet del gruppo vinicolo Santa Margherita, a Greve in Chianti, propone due menu at home uno di terra e uno di mare. Per consultare i menu e ordinare la consegna a domicilio basta cliccare qui.
Servizio attivo venerdì, sabato, domenica e lunedì, sia a pranzo che a cena, ordinazioni entro le 19 del giorno precedente.
Via Citille 43b Greve in Chianti - 055 9332941  - www.vitique.it


IL DEK

A Prato, consegna a domicilio e servizio da asporto tutti i giorni a pranzo e a cena. Consulta il menu su www.decanteristorante.it o chiama 0574 475476.  

QUANDO TOSCANA ZONA GIALLA APERTO A PRANZO.  

Piazza Santa Maria delle Carceri 1, Prato - 0574 475476

 

Per segnalare la Vs attività su questa pagine scrivere a niccolo.tozzi@firenzespettacolo.it


I Ristoratori Toscana scendono in piazza

Appuntamento lanciato dal combattivo gruppo FB Ristoratori Toscana (oltre 7500 iscritti guidati da Pasquale Naccari della Pizzeria "Il Vecchio e il Mare" di Firenze) per ribadire le istanze promosse sin dall’8 marzo.

 

In particolare le richieste sono concentrate su:

-                 Tutela per i dipendenti: la maggior parte non ha ricevuto la cassa integrazione.

-                 Assenza di linee guida per la ripartenza  (su come aprire in piena sicurezza): si parla di date ma non viene fatto riferimento specifico al COME. L’unica regola certa è che hanno attributo ai titolari delle attività una responsabilità penale per l’eventuale contagio dei dipendenti alla quale i Ristoratori Toscana si oppongono fermamente.

-                 Assenza dei sostegni “promessi” dalle istituzioni: tutte le nostre richieste presentate formalmente sono rimaste inascoltate e i sostegni previsti sono inadeguati e insufficienti (in allegato i documenti inviati formalmente al Comune e alla Regione)

-                 Sarà esposto il cartello in solidarietà ai colleghi di Milano.


I ristoratori Toscana si dissociano da ogni strumentalizzazione politica o associazionistica riferita all’iniziativa e ribadiscono: “ la nostra è una passeggiata spontanea organizzata per noi e i nostri dipendenti, del tutto pacifica e ci impegneremo al massimo perché avvenga tutto nel rispetto delle regole imposte dai DPCM”.

 

Ecco nel dettaglio le istruzioni da seguire per chi volesse aderire.

 

-                 LA PASSEGGIATA DIMOSTRATIVA VUOLE SVOLGERSI IN COMPLETA SICUREZZA, NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE, DELLA SALUTE DI TUTTI E SENSO CIVICO.  Queste le linee guida per chi vorrà partecipare: RICORDIAMO A TUTTI CHE L’EVENTO DOVRA’ SVOLGERSI IN COMPLETA SICUREZZA,

NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE, DELLA SALUTE DI TUTTIE SENSO CIVICO.SIETE, PERTANTO, TUTTI INVIATI A RISPETTARE LE SEGUENTI ISTRUZIONI.

 

- INDOSSATE (OBBLIGATORIO): GUANTI E MASCHERINE NONCHE’ INDUMENTI DALAVORO (CHE RISPECCHI LA VOSTRA OCCUPAZIONE) E/O SIMBOLI DELLA PROPRIAAZIENDA

 

- RISPETTATE UNA DISTANZA DI ALMENO 2,00 MT. – A TAL RIGUARDO EVIDENZIAMOCHE LA CAMMINATA AVRA’ INIZIO IN P.ZZA DUOMO E TERMINERA’ IN P.ZZA DELLASIGNORIA A FIRENZE (PASSANDO DA VIA CALZAIUOLI).L TERMINE DELLA CAMMINATA (P.ZZA DELLA SIGNORIA) SIETE CALDAMENTEINVITATI A NON CREARE ASSEMBRAMENTI (E RISPETTARE LE MISURE DI SICUREZZASOPRA RICHIAMATE), PERTANTO LADDOVE LO “SPAZIO” NON CONSENTA IL RISPETTO DELLA DISTANZA DI SICUREZZA MINIMA (V.D. SOPRA) LE PERSONE POTRANNO (E DOVRANNO) “DISTRIBUIRSI” IN VIA CALZAIUOLI E (A SEGUIRE) PIAZZA DUOMO).

