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Risultati per: weekend in toscana

Season Opening: Bagno La Rondine & Ristorante Salmastro

Sulla Passeggiata di Viareggio, di fronte alla Terrazza della Repubblica, ecco il rinnovato Bagno La Rondine, da scoprire, insieme al ristorante Salmastro, in una sera di mezz'Estate al calar del sole...

Venerdì 15 luglio dalle 20 Season Opening Party: agli invitati è offerto un flûte di bollicine + finger food.
Segue cena su prenotazione con menù speciale, musica e sfilata a bordo piscina a cura di Donkey Swing.
Info e prenotazioni 0584 53130, 338 7507562, 338 7583858

IL BAGNO E IL RISTORANTE

Un look totalmente rinnovato dalla nuova gestione dei fratelli Bruni: Sebastiano, che si sposta in Versilia dopo il successo del ristorante del Circolo dei Canottieri di Firenze, tra feste per maison di moda durante Pitti, banchetti per matrimoni e pura ristorazione; e Giacomo detto Jack, che opera nella cucina del Salmastro creando menù con prodotti del territorio nel rispetto della tradizione ma con un pizzico di creatività. Obiettivo di entrambi dare il massimo del comfort ai clienti in un’oasi di relax.

Il Ristorante Salmastro è aperto tutti i giorni. Insieme a Giacomo in cucina troviamo Daniela che realizza pane e dolci con ingredienti di qualità. A pranzo menù del giorno, ma anche bagels farciti, focaccine, cecina e poi ciambelle, pizzette e crostate per i più piccoli. A cena un ricco menù da gustare in una cornice al contempo semplice e di charme.
 
Bagno La Rondine & Ristorante Salmastro - Terrazza della Repubblica, 33 Viareggio ( Città Giardino) - 0584 53130, 338 7507562, 338 7583858 - www.bagnolarondine.it – www.salmastroristorante.it - Fb + Instagram - Maggiori info sui canali social

Porrettana Express

Tre domeniche per esplorare natura, piccoli borghi e i segreti della Seconda Guerra Mondiale, tra ex fabbriche di munizioni, tunnel e rifugi, ma anche fauna selvatica ed enogastronomia.

Domenica 3, 17 e 31 ottobre si parte, a bordo di meravigliosi treni d’epoca e su una delle vie ferrate più antiche d’Italia, per un viaggio di conoscenza e piacere. Ogni viaggio ha un tema diverso con tappe differenti lungo i binari partendo dal Deposito dei Rotabili Storici di Pistoia, altro luogo ricco di fascino, visitabile prima del fischio del treno. 

Domenica 3 ottobre si percorre l’intera tratta, da Pistoia a Porretta Terme alla scoperta di uno dei più amati frutti della stagione autunnale, la castagna, nei “Castagneti parlanti” di Granaglione. Immancabile una degustazione a tema. 


Domenica 17 ottobre itinerario del ferro dell'Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese con visita ai poli museali dell’antica Ferriera a Maresca (già attiva nel 1388) ed il Museo del Ferro e Giardino dell’Energia Rinnovabile a Pontepetri tra documenti, attrezzi e utensili.

Domenica 31 ottobre il viaggio ripercorre la storia della zona montana pistoiese durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale con visite guidate al museo e ai rifugi sotterranei della SMI.

Deposito dei Rotabili Storici di Pistoia - dalle 8.15 si visita il Deposito, alle 10 partenza, rientro alla Stazione di Pistoia alle 17.50 – info e prenot. www.porrettanaexpress.it

Foliage in Toscana

Con l’arrivo dell’autunno la natura ci riserva uno spettacolo unico: il foliage. Un termine che indica il mutamento del colore delle foglie degli alberi dal verde al giallo e con gradazioni del rosso, rame e arancione. Un fenomeno di rara bellezza, già seguitissimo in Canada e negli Stati Uniti, e apprezzato negli ultimi anni anche in Italia.
La Toscana con i suoi 1.086.000 ettari di bosco (il 47% del suo territorio) si colloca ai primi posti della classifica delle regioni con maggior superficie boschiva in Italia; un dato stupefacente in grado di regalarci le giuste occasioni per immergerci nella natura e passeggiare tra profumi e colori caldissimi.
Dal Monte Amiata al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dalla Garfagnana ai borghi immersi nella natura, scopriamo insieme i luoghi più emblematici e affascinanti dove ammirare il foliage in Toscana. E se durante la vostra passeggiata nei boschi vi viene un certo languorino segnaliamo anche le soste mangerecce per assaporare i sapori del territorio, rigorosamente di stagione.


Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
È una delle aree naturali più incontaminate e colorate d’Europa; vera oasi di biodiversità animale e vegetale, perfetta per ammirare il foliage passeggiando tra i boschi. Al suo interno sono state individuate 40 specie di alberi diversi. Un record di varietà possibile soltanto nelle foreste del nord America. All’ombra di faggi, tigli selvatici, olmi, aceri e frassini si snodano moltissimi percorsi affascinanti.

Percorso verso la vetta del Monte Penna
Tra gli itinerari più suggestivi per ammirare il foliage, vi è quello che attraversa il Passo dei Fangacci, lungo la via che da Badia Prataglia porta all’Eremo di Camaldoli, fino a raggiungere la cima del Monte Penna. E arrivarci è più semplice di quanto si pensi. Dopo aver lasciato l’auto nel piazzale, al principio del Passo Fangacci, prendete il sentiero n. 227 verso La Lama. Dopo una breve discesa, seguite il sentiero verso l'Aia di Guerrino. Successivamente deviate per il sentiero n. 225, leggermente in salita, e immersi nelle foreste casentinesi arriverete sulla vetta del Monte Penna. La cima regala una vista a 360 gradi sull’immensa distesa di chiome colorate che caratterizzano la Foresta della Lama. Il silenzio ed i colori sgargianti avvolgono lo spettatore in un paesaggio che vale la pena vedere almeno una volta nella vita. Il ritorno si svolge sullo stesso sentiero dell’andata, tornando verso il Passo Fangacci tramite la strada sterrata.

Percorso nel Bosco delle Fate e Santuario della Verna
Un itinerario dall’atmosfera suggestiva e ricca di spiritualità, ideale per una giornata nella natura. Nel cuore del culto Francescano, a pochi chilometri da Chiusi della Verna, si trova il Santuario francescano della Verna sul Monte Penna, famoso per essere il luogo in cui San Francesco d’Assisi aveva ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224.
Il sentiero è ad anello e dura circa tre ore, perfetto per ammirare i colori caldi del bosco circostante e avvolgersi di quiete e silenzio. Cominciate il percorso da Chiusi della Verna seguendo inizialmente il sentiero n. 50 e poi deviando verso il n. 51. Dopo pochi passi, entrerete nel Bosco delle Fate tra monumentali faggi, aceri e abeti profumati.
Proseguite fino alla Cappellina e raggiungete il famoso Santuario della Verna e, poco più avanti, il Balcone del Diavolo, una terrazza affacciata sullo strapiombo della Verna.
Un luogo unico dotato di un’energia incredibile, assolutamente da non perdere in autunno.
Per chi vuole proseguire fino alla cima del Monte Penna, può seguire il sentiero n. 51; altrimenti si torna al percorso ad anello per ricongiungersi all’inizio del sentiero.

