Quanto piace mangiar toscano

Arrivano per Pitti migliaia di buyers italiani e stranieri. Tutti cercano sempre tradizione e sapori fiorentini. Ecco le nostre dritte.

A gennaio arrivano in città migliaia di buyers italiani e stranieri in cerca delle ultime tendenze della moda uomo in occasione di Pitti. Tutti dovranno pur mangiare e, si sa, a fianco della ricerca dell’innovazione, in campo stilistico, nel piatto si apprezzano sempre tradizione e sapori del territorio. Ecco dunque questo nostro servizio dove insieme a colleghi giornalisti specializzati e personaggi influenti del mondo enogastronomico si raccontano piatti e indirizzi dove respirare, assaporare e degustare sapori e specialità tipiche della nostra città e della nostra regione.

Il cuore della tradizione è ovviamente nel CENTRO STORICO. A pochi passi dalla Fortezza da Basso, in via Faenza, nel cuore di San Lorenzo, si può cominciare dalla Trattoria degli Antellesi, un indirizzo familiare e casalingo rilanciato da pochi mesi proprio da una storica famiglia di ristoratori fiorentini, i Bartoloni che da generazioni sa come proporre la “fiaccheraia” o i tortelli mugellani, due must have come anche la trippa.
In faccia al Duomo una storica “buca”, La Buca San Giovanni. Qui i fratelli Frija ospitano spesso celebrità di ogni settore: vale la pena, oltre che per la cucina, soprattutto per l’atmosfera. Le “buche” infatti sono locali tipici che si trovano solo a Firenze e sono chiamate così perché si scendono le scale e si arriva in sale spesso non molto grandi con soffitti a volta. Un mondo che trasuda tradizione. In Piazza della Signoria, di fronte al Nettuno, il Ristorante de’ Frescobaldi. Bhè che dire, dopo i Medici, forse la famiglia fiorentina più conosciuta nel mondo grazie ai loro eccellenti vini. Qui si scoprono le ricette di famiglia che si gustano immersi in un panorama che in colpo solo ci fa apprezzare la Loggia dei Lanzi, il Nettuno e Palazzo Vecchio. Mood elegante sia negli arredi che nella mise en place.
Per chi invece vuole sì respirare toscano ma avere più di una scelta a pochi minuti a piedi dalla Fortezza ecco il Mercato Centrale di San Lorenzo: sia il piano terra più rustico che il “nazionale” primo piano fanno al caso vostro con banchi che propongono ogni genere di ricette. Da provare il lampredotto di Nerbone per esempio.
Per gli amanti della Bistecca alla Fiorentina due indirizzi su tutti: Regina Bistecca e Trattoria dall’Oste. Il primo più glamour e d’atmosfera, il secondo più social e turistico, in entrambi tra le migliori t-bone della città. Parlando di moda un salto alla Rinascente in Piazza della Repubblica non può mancare. Con la sua recente trasformazione mette in primo piano il meglio dello street-wear e dei brand più classici. All’ultimo piano svetta Toscanino, il ristorante di Laura Tosetti e Simone Arnetoli, che si rifornisce solo da produttori toscani, dai bicchieri, alle posate, dai vini alla carne… più toscano di così?!
Un posto del cuore per molti fiorentini è Vini e Vecchi Sapori detto anche “da Mario” per il nome dell’oste, tavolini in legno, foto di ogni epoca e nei piatti Firenze. Le più buone tagliatelle all’anatra della città sono qui.

Spostiamoci nella rive gauche fiorentina: l’OLTRARNO.
Cinque trattorie da provare cominciando dall’Osteria Santo Spirito nella bellissima piazza. Poi, in ordine alfabetico, i’Brindellone a pochi passi dal Carmine; Sabatino a Porta San Frediano; la Casalinga in Santo Spirito e da Ginone in via de’Serragli. Prezzi contenuti, camerieri rustici e piatti generosi: questa è la Firenze dei fiorentini. D’eccezione l’Osteria Belguardo dove i vini Marchesi Mazzei accompagnano una cucina con slanci moderni in un contesto cosmopolita. Le radici sono maremmane come la sede della tenuta Mazzei da cui prende il nome l’osteria e in cucina non mancano citazioni come ad esempio i tagliolini fatti in casa alla Buttera.

In SANT’AMBROGIO, altro quartiere molto vivace, due le situazioni di punta: il Cibreo di Fabio Picchi e L’Ortone. Il primo è un’insegna ormai storica animata dall’istrionico chef-imprenditore, e il secondo adesso premiato tra i i Bib Gourmand della guida Michelin, propone una versione più attuale delle ricette tradizionali: da provare la guancia.
Last but not least, la storica Trattoria da Burde. Lontana dal centro città, in via Pistoiese, e aperta solo a pranzo (salvo il venerdì anche a cena) serve zuppe e altre ricette della tradizione in un’atmosfera esemplare per chiunque voglia immergersi nel mood della Trattoria. Grosso merito va ai due fratelli Gori “nati e cresciuti” qui: Andrea, rinomato sommelier a livello nazionale, opera in sala, e Paolo in cucina. Alle zuppe si aggiungono braciole rifatte, polpette, lesso, baccalà e ovviamente La Fiorentina.

Niccolò Tozzi

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