 

- SE POSSIBILE SEDUTI A TERRA SU DEGLI ASCIUGAMANI E/O TAPPETTINI (AL FINE DIEVITARE DI ENTRARE IN CONTATTO DIRETTO CON L’ASFALTO) SEMPRE RISPETTANDOLE DISTANZE DI SICUREZZA. RESTA INTESO CHE IN CASO DI PIOGGIA E/O IN ASSENZADELLE DOVUTE PRECAUZIONI IN MATERIA SANITARIA, RESTEREMO TUTTI IN PIEDI.E’ SEVERAMENTE VIETATO ASSUMERE ATTEGGIAMENTO VIOLENTO, NONCHE’CANTARE E/O URLARE.

 

Ufficio stampa Ristoratori Toscana : Valentina Paolini paolinivale@gmail.com 339.8434196

                                               

 

 

Grido d'allarme dal Teatro Verdi di Firenze

Il grande teatroi di Firenze con i "cugini" bolognesi Teatro Europauditorium e Teatro Celebrazioni, protagonista attivo della nuova realtà.


"Le azioni condotte fin qui dal Governo non consentono la riapertura dei Teatri

Privati italiani. L’ATIP chiede al più presto un piano di intervento che

accompagni le Imprese Culturali private durante questo indefinito periodo di

chiusura delle attività di Spettacolo dal vivo".

 

A quasi tre mesi dall’esplosione della grande pandemia Covid-19, il settore Privato dello Spettacolo dal vivo denuncia in maniera decisa il proprio stato di crisi. L’emergenza sanitaria si è ben presto trasformata, o peggio, integrata con una altrettanto grave emergenza economica.

Per le Imprese di Cultura e Spettacolo dal vivo, il protocollo di cosiddetta “riapertura” risulta a dir poco inconsistente e totalmente scollato dalla realtà operativa del settore. I grandi Teatri Privati italiani hanno quindi sentito l’esigenza di costituirsi nell’ATIP, Associazione Teatri Italiani Privati, che vede come nucleo fondatore (in ordine alfabetico) 15 grandi Teatri Privati di tutta la Penisola, che da soli sviluppano in una stagione circa 3.000 giornate di spettacolo dal vivo per un totale di oltre 2 milioni di biglietti venduti:

 

• Ambra Jovinelli, Roma

• Augusteo, Napoli

• Celebrazioni, Bologna

• Colosseo, Torino

• Della Luna, Milano

• Geox, Padova

• EuropAuditorium, Bologna

• Lyrick, Assisi

• Metropolitan, Catania

• Morato, Brescia

• Politeama, Genova

• Quirino, Roma

• Sistina, Roma

• Team, Bari

• Verdi, Firenze

 

Occorre che le Istituzioni prendano atto che il comparto dello Spettacolo dal vivo dovrà restare forzatamente inattivo almeno fino al pieno ritorno alla normalità. Fino a quel momento sarà impossibile per i Teatri Privati sopravvivere con le proprie risorse senza l’apporto di proventi derivanti dalla vendita di biglietti o da contributi statali a fondo perduto (in proporzione alla media dell’ultimo triennio dei rispettivi fatturati). 
A tal proposito ATIP chiede di conoscere nel dettaglio i criteri di suddivisione del Fondo Emergenze Spettacolo e Cinema, istituito dal decreto Cura Italia ed incrementato dal Decreto Rilancio, tra Istituzioni Pubbliche e Imprese Private. Nello specifico ATIP chiede di conoscere la percentuale che verrà destinata agli Enti Lirico-Sinfonici, ai Teatri Pubblici, al settore Cinema e audiovisivo, rispetto a quella rivolta ai Teatri Privati. 
Il Teatro Privato non può assistere inerme al proprio collasso economico vedendosi per giunta sopraffare da una “concorrenza” degli Enti Pubblici che, forti del sostegno del denaro pubblico, annunciano la propria riapertura dal prossimo 15 giugno nonostante le insostenibili limitazioni sanitarie imposte al nostro settore. 
ATIP sottolinea che l’eventuale chiusura delle Imprese di spettacolo private avrà come conseguenza immediata il licenziamento di migliaia e migliaia di lavoratori del comparto e dell’indotto. Senza una presa d’atto che per i Teatri Privati si debba già pensare alle fasi 3 e 4, assisteremo alla inevitabile chiusura di molte Imprese del settore. Occorre prolungare alcuni strumenti già messi in atto per assorbire l’impatto della fase 1, come la Cassa Integrazione in deroga/Fondo incremento salariale fino a ottobre 2020, e il credito d’imposta sugli affitti fino a dicembre 2020. Come già fatto per settori come l’automotive e le biciclette, ATIP chiede che venga esteso l’Art Bonus al Teatro Privato e consentita la defiscalizzazione totale dei biglietti acquistati per la cultura e l’intrattenimento dal vivo per tutto il 2021. Inoltre è giunto il momento di sanare una grave lacuna del settore teatrale rispetto a settori affini dello Spettacolo e della Cultura: ora più che mai serve l’estensione del Tax credit esterno ed interno anche allo Spettacolo dal Vivo e ai Teatri Privati, come già fatto per Cinema e Audiovisivo.