Sosta mangereccia
Il ristorante Bar La Melosa è immerso nella foresta casentinese a pochi metri dal Santuario Francescano La Verna. A conduzione familiare, La Melosa offre cucina casalinga con cacciagione e grigliate alla brace. Non mancano primi piatti gustosi, tipici toscani. Ottimo per una sosta in posizione privilegiata.
La Melosa, Loc la Verna - 52010 Chiusi della verna (AR). Tel. 0575/599238 -apertura stagionale da aprile a novembre.

In Garfagnana
La Garfagnana, racchiusa tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco-Emiliano e solcata dal fiume Serchio, è una zona affascinante fatta di boschi, piccoli borghi antichi e scenari carichi di suggestioni. Qui la natura è dominante e incontrastata, con foreste incontaminate e vette che superano i 2000 metri. Il luogo perfetto per ammirare il ciclo autunnale della natura e riscoprire se stessi.



Percorso verso la Fortezza delle Verrucole
È senza dubbio il punto più panoramico della Garfagnana dove ammirare il foliage. La Fortezza delle Verrucole, nel comune di San Romano, in provincia di Lucca, è un’antica fortificazione medievale arroccata sulla cima del monte soprastante. Arrivarci è molto semplice: basta seguire le indicazioni che dal paesino Verrucole portano al castello. Una volta in cima, la vista sulle Alpi Apuane dalle sfumature calde e variopinte è mozzafiato. Per coloro che desiderano visitare la Fortezza vi è una buona notizia: da qualche anno, dopo una grande opera di ristrutturazione da parte del progetto Archeopark, è possibile scoprire gli ambienti interni, tipici del XIII° secolo, con guide e saltuariamente attività interattive. Dentro la Fortezza vi è anche un punto di ristoro che propone taglieri di salumi e piatti tipici garfagnini con una vista d’eccezione.
Fortezza delle Verrucole Archeopark
Prenotazione obbligatoria al num. 3792415958 (9.00-19.00). Aperto in ottobre, ven-dom 10-19. Chiuso nel mese di novembre. Biglietti: 5 euro, bambini 6-13 anni e over 65 3 euro, bambini sotto i 6 anni gratis.

Verso Isola Santa
Per chi cerca un luogo di pace e silenzio, immerso tra le chiome di castagni, consigliamo di visitare il borgo di Isola Santa, nel cuore delle Alpi Apuane, nel comune di Careggine. Situato sulla sponda di un lago artificiale, circondato da montagne e boschi millenari, Isola Santa rapisce il visitatore trasportandolo in un’atmosfera senza tempo. Lasciatevi incantare dai colori dell’autunno, dal giallo all’ocra, dal rosso al marrone, che si riflettono nell’acqua del lago. Vi sembrerà di essere stati catapultati in un dipinto.

Sosta Mangereccia
La Bottega del Fattore 2 è l’osteria ideale per assaporare una cucina toscana genuina, fatta di tradizione e semplicità, accompagnata da ottimo vino. Tutti i piatti sono preparati con ingredienti stagionali. Ambiente famigliare e accoglienza calorosa vi faranno sentire a casa.
La Bottega del Fattore 2, Via Francesco Azzi, 1A, 55032 Castelnuovo di Garfagnana LU. tel. 0583 62179

A Orsigna, il borgo di Terzani
Tra alberi secolari, faggi e abeti, sorge il piccolo borgo di Orsigna, nel cuore dell’Appennino Pistoiese. Immerso in una rigogliosa vallata e attraversato dall’omonimo torrente, questo pittoresco borgo offre scenari da cartolina, perfetti per ammirare i colori caldi del foliage. Una bellezza dal sapore antico quella di Orsigna, che aveva conquistato anche il cuore del giornalista Tiziano Terzani che, proprio qui, decise di trascorrere l’ultimo periodo della sua vita. Il borgo è composto da una manciata di case e da due mulini, di cui uno ancora in funzione, dove un tempo si macinavano le castagne.
Per una passeggiata suggestiva vi consigliamo di raggiungere il Bosco di Terzani. La partenza del sentiero parte dal Molino di Giamba e segue il Sentiero Cai n. 5, ovvero l’antica strada medievale che i mercanti percorrevano per valicare l’Appennino. Dopo circa 40 minuti, si raggiunge Case Moretti per poi proseguire su strada asfaltata fino alla frazione di Case Cucciani. Proprio qui prende vita il Sentiero di Tiziano, completamente immerso nel bosco. Il sentiero, punteggiato da cartelli con citazioni del giornalista, porta al famoso Albero con gli Occhi, dove ciascun visitatore può lasciare un pensiero. Nei fitti boschi di Orsigna troverete pace e silenzio, profumi e colori magnifici. Un’atmosfera quasi mistica vi rimarrà addosso fino al rientro a casa.

Sosta mangereccia
Il ristorante Molino di Berto è all’interno dell’omonimo mulino, un tempo in funzione. Con una vista panoramica suggestiva, propone cucina tradizionale toscana genuina e curata. Tra i piatti consigliati tagliatelle di castagne al ragù, speck ed erba cipollina, il maiale in crosta e l’agnello al forno. Da provare anche le torte fatte in casa.
Ristorante Molino di Berto, Via di Paoluccio, 2, Orsigna PT. Consigliata la prenotazione. Tel. 0573 490101



Sul Monte Amiata
È un gruppo montuoso di origine vulcanica ed è coperto interamente di fitta vegetazione. Il Monte Amiata, compreso tra le provincie di Grosseto e Siena, regala alcuni degli scenari più belli di foliage toscano. Proprio qui è presente la faggeta più grande d’Europa, così come boschi ricchi di castagneti millenari da cui nasce la famosa castagna IGP del Monte Amiata. Sono moltissimi i sentieri di trekking e le escursioni che salgono fino alla cima del Monte, a 1738 metri di quota.
Se volete trascorrere una giornata più tranquilla e ugualmente a stretto contatto con la natura, vi consigliamo di entrare nel Parco Faunistico del Monte Amiata, ad Arcidosso, all’interno della Riserva naturale del Monte Labbro. Il Parco con i suoi 120 ettari di natura incontaminata è perfetto per una giornata in famiglia passeggiando per sentieri, alla ricerca dei tanti animali che qui possono vivere liberi nel loro ambiente naturale. Se sarete fortunati potrete imbattervi in cavalli, cervi, daini, caprioli e mufloni, solo per citarne alcuni. All’interno un percorso di trekking di circa tre ore per arrivare alla vetta del Monte Labbro da cui si può ammirare una vista spettacolare su tutta la vallata.

