Cinema a Firenze: i film della settimana

Le migliori nuove uscite nelle sale della città.

I FILM DELLA SETTIMANA

The Last Duel
di Ridley Scott con Matt Damon, Ben Affleck, Adam Driver.
Nella Francia del XIV secolo, Marguerite de Thibouville (Jodie Comer), moglie del cavaliere Jean de Carrouges (Matt Damon), sostiene di essere stata stuprata e ingravidata dal miglior amico del marito, lo scudiero Jacques Le Gris (Adam Driver). Per risolvere la disputa, Re Carlo VI (Ben Affleck) ordina al cavaliere di sfidarlo in combattimento: sarà l’ultimo “duello di Dio” legittimato dalla legge francese.
Sceneggiato dagli stessi Matt Damon e Ben Affleck, che adattano il romanzo storico di Eric Jager “L'ultimo duello. La storia vera di un crimine, uno scandalo e una prova per combattimento nella Francia medievale”, il primo dei tre film in uscita diretti dal veterano Ridley Scott è una produzione Disney ed è stato girato tra Dordogna, Berzé-le-Châtel e Borgogna, ricostruendo un Medioevo grigio e opaco, dove i cavalieri sono mossi dall’odio e dalla vanità più che dal senso dell’onore. Il coraggio e la verità appartengono invece ad una giovane donna – la splendida Jodie Comer – che parte simbolicamente verso Ovest rifiutando le leggi del patriarcato. Da confrontare con “I duellanti”, che segnò il debutto del regista. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema 78’.
Da giovedì 14 ottobre Portico, The Space Cinema, Uci Cinemas


Ariaferma
di Leonardo Di Costanzo con Toni Servillo, Silvio Orlando, Fabrizio Ferracane.
Una vecchia prigione ottocentesca, situata in una zona impervia di un luogo immaginario, è in via di dismissione, ma una dozzina di detenuti e i pochi agenti rimasti sono bloccati da problemi burocratici: nell’attesa, le regole ferree del carcere si allentano, e la distanza tra galeotti e secondini si riduce… Girato nell’ex-penitenziario di San Sebastiano di Sassari, il nuovo film di Leonardo Di Costanzo non è un racconto sulla condizione delle carceri italiane, ma un apologo sull’assurdità delle barriere fisiche, sociali e culturali che dividono le persone. Nel cast, per la prima volta insieme, Toni Servillo e Silvio Orlando. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 78’.
Da giovedì 14 ottobre Flora

ALTRI FILM IN PROGRAMMAZIONE

La Scuola Cattolica
di Stefano Mordini con Benedetta Porcaroli, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca.
In un rinomato istituto religioso maschile, si svolge la vita di un gruppo di ragazzi della Roma bene, che i genitori vorrebbero preservare dagli scontri dei tumultuosi anni Settanta. L’equilibrio si spezza improvvisamente quando nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1975 due di loro - Gianni Guido e Angelo Izzo - attirano nella villa di proprietà di un amico, due giovani ragazze, con il pretesto di una festa.
Tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016, il film di Mordini è la ricostruzione di un celebre episodio di cronaca nera, il massacro del Circeo, raccontato attraverso la voce di uno studente della scuola, Edoardo, che riflette sulle cause che spinsero alla tortura e all’omicidio i protagonisti della vicenda, inebriati dal culto della violenza e da idee politiche pericolose. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 78’.
Adriano, Marconi, The Space Cinema, Uci Cinemas


Materiale Emotivo
di e con Sergio Castellitto e con Bérénice Bejo, Matilda De Angelis, Clementino.
Pierre (Sergio Castellitto) è un libraio che vive a Parigi e passa le giornate tra antichi volumi di antiquariato e la figlia paraplegica. La sua routine monotona e abitudinaria viene sconvolta dall’incontro casuale con una giovane donna (Bérénice Bejo), in grado di cambiare per sempre la sua vita.
Dalla graphic novel “Un drago a forma di nuvola” di Ivo Milazzo e da una sceneggiatura originale di Ettore Scola adattata da Margaret Mazzantini, moglie di Castellitto che dirige e interpreta un personaggio ombroso e ordinario, illuminato dall’energia solare di una splendida Bérénice Bejo. Per l’occasione, Parigi è stata ricostruita nel Teatro 5 di Cinecittà. Nel film, compare anche in un cameo il rapper Clementino.
Principe