ATIP e i suoi iscritti sono a disposizione delle Istituzioni e auspicano al più presto di essere coinvolti a pieno titolo nelle sedi in cui si sta decidendo il presente e il futuro delle Imprese Private dello Spettacolo dal vivo.

Allarme Rosso dal CHIANTI

Un forte e argomentato grido d'allarme arriva dal mondo del vino più tipicamente e storicamente toscano. E' lanciato da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, in occasione dell'assemblea del Consorzio riunita oggi per la prima volta a Firenze dopo la fase di lockdown.
Pur ricordando che gli “Agricoltori sono abituati ai sacrifici" chiosa: "ma così è impossibile andare avanti”.
“Siamo rimasti soli. Nonostante gli annunci del Governo le nostre aziende stanno cercando di superare questa crisi senza precedenti facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze. Noi imprenditori agricoli siamo abituati alla sofferenze e ai sacrifici: ogni anno la nostra produzione dipende dalle condizioni climatiche che nel giro di qualche giorno, senza preavviso, possono compromettere le nostre colture e la stabilità dell'azienda. In un momento come questo però non ci aspettavamo che la distanza fra i problemi delle imprese e le Istituzioni fosse così abissale.”


“Il tempo è finito – ha spiegato Busi - e non c'è più possibilità di andare avanti. Se si continua così, senza alcun sostegno, nei prossimi mesi il 40% della Toscana sarà in vendita. Le aziende chiuderanno e diventerà il più grande boomerang mai visto prima dal punto di vista patrimoniale. E questo coinvolgerà tutti. Chiuderanno aziende grandi e piccole, blasonate o meno. Ci rimetterà tutta la regione senza alcuna possibilità di tornare indietro.”


In questo quadro dominato dall'incertezza non è ancora chiaro quali saranno le fiere che riprenderanno “Non sappiamo ancora quando potremo ripartire con la nostra attività promozionale – ha spiegato Busi – un capitolo fondamentale per l'export che fino ad oggi rappresentava il 70% del nostro mercato. E' evidente che se non dovessero ripartire in Europa e nel mondo i grandi eventi legati al mondo del vino, rischiamo di veder compromesse le nostre vendite, già duramente colpite dalla chiusura del canale Ho.re.ca in questi mesi.”


“E' arrivato il momento – ha concluso il presidente del Consorzio Vino Chianti – di mobilitare tutto il mondo del vino toscano per farci ascoltare. In questa fase non possiamo permetterci il lusso di restare ancorati ai soliti campanili. Per la Toscana il mondo del vino rappresenta una componente imprescindibile per il rilancio dell'economia regionale.”

 

 

Mangia e Vivi Firenze

Un programma di cene nel centro storico di Firenze per lanciare un segnale positivo nei confronti dell’area della nostra città più colpita dagli effetti economici della pandemia da covid-19. E per dare una mano e un messaggio di incoraggiamento a ristoratori e commercianti nel desolante panorama post-turistico che si è determinato.

L’ha promosso Paolo Marcheschi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia impegnato nella prossima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale della Toscana, non nascondendo ovviamente che queste cene sono anche l’occasione per comunicare i propri programmi e obbiettivi.