Sosta mangereccia
La Taverna delle Logge è un locale intimo ed accogliente dove assaporare la tipica cucina toscana con un twist in più. Da provare la pasta fatta in casa e le carni locali, cucinate secondo la tradizione locale. La location suggestiva sotto le logge fa il resto.
La taverna delle logge, Via della Penna, 1, 58033 Castel del Piano GR. tel. 342 065 1966

Carlotta Martelli Calvelli

Il Tartufo Bianco di San Miniato fa 50!

Da sabato 13 fino a domenica 28, ogni weekend, a San Miniato va in scena la 50esima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco.

Tra le novità di quest’anno ci sono i sette spazi dove poter gustare il tartufo ma non solo, con eccellenze da tutt’Italia: Piazza Dante, Corso Garibaldi, Piazza del Popolo, Loggiati di San Domenico, Loggetta del Fondo, Piazza della Repubblica e Piazza Duomo.
Andiamo con ordine: in Piazza Dante gli stand del Mercatale, di Slow Food e delle Associazioni del Gusto, in Corso Garibaldi lo street food, in Piazza del Popolo i prodotti enogastronomici provenienti da tutta Italia, ai Loggiati di San Domenico ecco “La Via dei Sapori”, alla Loggetta del Fondo l’Infopoint della Mostra con i ragazzi dell’I.T. Cattaneo e l’associazione “La Sciabola sul collo”, in Piazza della Repubblica prodotti toscani e non solo, oltre alla presenza di Unicoop e in Piazza Duomo Tartufi e Sapori e Il tartufo bianco, il vino e l’olio di San Miniato.
Gli spazi espositivi aprono alle 10 in tutti i tre weekend.

Spazio anche per mostre, convegni e visite nell’ecosistema nel quale il tartufo nasce, oltre al tour alla scoperta della storia del tartufo, sia a piedi che in mountain bike. Presenti anche numerosi punti di ristoro: in piazza Dante, grazie a Le Fornaci, La Ruga e Us Balconevisi, in via Conti 40 col Gruppo Fratres, all’antico refettorio Ss. Annunziata (via Carducci 44), lo Chalet del Movimento Shalom ai giardini Bucalossi, al Ristorante del Tartufo al Circolo Cheli (via Guicciardini) e poi al Conservatorio di Santa Chiara. 

PROGRAMMA


Sabato 13 novembre
Inaugurazione con una serie di iniziative che prendono il via alle 10 con la presentazione degli Ambasciatori del tartufo nel mondo, quattro donne simbolo dell’eccellenza: la professoressa Alessandra Petrucci (rettrice dell’Università di Firenze), Barbara Nappini presidente di Slow Food Italia, Antonella Brancadoro direttrice dell’Associazione nazionale Città del Tartufo, Cristiana Cella responsabile Cisda per i diritti delle donne afghane.
Alle 11 corteo storico per le vie della città, mentre alle 11.30 taglio del nastro, come di consueto, in piazza Duomo, cuore pulsante della Mostra.
Dalle 15 alle 19.30 primo appuntamento con l’Officina del Tartufo con interventi della presidente Brancadoro e l’esibizione delle due chef Raffaella Cecchelli e Shamira Gatta.

Domenica 14 novembre
Alle 10
, importante incontro dal titolo Le donne e le nuove frontiere della scienza al quale intervengono Sabina Nuti rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Manuela Roncella direttrice del centro senologico dell’Aoup e membro del Consiglio Superiore di Sanità. Entrambe vengono insignite dell’onorificenza di Ambasciatrici del tartufo nel mondo.
Alle 17.30 nella Sala del consiglio comunale viene assegnato il primo premio San Miniato Città della Cultura e del Buon Vivere al vescovo di San Miniato monsignor Andrea Migliavacca, al presidente della Fondazione CRSM Antonio Guicciardini Salini e al direttore generale di Crédit Agricole Massimo Cerbai. Un premio speciale alla memoria è destinato anche a Dino Arzilli, chef del Ristorante Genovini.

Sabato 20 novembre
Alle 10, a Palazzo Grifoni, viene discusso il ruolo della Farmacia quale presidio sanitario di prossimità.
Alle 15 la Filarmonica Del Bravo sfila per le vie cittadine, sempre alle 15, all’Officina del tartufo di scena il talk show con Vieri Boncinelli sul tema “Cibo ed Eros”, mentre dalle 16 cooking show a quattro mani a cura dell’associazione Cuochi pisani.
A seguire due presentazioni di libri alla Biblioteca comunale “Luzi”: alle 17 Walter Mangini presenta “La terapia celata” e alle 18 Chiara Gozzini presenta “I supereroi sono tra noi”.

Domenica 21 novembre
Alle 9.30 a Palazzo Grifoni, le associazioni Frida, Fidapa e Soropthimist insieme all’assessore alle pari opportunità Elisa Montanelli discutono dell’essere donna oggi, tra difficoltà e conquiste.
Alle 12, ancora a Palazzo Grifoni, la dottoressa Cristiana Cella viene intervistata dalla giornalista Francesca Pinochi sul tema della Resistenza delle donne in Afghanistan.
Alle 15 all’Officina del tartufo talk show con Ilario Luperini sul tema Il cibo nell’arte e, a seguire, cooking show con la chef Maria Luisa Rovari che, alle 17.30, riceve il Premio Renato Tozzi, al quale intervengono il sindaco Simone Giglioli, il presidente della Fondazione San Miniato Promozione Marzio Gabbanini e un familiare di Renato Tozzi.

Sabato 27 novembre
Alle 11.30 all’Officina del tartufo,  presentazione del libro di Roberto Ippolito Delitto Neruda e nel pomeriggio cooking show a cura dell’associazione Cuochi pisani.
Alle 17.30 a Palazzo Grifoni incontro sul tema Le donne e la cybersecurity, l’innovazione tecnologica pensata dalle donne dove intervengono Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana, Rita Forsi, già direttrice dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione.

Domenica 28 novembre
Alle 10, all’Officina del tartufo l’ingegnere Virginia Mamone parla dei “Dispositivi di realtà aumentata in supporto alla chirurgia”.
Dalle 15, cooking show con il tartufo bianco e il vino di San Miniato.
Alle 18 A conclusione della kermesse ci sono le consuete premiazioni per i tartufi più grandi (e non solo).

In ognuno dei sei giorni chef stellati ospitano cooking show e per l’ingresso è obbligatorio esibire il green pass, così come per le conferenze e l’accesso ai ristoranti. Tutte le ricette preparate interpretano il tartufo bianco di San Miniato e sono servite accompagnate da un calice di vino dell’associazione Vignaioli Sanminiatesi.

