Lo Chef che pittura per un Brunello che conquista

Cena stellata a Montalcino con Enrico Bartolini per il Benvenuto alla nuova annata.

Per festeggiare un’annata giudicata a “5 stelle” da una commissione di 40 esperti tra enologi e tecnici da tutta Italia, il Consorzio del Brunello di Montalcino, il grande Rosso toscano, una delle icone del made in Italy, ha pensato bene di arruolare per la cena di gala di “Benvenuto Brunello” (dal 21 al 24 febbraio a Montalcino), lo chef più stellato d’Italia, quello che quest’anno ha sbancato la Guida Michelin, l’autorevole guida rossa ai migliori ristoranti dello stivale, ovvero il toscano Enrico Bartolini dal Mudec di Milano.

Scelta azzeccata per festeggiare con piatti strepitosi l’ottima annata, frutto di una stagione particolarmente favorevole, che ci ha regalato un Brunello con aromi intensi di frutta matura, ottimo nel rapporto tra struttura tannica e acidità, dalla lunga persistenza aromatica sia al naso che al palato, promettendo un millesimo destinato a un bel futuro. All’anteprima ha colpito la struttura tannica, morbida e in perfetto equilibrio con la freschezza, arricchita da sentori marcati di frutta rossa matura, sia all’olfatto che al gusto, chiusi da un finale lungo ed elegante. Ottime premesse per l’invecchiamento; notevole anche la produzione, con circa 10,5 milioni di bottiglie attese sul mercato.

Superlativo è stato l’aggettivo più sentito a Montalcino, ma c’è già chi pensa che la 2016 sarà migliore! Scrive per esempio Andrea Gori, il noto “sommelier informatico” in prima fila alle degustazioni, che quest’anno ha visto “la luce un’annata calda e vigorosa che premia i versanti nord e le giaciture più fresche dei vigneti, ma rispetto ad altre annate torride del recente passato la bravura dei produttori ha evitato un eccesso di alcol, di maturazioni e tannini aggressivi e immaturi. Nelle zone più calde terreni, suoli e il particolare equilibrio che dimostra il sangiovese in queste condizioni hanno fatto piccoli miracoli: gestione del vigneto ed età media delle piante hanno giocato un ruolo fondamentale, così come la gestione di macerazione, estrazione e affinamento in legno, che oggi prevede protocolli sempre più differenziati versante per versante”.


Alla cena Bartolini ha confermato il talento e la fantasia per cui è apprezzatissimo, colpendoci alla grande con tre piatti tipici del suo stile “pittorico”, pur operando in un contesto non semplice, considerate le centinaia di ospiti ai tavoli e le condizioni logistiche: esordio con un suadente carpaccio, senape e caviale; poi risotto alle rape rosse e salsa di gorgonzola, audace e avvolgente; quindi Coda di Chianina alla royale, tartufo di San Giovanni D'Asso e salsa di zafferano di Montalcino, sontuosa e succulenta.

Applausi per tutti alla fine, e in alto i calici!

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