LUGLIO

Mercoledì 8 Vineria del Re (piazza della repubblica) 

Giovedì 9 Vini e vecchi sapori (piazza signoria)

Marted' 14  Mattacena (via del Moro / s.m. Novella)

Mercoledì 15 Vini e vecchi sapori.

martedì 21 Lungarno23

giovedì 23 Vini e vecchi sapori Piazza Signoria

mercoledì 29 Vineria del Re Piazza della Repubblica

Partecipa alle serate una guida turistica professionista che racconta storie e aneddoti di Firenze e anche la blogger Sarainflorencer che racconta i fiorentinismi (modi di dire).

Menù fisso 25 euro - prenot 335 7217776

MEZZOGIORNO DI FUOCO: IL COVID E L’IMPLOSIONE DELL’INFORMAZIONE SPECIALIZZATA

La crisi dei consumi legati al tempo libero e alla cura della persona, il blocco del flusso di notizie, a volte delle stesse pubblicazioni ha prodotto il progressivo azzeramento della fonte di lavoro e di reddito per migliaia di giornalisti autonomi.... 

Partecipano con ASET (associazione stampa enogastroagroalimentare toscana) noti giornalisti del settore.

Una Befana contro il Delivery-sfruttamento

L'appello dei ristoranti: "Le multinazionali ci stanno distruggendo. Aiutateci a tenere in vita le nostre attività"

Una giornata contro lo sfruttamento dei grandi colossi del food delivery per dare il via a una campagna di sensibilizzazione per sostenere le attività di vicinato. 

E' quanto ha deciso di lanciare a partire dal 6 gennaio Tni (Tutela Nazionale Imprese), il gruppo che rappresenta 40mila aziende in Italia. 

I locali che si affidano ai grandi del settore (che offrono un servizio completo con i loro rider e il sistema di gestione ordini) pagano una commissione agli operatori. «La commissione va dal 25 al 35%, dipende dalle condizioni economiche negoziate. A questa, si aggiungono le tariffe per l'attesa: per esempio, dopo più di 5 minuti dall'orario di ritiro, possono addebitarci 0,17 centesimi per minuto. Dopo più di 10 minuti dall'orario di ritiro possono addebitarci ulteriori 10 euro. Tra l'altro, tutti gli addebiti, le tariffe e le commissioni non includono l'Iva» scende nei dettagli Naccari.

Il portavoce Tni-Ristoratori Toscana mette sul tavolo le carte. In buona sostanza, su una fattura media di 2.400 euro, il costo dei servizi addebitati dall'operatore è di 859,91 euro a cui vanno aggiunti 570 euro di sanzione per ritardi nella consegna. "Da una fattura media di 2.400 euro – prosegue Naccari - ricaviamo 970 euro che non bastano né a ricoprire i costi della materia prima né tanto meno quelli del personale, delle utenze, etc. 

Il food delivery è insostenibile, ammazzerà i nostri spazi. Per questo chiediamo a tutti i ristoratori d'Italia di fare bene i conti in tasca, di spegnere i tablet e i computer e di accettare solo prenotazioni fatte direttamente al ristorante. Agli italiani chiediamo di aiutarci a tenere in vita i nostri locali e di non ordinare tramite le grandi piattaforme ma tramite i canali diretti delle attività".

L'iniziativa è sostenuta da Pasquale Naccari, portavoce di Tni e Ristoratori Toscana, lo chef Gianfranco Vissani, Virginia Derelitto di Aios Sicilia, Rocco Costanzo di Ristoratori Liguria, Alessia Brescia dei Ristoratori Veneto, Maricetta Tirrito dei Ristoratori Lazio, Pasquale Dioguardi di Movimento Impresa Puglia, Andrea Penzo Aiello di Veneto Imprese Unite, Michele di Costa di Ristoratori Calabria e Armando Pistolese di Associazione commercianti per Salerno. Con il Delivery-Day, gli imprenditori non solo hanno deciso di sottrarsi ai diktat delle multinazionali spegnendo i propri tablet e computer, ma anche di lanciare un appello a tutti gli italiani.