Info 0571 42745

San Giovanni d’Asso, la regina delle Crete

Nei weekend di sabato 13 e domenica 14 e sabato 20 e domenica 21 novembre, va in scena la trentacinquesima edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi. Una festa ricca di proposte, dallo “Square Food”, stand gastronomici delle eccellenze locali dove pranzare e cenare a km 0, alla “Cerca del tartufo” insieme ai tartufai senesi e i loro cani. Per chi vuole vivere esperienze di un’altra epoca, c’è un antico treno a vapore che, partendo da Grosseto e da Siena, porta attraverso una ferrovia non più in servizio fino al Castello di San Giovanni. E’ il famoso “Treno Natura” per scoprire paesaggi inconsueti della campagna senese.
Protagonisti insieme al cosiddetto “Diamante bianco”, ci sono formaggi pecorini a latte crudo, insaccati, carni di Chianina e Cinta Senese, olio extravergine di grande qualità, il vino della Doc Orcia e, dopo la fusione con Montalcino, anche sua maestà il Brunello.

Non mancano visite ad aziende agricole, al Museo del Tartufo, cantine, frantoi e caseifici, trekking fra boschi e campagne passando per il parco archeologico di Pava, stand gastronomici e una rete di ristoranti specializzati che propongono piatti e menù dove protagonista è il Diamante Bianco accompagnato da tutti i prodotti tipici locali. Sul sito e sulla pagina Fb tutte le info e il programma completo della manifestazione.


Il borgo di San Giovanni d’Asso è raccolto ma grazioso. A balzare subito all’occhio è il suo Castello medievale, imponente e suggestivo, i cui sotterranei trecenteschi ospitano oggi il Museo e centro didattico del Tartufo Bianco e delle erbe spontanee. Si tratta del primo museo italiano dedicato al tartufo. Imperdibile!

Piazza Antonio Gramsci, 1, 53020 San Giovanni d’Asso, tel. 0577 803268 - Aperto solo ven-sab-dom, 10:30-18:30 - www.tartufodisangiovannidasso.it

Livorno: Destinazione… Vino!

Nasce un progetto innovativo nel panorama dell’enoturismo per valorizzare il legame indissolubile tra vino e territorio. Le Destinazioni del Vino Italiane sono una sorta di giro d’Italia unico, in territori straordinari come le 5 Terre, Bolgheri, Suvereto, il Chianti, Montepulciano, la Maremma, il Chianti Classico, Il Sannio, l’irpinia, i Colli Orientali del Friuli, la Valpolicella, la Valtellina e molte altri.

L’evento, che si rivolge ad un pubblico selezionato di operatori del settore, enoturisti, amanti della sostenibilità e della natura, comunicatori e operatori della stampa specializzata, è caratterizzato da molteplici focus, in collaborazione con i protagonisti dell’Enoturismo Italiano come Il Movimento Turismo del Vino Italia, l’Ass. Nazionale Le Donne del Vino, l’Ass. Nazionale Città del Vino, l’Ass. Nazionale Travel Blogger, Banca del Vino, Vetrina Toscana, l’Associazione Dimore Storiche Italiane Sez. Toscana, l’Ass. Nazionale Borghi più Belli d’Italia.

Importante la collaborazione con ASET, l’Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana che partecipa ai diversi incontri. Ogni azienda presente è chiamata a proporre oltre ai vini, anche nuove idee relative alle attività di visita e degustazione.

La manifestazione è promossa dalla Scuola Europea Sommelier di Livorno con molte collaborazioni.

www.winedestinations.it | info@eurosommelierlivorno.it

Medioevo in Festa a Malmantile

Incantevoli dame, prodi cavalieri, musici, saltimbanchi, coraggiosi arcieri ci aspettano nel ridente borgo toscano. Un’occasione unica per calarsi nella vita di un’epoca tanto lontana quanto affascinante. Nei fine settimana della Festa Medioevale si ammirano mestieranti a lavoro, veri e propri duelli a colpi di spada, ci si divertire al “buttalo in botte”, si ascoltano le fantastiche storie narrate da erranti cantastorie. Passeggiando per il borgo, ci si imbatte nel corteo storico, si rimane affascinati dai falconieri, e si incrocia lo sguardo buffo di qualche giullare, il tutto rallegrato da musici itineranti. Tutti i pomeriggi spazio dedicato ai più piccoli con attività e divertimenti di ogni genere. Presso l’Hosteria o i “ristori” siamo accolti da incantevoli dame per gustare un piatto tipico o un veloce spuntino.


Una Festa, giunta alla XXVII edizione, che richiama ogni anno migliaia di visitatori da ben oltre i confini della Toscana; un paese - quello di Malmantile - che ogni anno si mette in moto impegnandosi nella preparazione delle varie attività. Tutti i figuranti, gli ideatori, gli organizzatori sono volontari della locale Misericordia e il ricavato della Festa viene interamente destinato al potenziamento dei servizi dell’Associazione.

XXVI Festa Medioevale Malmantile – sab 28 e mar 3 e gio 4 giugno dalle 19 – dom 29 e gio 2 e ven 5 giugno dalle 16 - www.festamedioevalemalmantile.it

SPECIALE: TOSCANA INSOLITA & SEGRETA

Il suo nome è antichissimo e deriva da “Etruria”, parola utilizzata dai Latini per definire la terra abitata degli Etruschi. Con il tempo, cambiò in “Tuscia” e successivamente in “Toscana”.
Una regione ricca di tesori nascosti, aneddoti e leggende tutte da scoprire. Dal perché il pane toscano è senza sale alla storia della Berta, dal labirinto circolare sulla Cattedrale di Lucca alle mani mummificate a San Galgano.

di Carlotta Martelli Calvelli

L’orologio solare gigante di Pienza

C’è una curiosità davvero particolare che contraddistingue la piazza principale di Pienza. A scoprirla per primo fu il professor Jan Pieper dell’Università di Aquisgrana e Berlino, dopo lunghi e appassionati studi in loco. Il professor Pieper, esperto di architettura calendaristica, scoprì che ogni edificio della piazza, compresa la sua Cattedrale, segue delle regole precise d’orientamento e di costruzione. L’orientamento astronomico del complesso monumentale fa sì che in due momenti all’anno, ovvero 10-11 giorni dopo l’equinozio primaverile e 10-11 giorni prima di quello autunnale, in due momenti della giornata, l’ombra della Cattedrale si allinei perfettamente con i riquadri laterali della piazza, toccando tutti i rettangoli in maniera simmetrica. Fu volontà di Papa Pio II che il complesso monumentale seguisse l’orientamento astronomico, in modo che due volte l’anno vi fosse la prova tangibile dell’incontro di cielo e terra.
Cover foto dal sito cinellicolombini.it

Perche’ il pane toscano e’ senza sale?
Una delle peculiarità più insolite che caratterizzano la cucina toscana è quella del pane senza sale. Il nostro “pane sciocco” lascia basita la maggior parte dei visitatori. Ma che origine ha questa singolare usanza? L’ipotesi più riconosciuta è quella legata ad un aspetto economico. Nel 1100, la rivalità tra Pisa e Firenze era davvero molto accesa. All’epoca la città di Pisa aveva il controllo sul commercio del sale. Quando i pisani decisero di aumentare il prezzo del sale, i fiorentini, in stile tipicamente toscano, cominciarono a preparare il pane senza sale!