No Time To Die
di Cary Joji Fukunaga con Daniel Craig, Léa Seydoux, Rami Malek.
Ritiratosi in pensione in Giamaica con la bella Madeleine Swann (Léa Seydoux), James Bond (Daniel Craig) viene avvicinato dall’agente segreto della CIA Felix Leiter (Jeffrey Wright), che gli rivela l’esistenza di un complotto dietro la scomparsa dello scienziato Waldo Obruchev. Le sue ricerche lo metteranno sulle tracce di nuovo e temibile avversario un tempo affiliato alla Spectre, il terrorista Lyutsifer Safin (Rami Malek), in possesso di armi altamente distruttive in grado di minacciare la sicurezza del pianeta.
Venticinquesimo capitolo della saga, quinto ed ultimo con Daniel Craig nei panni dell’iconico 007 con licenza di uccidere, No time to die è diretto dal grandissimo Cary Joji Fukunaka, già regista della fortunata prima stagione di True Detective, e sceneggiato da Scott Z. Burns (The Bourne Ultimatum; The Report) e Phoebe Waller-Bridge, reduce dal successo delle serie Fleabag e Killing Eve. Nel cast, oltre alle conferme di Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Naomie Harris e Ben Wishaw, c’è il Premio Oscar Rami Malek. Come consuetudine, il film è stato girato in diverse località, facendo tappa anche in Italia a Matera e a Sapri, rinominata per l’occasione Civita Lucana.
Fiamma, Marconi, Portico, The Space Cinema, Uci Cinemas


Tre Piani
di Nanni Moretti con Margherita Buy, Nanni Moretti, Riccardo Scamarcio.
Al piano terra di un immobile romano, vivono Lucio e Sara, professionisti in carriera con una figlia parcheggiata spesso dai vicini, Giovanna e Renato. Sopra di loro, Monica, che ha sposato Giorgio, padre sempre altrove, e partorito in solitudine Beatrice. Al terzo piano, convivono da trent’anni Dora e Vittorio, giudici rigorosi ed inflessibili nella professione come nell’educazione del figlio Andrea. Quando nel corso di una notte una auto travolge un passante e il muro dello stabile, i loro destini sono destinati ad intrecciarsi.
Adattando da Tel Aviv a Roma il romanzo omonimo scritto dall’israeliano Eshkol Nevo nel 2017, Moretti racconta in dieci anni, tre tempi e due ellissi la dissoluzione di tre nuclei familiari, specchio riflesso del disfacimento di un’intera società, dove i rapporti di coppia sono segnati da sfiducia, egoismo e risentimento, mentre le paure e le rigidità dei genitori si scaricano inevitabilmente sui figli. Abbandonata da tempo la sfera pubblica, il regista romano sposa una dimensione intima e domestica, ma non meno cupa e disillusa. Da confrontare con “Lacci” di Daniele Luchetti.
Fiorella, Flora,  Uci Cinemas


Dune
di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Dave Bautista.
In un futuro lontano, il Duca Leto Atreides viene incaricato dall’Imperatore Shaddam di partire per il pericoloso pianeta di Arrakis, noto anche come Dune, e sede della sostanza più ambita dell’universo, la “Spezia”, una droga in grado di allungare la vita, garantire capacità mentali sovraumane e consentire i viaggi nello spazio. Accompagnato dalla sua concubina Bene Gesserit Lady Jessica (Rebecca Ferguson), dal giovane figlio ed erede Paul (Timothée Chalamet) e da alcuni fidati consiglieri, il Duca avvia una complessa operazione di estrazione della spezia, minacciata dalla presenza di enormi vermoni nelle sabbie, ma viene tradito ed ucciso da un’imboscata ordita dalla casata nemica degli Harkonnen e dallo stesso Imperatore, preoccupato dalla sua popolarità. Il figlio Paul e la madre riescono a salvarsi, unendosi alla popolazione nomade dei Fremen, che da secoli abita il pianeta in attesa di un Messia, il Mahdi, che li guidi alla conquista del pianeta e dell’Impero.
Adattamento del primo capitolo del ciclo di romanzi scritto da Frank Herbert, già trasposto al cinema nel 1984 da David Lynch e in televisione nelle miniserie Dune - Il destino dell'universo (2000) e I figli di Dune (2003), il reboot di Denis Villeneuve (Arrival; Blade Runner 2049) è uno dei film più attesi della stagione, un progetto ambizioso che vanta una produzione e un cast stellari e presentato in anteprima e fuori concorso alla Mostra Cinematografica di Venezia 78’.
The Space Cinema, Uci Cinemas


Qui Rido Io
di Mario Martone con Toni Servillo, Cristiana Dell'Anna, Marzia Onorato.
Nella Napoli della Belle Epoque, l’attore comico Eduardo Scarpetta (Toni Servillo) è il re del botteghino: la sua maschera di Felice Sciosciammocca ha ormai sostituito nel cuore dei napoletani quella di Pulcinella, e il successo gli consente di mantenere la sua famiglia allargata, composta da mogli, compagne, amanti, figli naturali e illegittimi, come Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. L’azzardo di portare in scena una parodia della tragedia La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio susciterà lo sdegno dei poeti e dei drammaturghi della sua generazione, innescando la prima storica causa sul diritto d'autore in Italia.
Girato quasi interamente all’interno del Teatro Valle, l’ultima fatica di Mario Martone vuole essere soprattutto il ritratto di un grande attore - interpretato magnificamente da Toni Servillo - perché “non esistono teatri più o meno d’arte, esistono gli artisti”, e Eduardo Scarpetta lo era. In concorso alla Mostra Cinematografica di Venezia 78’.
Fiorella

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