"Chiediamo a tutte le persone che hanno a cuore le attività di vicinato di aiutarci a tenere in vita i nostri locali. Come? Facendo i propri ordini telefonicamente direttamente presso i nostri punti vendita o servendosi dell'asporto e non tramite le piattaforme delle multinazionali che hanno sede all'estero e non pagano nemmeno le tasse in Italia. 

INFO E CONTATTI 338 5025789 – 331 4686387



Un Semaforo Impazzito

Continua la roulette russa dei colori in tutta Italia e di conseguenza anche in Toscana.
6 gennaio siamo Rossi, mentre Gialli il 7 e l’8.
Fine settimana, 9 e 10, arancione.
Dalla prossima settimana in Toscana, grazie all’indice Rt,  inferiore ad 1, siamo gialli fino a venerdì 15 quando uscirà il nuovo DPCM dle governo.

Certo è che con questo “semaforo” a tempi impazziti dove non esiste il verde, è impossibile pianificare qualsiasi attività per tutte quelle categorie economiche di cui da sempre raccontiamo vita, morte e miracoli. Ristoratori in primis, capri espiatori per eccellenza, e a seguire tutto il mondo della cultura in senso lato: ostaggio di “non decisioni” che a quanto pare non stanno neanche risolvendo il problema dei contagi, ieri 313 in Toscana.  


Diamoci una mossa: basta divano, torniamo in moto !

Ne parliamo con Alberto Scardigli, titolare di Olympus, e la dottoressa Cristina Scaletti, specializzata in medicina sportiva e impegnata da tempo sulla scena politica toscana. 

Sanificazione, distanziamento, numeri contenuti, prenotazioni on line delle lezioni … mi sono dimenticato qualcosa? … nonostante tutte queste attenzioni e limitazioni le palestre sono chiuse da novembre e si parla poco in pubblico della necessità di riattivarle al più presto.

Invece in privato se ne parla moltissimo: in tanti si sono rivolti anche a noi per sollecitare un impegno pubblico a favore di questa riapertura, importantissima per la salute fisica e mentale - si anche mentale! - di tantissime persone di ogni età che necessitano decisamente di poter svolgere attività motoria, ciascuno secondo il suo profilo medico e fisico.

"Basta chiacchiere sui ristori: la vera e unica battaglia da fare è per riaprire in sicurezza!"

“Lasciamo perdere la storia dei ristori, nella migliore delle ipotesi arrivano solo briciole. La vera battaglia da fare è in realtà quella per riaprire i nostri locali in sicurezza. Da tempo sono state stabilite ed eseguite linee guida precise (limitazione dei coperti, sanificazione, mascherina, distanziamento…) e nessuno si è infettato andando a pranzo o a cena. Ora basta! VOGLIAMO LAVORARE, nel rispetto delle regole e delle tante spese fatte per eseguirle!”

Parla con il cuore e la testa uno dei più importanti ristoratori-chef toscani che con noi chiede di mantenere l’anonimato “visto il clima di caccia alle streghe/untore che si respira in Italia”.

Curioso destino quello di Chef e Ristoratori: dalla gloria mediatica di appena un anno fa alla gogna economica del 2020, tutto a causa del virus, o no? Sono le vittime più famose e discusse dei provvedimenti governativi contro la pandemia, costretti praticamente a chiudere l’attività, salvo qualche saltuaria apertura a singhiozzo a pranzo e la concessione dell’asporto, considerato dai più una cura palliativa. È anche l’unico settore dell’economia italiana colpito pesantemente dalle restrizioni e dalle chiusure (con turismo, cultura e socialità), ad aver espresso un movimento autonomo di protesta (Ristoratori Toscana, M.I.O., ecc..) che ha raccolto migliaia di adesioni e prodotto iniziative di forte visibilità mediatica. Ad oggi persegue principalmente la richiesta di ristori economici, come del resto fanno da sempre ConfCommercio e Confesercenti, storiche associazioni di categoria.

Oggi siamo in zona gialla, quindi potete aprire a pranzo. Soddisfatto?