La pavimentazione stradale fu inventata a Firenze
Sapevate che la pavimentazione stradale come la conosciamo oggi è stata inventata a Firenze? Nel 1339 la patria di Dante fu la prima città europea a pavimentare le proprie strade, grazie ai generosi finanziamenti dei banchieri fiorentini. L’abbandono dei vecchi percorsi sterrati, privi di qualcun tipo di rivestimento e protezione, ispirò tantissime altre città a seguire questo esempio. Il principale materiale utilizzato per la pavimentazione fu la pietra, anche se fu portata alla luce, con scavi risalenti al 1974, un’elegante pavimentazione in cotto intorno a Piazza della Signoria, luogo in cui nel Trecento si suppone sorgesse un edificio termale di origine romana.

Berta, la donna dal volto pietrificato
Guardando il lato sinistro della facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze, all’angolo con via de’Cerretani, è possibile vedere il volto marmoreo di una donna. La leggenda narra che si tratti della Berta. Nel 1327 lo scienziato e umanista Cecco d’Ascoli fu condannato al rogo per le sue idee ritenute eretiche. Fu arso in piazza Santa Croce, e durante il percorso che lo portava al patibolo fu costretto a sfilare per le vie cittadine, passando proprio dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore. Si dice che proprio qui supplicasse le persone per avere un po’ d’acqua e che una donna, affacciatasi alla finestra, gridasse alla folla di non dargli da bere, perché “Se beve non brucia!”. A quel punto Cecco si rivolse in risposta alla donna e le gridò “E tu di lì il capo non caverai mai”. Fu così che la donna rimase pietrificata all’istante a causa della sua maledizione!

Le mani mummificate del ladro a San Galgano
Sebbene molti pensino che la famosa Spada nella Roccia si trovi in Inghilterra, in realtà è custodita in provincia di Siena. La spada si trova all’interno dell'Eremo di Monte Siepi, nei pressi della bellissima Abbazia di San Galgano, un'enorme chiesa senza tetto, circondata dalla natura. Una curiosità che non tutti conoscono si cela tra le mura della Cappella situata accanto all’Eremo in cui è conservata la spada. Proprio qui sono conservate le mani, oggi mummificate, di un ladro che tentò di rubare la spada nel 1181. Si narra che il ladro, nel tentativo di estrarre l’arma, fu sbranato da un branco di lupi.

Com’e’ nata la finocchiona?
C’è una curiosità molto particolare che riguarda la finocchiona. Si pensa che, nel Medioevo, i norcini toscani per sopperire all’utilizzo troppo caro del pepe, con cui si soleva preparare il salame, pensarono di aggiungere all’impasto del salume tutto ciò che offriva loro la natura, in primis i più economici semi di finocchio. Nasce infatti così la finocchiona, diventando in poco tempo la regina delle tavole toscane, da quelle nobiliari a quelle più popolari. Si racconta che anche Niccolò Machiavelli fosse un grande estimatore di questo salume, tanto da non farlo mai mancare durante i suoi pasti. Il sapore intenso della finocchiona aveva poi uno scopo ancor più subdolo. Si narra infatti che i contadini toscani per mascherare eventuali difetti dei lori vini usassero insaporire la finocchiona con un’aggiunta abbondante di semi di finocchio. Nel Chianti ancora si dice: “Come gli abili parrucchieri sono capaci di far sembrare piacente anche la donna più brutta, così l’aroma della finocchiona è capace di camuffare il sapore anche del più imbevibile vino”.

Il mistero del labirinto di Lucca
Nonostante Lucca sia una cittadina raccolta non manca di sorprese. Una di queste si trova a destra della porta d’ingresso della cattedrale di San Martino. Proprio qui è inciso un labirinto a forma circolare del XII secolo, accompagnato da una scritta in latino. La traduzione recita così “Questo è il labirinto che il cretese Dedalo costruì e dal quale nessuno potè uscire tranne Teseo aiutato, per amore, dal filo di Arianna”.
Perché troviamo un’iscrizione pagana in una chiesa cattolica? Se seguiamo l’idea cristiana, il labirinto rappresenta la capacità dell’uomo di districarsi dalle insidie della vita e raggiungere la salvezza grazie alla fede in Dio, così come il filo di Arianna aiutò Teseo ad uscire dal labirinto e a salvarsi. Secondo un’altra interpretazione, invece, il labirinto di Arianna non presentando in realtà deviazioni o bivi, rappresenta più la condotta che l’uomo deve seguire sulla terra. Infine, secondo un’altra leggenda si narra che i condannati a morte venissero portati di fronte al labirinto di San Martino e, chiunque avesse trovato il giusto percorso al primo tentativo, avrebbe avuto salva la vita.

Alla caccia di Michelangelo, Cellini e Dante
Esistono moltissime leggende intorno ad alcuni dei ritratti più celebri sparsi in giro per Firenze. Uno tra questi è quello legato a Michelangelo. A destra del portone d’ingresso di Palazzo Vecchio troviamo il ritratto di un uomo sulla facciata del palazzo. La leggenda narra che a scolpirlo fu proprio Buonarroti, ma non è certo chi raffiguri. Sebbene alcuni ritengano si tratti di un autoritratto del celebre artista, la tesi più famosa sostiene che il volto rappresenti un uomo che importunava frequentemente il grande Maestro. Michelangelo, per dare prova della sua grande abilità, decise di ritrarre il volto del suo disturbatore con le mani dietro la schiena!
Se desiderate, invece, scovare l’autoritratto del Cellini, dovete spostarvi sotto la Loggia dei Lanzi e guardare bene la scultura Perseo con la testa di Medusa. Lo scultore ha voluto nascondere il suo autoritratto sul retro dell’elmo di Perseo.
Ed infine per incontrare il ritratto del Divino Poeta vi basterà spostarvi in Piazza dei Giuochi, all’incrocio di Via Dante Alighieri con Via Santa Margherita. Poco distante dal pozzo, potrete scovare, inciso su una lastra del pavimento, il ritratto del poeta.

La quercia delle Streghe
Se volete immergervi in una fiaba di altri tempi, potete farlo sulle colline tra il Monte Pisano e Collodi. Proprio qui, in mezzo ad un bosco, si trova la quercia che si pensa abbia ispirato la storia di Pinocchio. Alo 24 metri e con un diametro di quasi 5 metri (per abbracciarlo bisogna essere almeno in cinque persone!), questo albero ha una chioma che raggiunge i 40 metri di diametro, tanto da essere stato riconosciuto come Albero Monumentale d’Italia. Si trova più precisamente a Capannori, in località Gragnano, e si pensa che l’autore fiorentino vi si sia ispirato per la scena finale del 15° capitolo, quando il burattino di legno viene impiccato sulla “Quercia grande”, per mano del Gatto e la Volpe travestiti da banditi. L’ipotesi è credibile, in quanto Collodi era a solito trascorrere da queste parti le sue vacanze estive. Inoltre, si pensa che il Paese dei Balocchi fosse la rappresentazione del Settembre Lucchese, periodo dell’anno durante il quale Lucca si anima con fiere e attività per grandi e piccini.