“Che fai, prendi per il c…? – sbotta ridendo il nostro intelocutore, uno dei più famosi chef-imprenditori della ristorazione toscana (preferisce mantenere l’anonimato “visto il clima di caccia alle streghe/untore che si respira in Italia”). Qui la situazione è disastrosa. A marzo scorso abbiamo retto al meglio, grazie solo alla cassa integrazione ovviamente. Ma ora da novembre siamo chiusi, abbiamo perso tutto il mese delle feste, decine e decine di dipendenti in cassa integrazione con stipendi quasi dimezzati, fornitori senza sbocchi, proprietari degli immobili con il fiato sul collo, anche se diversi si rendono conto che non hanno molte alternative….”

Mai i famosi ristori non vi aiutano?

“Ma per favore… qualcosa è arrivato, ma non a tutti. Ma non si può contare su questo, non si può pensare di reggere così. Bisogna cambiare marcia. Lo dico alle associazioni di categoria e anche a questi giovani dei Ristoratori Toscana e del M.I.O. che si danno tanto da fare. Con i ristori non si va da nessuna parte. Sono pochi e non per tutti. In ogni caso non si può contare su questo. Poi questo governo pensa che i ristoratori sono evasori, lo ha detto platealmente Bersani, che è il capo di Speranza e chiunque di noi ha un po’ di sale nella zucca sa benissimo cosa pensano e quindi ci tengono al palo scaricando su di noi e sul mondo del commercio la loro insipienza e incapacità a fare l’unica cosa che serviva e serve, rafforzare in modo importante la sanità, sul territorio e negli ospedali. Poi ci sono anche politici che la pensano diversamente, come il Presidente Giani, ma le decisioni le prendono a Roma.

Quindi per te la soluzione è riaprire, rovesciando questa narrazione mediatica e politica che vede nei ristoranti dei luoghi pericolosi per la diffusione del virus?

Ma certo! Bisogna spostare l’obbiettivo della protesta su questo, non asserragliandoci in rivendicazioni sindacali che non avranno nessun esito significativo. Invece troviamo alleati, nei nostri clienti innanzitutto, rompiamo l’isolamento in cui cercano di confinarci, serve una battaglia comune a favore di una ritrovata socialità sempre più necessaria e auspicata. In sicurezza ovviamente, con la mascherina e seguendo le regole, ovvio”.


1 / FIRENZE DOPO ... LA PANDEMIA

Aprirà presumibilmente tra pochi mesi all’inizio di Via del Palazzuolo, a due passi da

Piazza SM Novella, nel dismesso immobile del Monte di Pietà, già Convento di San Paolino, 25HOURS HOTEL FLORENCE, un imponente albergo a tema ispirato alla Divina Commedia di Dante, che conterrà ben 172 camere.

 

Curiosamente sono Dubai e Firenze le città in cui la 25hours Hotel Company – società fondata nel 2005 da Stephan Gerhard, Ardi Goldman, Christoph Hoffmann e Kai Hollmann, alleata dei francesi di AccorHotels – si appresta ad aprire. L’hotel fiorentino è il primo sul suolo italiano. Una scelta ovviamente avviata ben prima dello scoppio della crisi e della pandemia, stimolata dal potente rilievo storico-artistico della città e dalla sua – allora – crescente attrattiva internazionale.

 


L’intervento è doppio, prevede la riqualificazione del dismesso immobile del Monte di Pietà, e la costruzione di un nuovo edificio, demolendo esistenti volumi. Il Progetto Architettonico è firmato da Genius Loci Architettura; gli interni sono invece disegnati da Paola Navone ispirata dalla Divina Commedia dantesca.

Il lavoro ingloba di fatto la piazzetta antistante all’ex convento dell’XI secolo, prevede un grande cortile centrale, delle 172 stanze 73 sono ricavate dall’“edificio storico”; le altre nella nuova struttura adiacente, un'inedita costruzione ex novo nel centro storico di Firenze. Previste anche una family-room con piscina, una spa, una piccola palestra, una sauna, un ristorante di cucina toscana e una bottega – bar, I Golosi. Il chiostro appare coperto da una struttura vetrata, una sorta di “giungla verde” fiore all’occhiello della designer Paola Navone.


Gigantesca, lussuosa, imprevista. È la mega Pizzeria Sophia Loren, a due passi dal Duomo

Gigantesca, lussuosa, imprevista. È la mega Pizzeria Sofia Loren che viene ad occupare l’ex sede di Unicredit in Via Brunelleschi, un intero blocco con ben 13 sporti sotto i portici verso il Duomo, subito dopo Hard Rock Cafe. 

Chissà se, sapendo che sarebbe arrivata una pandemia che avrebbe spazzato via da Firenze per un bel po’ di tempo i milioni di turisti dal centro storico, i patron dei gruppi moda Yamamay e Carpisa (proprietari dell’iniziativa) avrebbero deciso ugualmente di impegnare risorse ingenti in questo locale sicuramente oltre ogni aspettativa, soprattutto per le dimensioni, lo stile e la sfida che porta nel mondo della ristorazione e del turismo ovviamente. 


Non che si tratti di un locale “turistico”, nel senso negativo che spesso viene attribuito a questa definizione, ma la sua collocazione, il matrimonio con il nome della celebre attrice napoletana, icona della bellezza italiana, la consulenza (ormai è un’obbligo) con un pizzaiolo di fama (lui è Francesco Marcucci) vedono questo progetto, ovviamente pensato in chiave globalista, come ovviamente orientato ad attrarre fiumi di clienti dal cuore del centro fiorentino. Pronto da tempo, sarà affidato a una squadra di circa 25 persone tra cuochi, camerieri, staff. 


“Con il gruppo abbiamo acquisito il marchio Sofia Loren – hanno dichiarato tempo fa alla stampa i due imprenditori napoletani - e quando apriremo la nostra pizzeria di lusso a Firenze all’inaugurazione dovrebbe esserci proprio la celebre attrice. Si tratta – hanno aggiunto - del primo di una collezione di 4-5 insegne di ristorazione dedicate a Sofia (Loren), una nuova avventura nel mondo dei ristoranti con l’idea di esportarla poi nel mondo».

Il locale è praticamente pronto, anche se dall’esterno è “fasciato”. Apertura a breve si mormora. 


Parola d'ordine: #riaprireinsicurezza!

Sono giorni caldi e non stiamo parlando del meteo. In tutto il Paese ristoratori, partite IVA, commercianti, ambulanti e lavoratori autonomi e del turismo, riempiono le piazze per protestare contro al politica delle chiusure che, evidentemente, non stanno portando grandi risultati visto il prolungamento dello stato di emergenza. 

La richiesta che prevale ormai non è tanto quella dei ristori o sostegni, oggettivamente irrisori rispetto alle perdite economiche subite da tutto questo settore in particolare, bensì quella della riapertura in sicurezza delle attività, portate allo sfinimento dall’insicurezza e dall’impossibilità di programmare alcunché.

In queste ore fioccano diversi annunci di manifestazioni.

Gli ambulanti di ASSIDEA (Associazione di tutela per gli operatori di mercato su suolo pubblico) si riuniscono in piazza Togliatti a Scandicci sabato 10 aprile alle 10.30.

Confcommercio Firenze invita tutti martedì 13 aprile alle 11 davanti alla Prefettura di Firenze per chiedere date certe sulla riapertura delle imprese e protestare contro le disposizioni vigenti. Convocate tutte le imprese del commercio, del turismo e dei servizi. I dirigenti vengono ricevuti dal Prefetto a cui consegnano le richieste affinché le trasmetta al Governo. L’iniziativa viene trasmessa in diretta tv alle ore 11.30 in collegamento con analoga manifestazione  a Roma promossa da Confcommercio e FIPE.  

Martedì 13 a Roma va in scena anche  "Una Volta, per Tutti. La Marcia pacifica dei lavoratori" organizzata dall'associazione "Roma Più Bella", I.H.N - Italian hospitality network, TNI Tutela nazionale imprese e LUPE ROMA che si riuniscono alle 11 al Circo Massimo.


Lo SHOCK di FIRENZE: La Vera Pandemia di una Città e 4 “vaccini” + 1 per affrontarla


A causa della Pandemia Firenze si è scoperta improvvisamente deserta, orfana di milioni di turisti. La scena è impressionante, come se una bomba al neutrone l’avesse svuotata delle persone, della vita, lasciando intatti i suoi monumenti, le sue vie, i suoi ponti, i suoi musei. Quella che in molti ormai chiamavano con spirito critico la Disneyland del Rinascimento si è trasformata in poche ore in una Pompei della Grande Bellezza. 