La Madonna del Puzzo
Torniamo a Firenze, più precisamente in Oltrarno in via Toscanella all’angolo con Borgo San Jacopo. Dentro una nicchia è possibile scorgere la Madonna del Puzzo. Per denunciare il cattivo odore dei cassonetti della via e la maleducazione di certe persone che la usavano come gabinetto a cielo aperto, nel 1984 l’artista Mario Mariotti creò un busto in terracotta rappresentante la Madonna sconcertata dal cattivo odore. La Vergine ha gli occhi al cielo e si tappa il naso, mentre un topolino corre lungo il suo braccio. All’epoca l’atto di protesta funzionò, da lì infatti i bidoni della spazzatura furono rimossi. Oggi la scultura è frequentemente soggetta ad atti di vandalismo, non mancano dunque le continue restaurazioni promosse, in primis, dall’Associazione “Canto ai Quattro Leoni”, fondata da artigiani e associazioni culturali con la missione di valorizzare il quartiere.

Il Sasso di Dante
Concludiamo la nostra carrellata di curiosità toscane con un grande classico. Di fianco al Duomo, in Piazza delle Pallottole, sopra il marciapiede vicino a un portone, si trova un grosso masso con una targhetta che recita i’vero sasso di Dante.
Si narra che Dante Alighieri si fermasse proprio in questo punto, allora uno spiazzo ancora verde, per riposare, pensare ed osservare i lavori di costruzione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Il sasso è legato anche ad un altro aneddoto che vede sempre il Sommo Poeta come protagonista e celebra la sua famosa memoria. Un giorno, mentre era assorto nei suoi pensieri, sempre seduto sul solito sasso, un conoscente gli chiese: “Oh Dante, icchè ti piace di più da mangiare?" - "l’ovo” – rispose Dante. Dopo un anno, lo stesso conoscente ripassando nello stesso punto e vedendo Dante ancora seduto sul solito masso, si avvicinò nuovamente e gli chiese: “co’ icchè?” - “co i’ sale!” fu la risposta pronta del Poeta.

A Lucignano l’Albero degli Innamorati
“L’albero della vita” di Lucignano è un reliquiario orafo unico al mondo a foggia d’albero. Per realizzarlo a Ugolino da Vieri e Gabriello D’Antonio furono necessari oltre 120 anni di lavoro. Dal fusto dell’albero, alto 2,60 metri, si aprono dodici rami, sei verso destra e sei verso sinistra, con foglie decorate e piccole teche. A simboleggiare il sacrificio sulla croce di Gesù, vi sono dettagli in corallo rosso, rappresentanti i frutti della pianta; mentre sulla sommità è presente un crocifisso e un pellicano ritratto nell’atto di beccarsi il petto per sfamare i suoi piccoli con il proprio sangue. Viene chiamato anche “Albero degli Innamorati” o “dell’amore” perché si pensa che sia un portafortuna per le giovani coppie. Una tappa obbligata per tutti coloro che vogliono celebrare il proprio amore.

Misteri, Foliage e Scorpacciate

Arriva l’autunno e con la nuova stagione cambiano poco a poco i nostri paesaggi. La natura comincia a tingersi di colori caldi, la voglia di gite nei boschi si fa più forte e così come quella di nuovi sapori, caldi e accoglienti. Ecco dunque 10 destinazioni in Toscana da scoprire questo mese. E per chi ama i misteri e i fantasmi, con la scusa di festeggiare Halloween, abbiamo selezionato mete affascinanti e poco conosciute che celano mille sorprese, tutte da svelare… Siete pronti?

di Carlotta Martelli Calvelli

1 - Il mondo segreto e sotterraneo di Siena
Quando pensiamo alle bellezze di Siena, la mente corre alla scenografica Piazza del Campo, al suo Duomo e alle meraviglie del suo centro storico. Pochi sanno che Siena custodisce un mondo sotterraneo suggestivo e particolarissimo. Si tratta di quella che un tempo era la rete idrica della città, formata da una serie di cunicoli, chiamati Bottini, capolavoro di ingegneria idraulica. Per secoli questa rete sotterranea ha raccolto l’acqua piovana e l’ha portata nelle case dei senesi, mentre oggi alimenta alcune fonti della città, tra cui Fonte Gaia in Piazza del Campo. I Bottini sono visitabili e percorribili grazie all'Associazione La Diana, che periodicamente organizza visite guidate. È affascinante percorrere queste gallerie scavate nella sabbia per oltre 25 km, sotto la superficie. Tra i canali più lunghi vi sono quello di Fontebranda di 7 km e quello di Fonte Gaia di oltre 15. L’acqua che scorreva lungo di Bottini ha dato vita anche ad una leggenda, riportata anche da Dante nella Divina Commedia, secondo cui i senesi credevano che sotto la città scorresse il fiume Diana: un fiume che nessuno però ha mai trovato.
Associazione La Diana Via S. Marco, 90, 53100 Siena - 393 1143068



2 - Una Balena Bianca ai Bagni di San Filippo
Con l’arrivo dell’autunno non c’è niente di più rilassante che camminare nel bosco tra profumi e colori inediti. In Val d’Orcia è possibile camminare tra boschi di castagni e terrazze naturali e arrivare alle terme naturali di Bagni di San Filippo. Con partenza da Campiglia si raggiunge la piccola località di Pietrineri, per poi proseguire verso la Grotta di San Filippo Benizi, oggi trasformata in una cappella dall'ordine religioso dei Serviti. Proseguendo ancora si arriva al paese di Bagni di San Filippo, famoso proprio per le sue acque termali dalle proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Il paese custodisce, infatti, un’area termale ad ingresso gratuito, immersa nella natura dove a far da protagonista è una Balena Bianca. Un immenso blocco di calcare bianco brillante che si è formato nel tempo grazie ai numerosi sedimenti delle acque termali bollenti. Ed è proprio da questo enorme monolite che scorrono implacabili le acque termali formando delle vere e proprie piscine naturali. La sua conformazione fa sì che le acque scorrano come una potente cascata di acqua caldissima, ideale per un bagno nei mesi più freddi dell’anno. Scenografico e rigenerante!

3 - Il Museo dell’Impossibile

Tra le tappe più originali e meno conosciute in Toscana, vi è quella a Bagni di Lucca per visitare il Museo dell’Impossibile, all’interno di Villa Webb. Proprio qui nel 1820 soggiornarono Lord Byron e Mary Shelley, autrice di Frankenstein. Attraverso un percorso per sale tematiche vengono esposti oltre mille oggetti di varia natura, ciascuno avvolto da una curiosità, una leggenda o un mistero. Questi oggetti sono frutto di un’attenta collezione di Christian Alpini che da oltre 20 anni raccoglie oggetti affascinanti in giro per il mondo, la maggior parte dei quali legati ad aneddoti di magia ed esoterismo. Tra i più particolari Gustav, una bambola degli anni ‘50 proveniente dal manicomio di Pest, realizzata da un paziente con frammenti di quello che era il suo camice di forza. Il paziente, come scritto nei registri, iniziò a sviluppare un attaccamento morboso alla bambola, credendo che fosse viva. Una volta chiuso il manicomio, finì nelle mani del nipote di un inserviente della struttura. Poco dopo, il bambino fece di tutto per sbarazzarsi della bambola, in quanto la sua presenza gli dava incubi e faceva accadere episodi molto strani in casa. Tra i numerosi oggetti troviamo anche il Libro delle streghe, ricevuto da un’anziana signora che praticava magia e stregoneria, il Libro dei Morti con tutte le formule per evocare presenze oscure, così come una mano mummificata della creatura mitologica nordica Grendel. Un’esperienza imperdibile per gli amanti del genere!
Museo dell’Impossibile Piazza del Bagno, 55022 Bagni di Lucca - 338 2015232

4 - A Volterra tra prelibatezze e misteri
Arroccata su una ripida collina che sovrasta le Valli dell’Era fino al mare, Volterra è una gemma preziosa da scoprire in un weekend autunnale. Qui il rapporto tra il numero di monumenti e quello degli abitanti è a vantaggio dei primi: vi basta una breve passeggiata per rendervi conto degli antichissimi tesori monumentali che la città racchiude. Volterra custodisce anche una leggenda legata ad un’enorme pietra color ocra con una crepa al suo centro: il Masso di Mandringa. La storia vuole che, in epoche passate, fosse un portale dove il sabato notte si radunavano le streghe “con un fruscio lento e rabbrividente, per poi mettersi a danzare vorticosamente con voci stridule e sghignazzanti”, proprio come riporta il volume “Volterra magica e misteriosa” di F.Porretti. Ma se alle storie di streghe preferite immergervi nelle specialità culinarie, anche quest’anno a Volterra va in scena Volterragusto, una fiera che propone eventi legati al tartufo, come le visite in tartufaia, degustazioni e talk di settore. Assolutamente imperdibile! (nostro servizio nelle pagine seguenti > Volterragusto: gli ultimi due weekend del mese e lunedì 31 e martedì 1 Novembre)

5 - Il Ponte del Diavolo
Tra Lucca e la Garfagnana sorge una delle costruzioni più originali di tutta la Toscana, il Ponte della Maddalena, conosciuto ai più come “Ponte del Diavolo”. La leggenda narra che il costruttore incaricato di ergerlo scese a patti proprio con il Diavolo per terminarlo nei tempi prefissati. Il “Ponte del Diavolo”, dunque, si crede sia stato costruito in una notte proprio dal Maligno, in cambio della prima anima che lo avesse attraversato. Ad avallare maggiormente questa credenza è il fatto che l’arca centrale è così alta e ampia che la sua solidità sembra una sfida alla legge di gravità. Attraversatelo con cautela, non si sa mai che incappiate proprio in Satana che ancora si aggira da quelle parti…

6 - Alla Vendemmia, alla Vendemmia!
Con l’inizio d’autunno le colline toscane si animano con la grande festa della vendemmia. Molte aziende permettono ai comuni cittadini di vivere questa esperienza a stretto contatto tra filari, grappoli e cesoie. Un’occasione davvero irripetibile per coloro che desiderano immergersi nella natura e capire come inizia il processo produttivo del vino, ascoltando aneddoti e curiosità. Consultando il sito ufficiale del Movimento Turistico del Vino, ente no profit che raccoglie oltre 100 soci tra le più prestigiose cantine del territorio, è possibile scoprire quali sono le aziende vinicole aperte al pubblico durante il periodo ed entrarvi così in contatto. Oltre alle visite guidate, potete vivere l’esperienza a tutto tondo, pigiando l’uva con i piedi, partecipando a picnic sui filari al calar del sole e degustando le specialità delle aziende ospitanti.

7 - Il Fantasma del Castello
Ricorda un po’ il Castello di Hogwarts, anche se siamo in Toscana, vicino a Massa Carrara. Il Castello di Fosdinovo, o Malaspina, che tanto ricorda quello descritto nelle avventure del celebre Harry Potter, porta con sé una leggenda tutt’altro che piacevole e magica. Pare infatti che sia infestato dal fantasma di Bianca Maria Aloisa. Si narra che la giovane figlia del Giacomo Malaspina e Olivia Grimaldi si innamorò perdutamente di uno stalliere del castello. Il padre, contrario all’unione, la fece uccidere murandola viva nel castello, insieme al suo cane e ad un cinghiale, simbolo di ribellione. Questa terribile storia negli anni ha dato vita a inquietanti avvistamenti e storie curiose. Tra i visitatori del castello, non mancano coloro che affermano di aver visto una giovane donna con una veste bianca camminare per le stanze del grande maniero antico. Mentre nella sala del trono, si possono scorgere delle strane macchie di umidità sul soffitto che tanto ricordano una donna insieme a due animali. Una strana coincidenza?
Via Papiriana, 2, 54035 Fosdinovo MS. - +39 0187680013



8 - Un borgo sommerso
Nel cuore della Garfagnana, sotto le acque del Lago di Vagli, è nascosto un intero paese che riemerge soltanto ogni circa dieci anni. Si tratta del borgo storico di Fabbriche di Careggine, sepolto sotto 34 milioni di metri cubi di acqua. Tutto iniziò nel 1947 quando la SELT Valdarno sbarrò il torrente Edron formando così un lago. Il paesino medievale che sorgeva poco vicino fu letteralmente sommerso e i suoi abitanti fatti evacuare. Ogni circa dieci anni il lago viene svuotato ed è allora che avviene la magia: emergono così case in pietra, un ponte a tre arcate, un cimitero, un campanile ormai in rovina e una chiesa romanica. Da quanto annunciato recentemente dall’ex sindaco di Careggine, sarà possibile osservare di nuovo il borgo nel 2023. Se non volete aspettare lo svuotamento, potete attraversare le acque camminando sul ponte tibetano sospeso, inaugurato nel 2016.

9 - Il Sentiero dell’Acqua Zolfina
Tra le gite autunnali perfette per una passeggiata nella natura, vi è quella nelle Balze del Valdarno, a Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo. Si tratta di uno degli spettacoli naturali più affascinanti e allo stesso tempo sconosciuti di tutta la Toscana. Le Balze sono conformazioni geologiche argillose che tanto ricordano il Grand Canyon americano, formatesi dopo il prosciugamento di un lago, più di mille anni fa. Per poterle ammirare in tutta la loro bellezza consigliamo di seguire il Sentiero dell’Acqua Zolfina. Si tratta di un percorso ad anello di circa 6 km composto da due tratti: quello delle fossate e quello dell’acqua zolfina, che prendono il nome rispettivamente dal torrente delle Fossate e dalla sorgente dell’acqua solforosa. Il sentiero è molto facile e adatto a tutti e permette di vedere le balze a pochissimi metri di distanza, abbracciati da prati ricchi di fiori di papaveri, boschi rigogliosi e scorci davvero suggestivi. Un paradiso naturale tutto da ammirare!