QUESTO LIBRO, composto di più saggi, prende ispirazione da uno scritto “profetico” del 1986 di Franco Camarlinghi (allora esponente di spicco del PCI fiorentino), una rilettura della storia politica di Firenze dal dopoguerra che evidenziava un progressivo cedimento dei ceti politici e delle classi dirigenti ad una visione della città fondata sostanzialmente sullo sfruttamento della sua grandezza storico-artistica a vantaggio di commerci per lo più di bassa lega e di un incipiente turismo di massa… 

35 anni dopo, alcuni protagonisti della vita civile e culturale della città riprendono il filo di quel j’accuse e ne scrivono un “seguito”, rievocando e interpretando il lungo periodo successivo che ci ha condotto ai nostri giorni.

Marcello Mancini, cronista politico e ex direttore del quotidiano La Nazione, ricostruisce il trentennio politico istituzionale della nostra città e il modo in cui la dimensione del turismo ne è divenuta prevalente; Stefano Fabbri, già alla guida dell’agenzia ANSA in Toscana intervista personaggi chiave degli anni e delle vicende di cui parliamo; Massimo Tommaso Mazza, già imprenditore del commercio più “avanzato” con l’invenzione del Dolce Vita e poi impegnato con la Biennale della Moda testimonia la sua esperienza e visione della città; Leonardo Tozzi, editore/direttore del mensile cult Firenze Spettacolo, traccia le sue “memorie del sottosuolo”, un’attenta spigolatura sul trentennio fiorentino visto per così dire dal “basso”. 

Un ricco racconto a più voci, una sorta di “Sliding Doors” nella storia di Firenze, che ci consegna infine un messaggio chiaro: non dobbiamo pensare a un modello al quale tornare, ma a un modello nuovo da cui ripartire. 

Un’analisi radicale da cui deriva una condanna del sistema politico ed economico che ha governato la città negli ultimi 35 anni, un sistema nel tempo sempre più chiuso e autoreferenziale composto dagli stessi gruppi e ambienti.

Firenze, già esposta alla devastazione del turismo di massa, deve e può recuperare la consapevolezza di poter essere una città-guida. Ma non una guida… turistica, bensì una guida culturale, un modello di sostenibilità urbana innovativo consapevole di fondarsi su un retaggio storico artistico di rilievo internazionale. 

Per il centro storico occorre una inversione a U: riportarvi funzioni e lavoro, parte dell’Università in primis, creando una moderna Città degli Studi di richiamo internazionale, creando connection con i grandi players della conoscenza per sviluppare moderne scuole e istituti di formazione; riportare la residenza nei quartieri storici del centro, in Santa Croce e in Oltrarno creando le infrastrutture necessarie per abitarvi a partire dai parcheggi pertinenziali interrati e da una diversa organizzazione della ZTL. Smettere di pensare al recupero di vecchi immobili dismessi solo in chiave di ricettività alberghiera riempiendoli invece di attività. 

Guardare alla dimensione metropolitana di Firenze integrando la città storica con le sue periferie e i comuni adiacenti ridisegnando la mappa della nostra economia, riscoprendo valori industriali e manifatturieri annidati ai confini della città, ma spesso e volentieri ignorati dalla politica e da progetti pubblici.

Infine un auspicio: che emerga una nuova generazione persone di alto profilo che abbia il coraggio e anche la forza politica di affermare nuove idee senza farsi condizionare dai soliti tornaconti elettorali, superando familismo e clientelismo negli incarichi pubblici, per una nuova apertura alla società che contrasti lo sfruttamento privato dell’interesse collettivo.

Franco Camarlinghi (la “profezia” dell’86)
Marcello Mancini - Stefano Fabbri - Massimo T. Mazza - Leonardo Tozzi

Lo SHOCK di FIRENZE
La Vera Pandemia di una Città e 4 “vaccini” + 1 per affrontarla

Prezzo copertina: 15 euro - Pagine: 288 - Nuova editoriale Florence Press srl - florencepresseditore@gmail.com - 1^ edizione: maggio 2021 - ISBN 9788894381658

distribuzione nazionale: LIBRO CO. ITALIA srl - www.libroco.it

In vendita anche su firenzespettacoloIBS, Amazon, Feltrinelli

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