10 - L’olivo della strega
Appena fuori dalla cinta muraria del piccolo centro di Magliano, in provincia di Grosseto, sorge uno degli ulivi più antichi d’Europa. Si tratta dell'Olivo della Strega e sembra risalire a ben 3500 anni fa! Anche le sue dimensioni sono davvero da record, con un fusto con una circonferenza di ben otto metri e mezzo e un’altezza di dieci metri. Dietro questo maestoso e monumentale olivo, ci celano leggende legate all’origine del suo nome. Si pensa, infatti, che una strega lo avesse scelto per fare i suoi riti malefici del venerdì. Dopo i riti, si dice che la strega vi ballasse intorno: ecco spiegata la sua forma così contorta e particolare. Ma c’è dell’altro! Al termine del rito la strega si trasformava in un enorme gatto dagli occhi infuocati che rimaneva lì a vegliare la magnifica pianta. Un’altra storia narra invece che sotto le sue immense fronde vi sia entrata l’intera filarmonica del paese di Magliano composta da ben 40 elementi e che proprio lì si sia esibita in un indimenticabile concerto. Se passate per Grosseto, non potete mancare di visitare il famoso olivo!




foto credit Museo dell'Impossibile

A Castelfalfi è tempo di Vendemmia!

La vendemmia a Castelfalfi rappresenta una vera e propria occasione di festa, il momento più importante dell'anno: convivialità, impegno e condivisione. Qui è soprattutto soddisfazione, il culmine del lavoro di un anno, dei sacrifici e della dedizione dei vignaioli. Avviarla significa prendere la decisione più importante: stabilire il perfetto stadio di maturazione delle uve con sopralluoghi nei vigneti. È anche divertimento, con il team che si riunisce in vigna e lavora assieme per un obiettivo comune: fare delle uve il miglior vino.


Anche quest'anno, per la seconda edizione dell'evento È tempo di vendemmia, si partecipa attivamente alla raccolta delle uve insieme al team di Castelfalfi. Armati del kit da vero vignaiolo, si vivono in prima persona tutte le fasi del processo di vinificazione. Dopo l'attività all'aria aperta, l'esperienza continua in cantina e barriccaia, per assistere alla pigiatura delle uve e ai primi momenti della fermentazione. Un percorso gustativo alla scoperta dei vini biologici nel rinnovato Wine Shop & Garden della tenuta, con una degustazione guidata.

L’esperienza è disponibile dall’11 al 29 settembre esclusi sabato e domenica, dalle ore 9 alle 12, per la durata di circa 3 ore. Possono partecipare adulti e bambini, per i quali è prevista una speciale degustazione. Un evento da non perdere!
Prenotazioneè obbligatoria - info e prenot 0571 891014 o winery@castelfalfi.com

Località Castelfalfi, 50050 Montaione, FI - 0571 892000 – castelfalfi.com

Internet in Festival

Artificiale è la parola chiave di questa 13a edizione: quattro giorni per affrontare la sfida etica del nostro tempo. Tra gli ospiti Alessandra Sciutti, una delle più note esperte di robotica, i filosofi Eric Sadin e Pascal Chabot, il sociologo del lavoro Daniele Marini, Oyidiya Oji Palino, esperta in discriminazioni intrinseche ai dati biometrici. Ma anche le autrici Sabina Guzzanti, Licia Troisi e il comico Carlo Amleto.

Con la direzione di Claudio Giua, il festival accende 20 location diverse, dalle aule delle più prestigiose istituzioni accademiche e di ricerca, a musei, centri congressi, cinema e circoli culturali. Decine di ospiti di fama internazionale protagonisti di attività trasversali: dalle conversazioni tecnico-scientifiche agli spettacoli; dalle installazioni interattive ai T-Tour alle attività per bambini/e e ragazzi/e che – a grande richiesta - iniziano già mercoledì 4, allungando di fatto la durata del festival.
IF2023 accende inoltre un faro su tematiche di attualità quali i complottismi e l’opinione pubblica, ma anche l’inclusione, i diritti, le opportunità legate alla transizione digitale della pubblica amministrazione, con due intere giornate a cura della Regione Toscana.

In cartellone anche djset video-artistici al Circolo Caracol e live painting alle centralissime Logge dei Banchi, lo spettacolo teatrale curato dai Sacchi di Sabbia e Davide Barbafiera insieme con le persone in detenzione nella CC “Don Bosco”, concerti e il closing party “Technomagia #2 - Paradisi Artificiali” al Deposito Pontecorvo.


Pisa, vari luoghi – info > internetfestival.it o info@internetfestival.it - ingresso libero

Fashion in Flair, Regalo di Natale

E’ proprio la meravigliosa Villa Bottini che torna per questa edizione ad ospitare i 40 espositori artigiani del Made in Italy: idee regalo e proposte per l’outfit più originale del Natale 2023. Fashion in Flair, promosso dall’ Ass. Culturale Eccellenti Maestrie e organizzato in cooperazione con il Comune di Lucca, si inserisce nel programma de’ La Fabbrica del Natale, evento rivolto ai bambini, con tanti appuntamenti e laboratori a tema natalizio (info: www.comune.lucca.it). 

Gli artigiani del Made in Italy accolgono i visitatori curiosi in cerca dei regali per l’uomo: con camicie in velluto o jeans, abbigliamento in cachemire anche in versione rigenerato, scarpe su misura, maglieria, sciarpe e cappelli di lapin. Varie proposte per il guardaroba dei bambini e per la donna: borse in pelle e tessuti, bijoux in resine, pietre e smalti, cosmetici naturali, e tanti accessori. Immancabili i profuma ambiente e idee per la casa e per la tavola. Da segnalare i panettoni artigianali con ricette tradizionali e riproposti con nuovi abbinamenti di sapori.

La formula “ingresso libero” permette ai visitatori più visite durante i tre giorni.

Villa Bottini - Via Elisa, 9 Lucca - ingresso libero - ven ore 15-20, sab 9 e dom 10 ore 10-20 - www.fashioninflair.com

Hand Made a The Stellar

Un weekend dedicato alle eccellenze dell’artigianato italiano nell’intrigante contesto di The Stellar, spazio multifunzionale dell’Oltrarno fiorentino nello storico palazzo di piazza del Cestello già conosciuto come Il Granaio dell'Abbondanza, oggi trasformato in una affascinante hub, dove eventi, drink e cibo risultano perfettamente mixati in un ambiente digitale. 

Con il nuovo anno torna lo shopping di qualità: bijoux e gioielli, abbigliamento, scarpe, cappelli, kaftani, borse e accessori, profumi e cosmesi, raffinate decorazioni per la casa e prodotti enogastronomici di prima scelta. Immancabile il Real Taste of Tuscany corner con guide su eventi e specialità toscane. Ospite l'associazione Progetto Itaca Firenze 


Piazza del Cestello 10 - entrata libera - orario 11-20 - strana.mente@live.it - realtasteoftuscany.com


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