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Risultati per: fotografia

Kurt Cobain e la Grunge Revolution

Oltre 80 foto, alcune inedite, che ripercorrono la storia della scena musicale grunge e quella del suo eroe indiscusso, Kurt Cobain, simbolo della controcultura americana degli anni ’90, tra la fine della guerra fredda e l’illusione della New Economy. A Palazzo Medici Riccardi la mostra fotografica Peterson – Lavine. Come as you are: Kurt Cobain and the Grunge Revolution.

Due le sezioni: da un lato le immagini di Charles Peterson, fotografo ufficiale della Sub Pop Records, sulla nascita dei Nirvana, i concerti e la scena grunge di Seattle. Dall’altro gli scatti di Michael Lavine, celebre fotografo pubblicitario, tratti da servizi posati e immagini per riviste. Un accostamento inedito che immerge il pubblico nella fascinazione di quei giorni straordinari, dove i fan erano parte integrante di una rivoluzione musicale, e non solo. E ancora, immagini di Pearl Jam, Soundgarden, Mudhoney e tutta la scena musicale di Seattle di fine millennio, immortalando un periodo fondamentale e recente della storia americana: la crisi dell’edonismo reaganiano, le nuove periferie (e le sue controculture) e l’incipiente New Economy che proprio a Seattle genererà i suoi colossi.

A cura di ONO arte contemporanea, l’esposizione è organizzata e promossa da OEO Firenze Art e Le Nozze di Figaro, in collaborazione con Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze e MUS.E.

Palazzo Medici Riccardi - via Cavour, 1 - 055 2760552 – lun-dom 9-19 (mer chiuso) - 10 euro, rid 6 - www.palazzomediciriccardi.it - fino al 14 giugno

Dante 700, il Sommo Poeta nelle fotografie di Massimo Sestini

Con droni, carrucole, fotocamere telecomandate, ma anche con pinne e boccaglio, il grande fotoreporter ci svela che cosa dà anima al mito del fiorentino più famoso al mondo.

Arriva a Firenze l'omaggio a Dante del fotografo Massimo Sestini. La mostra Dante 700 - Un ritratto di Dante e i luoghi del Poeta nelle fotografie di Massimo Sestini, è organizzata dall'Associazione MUS.E e promossa dal Comune di Firenze e dai Musei Civici fiorentini, con il sostegno del Ministero per i Beni, le Attività culturali e il Turismo, e del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. 

La mostra è stata presentata in anteprima a Roma, nelle sale del Quirinale, dove è rimasta fino all'11 ottobre, dando il via alle celebrazioni del VII centenario della morte del Sommo Poeta. E oggi si svela alla città che ha dato i natali all'Alighieri, per rimanere aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2021. 

Realizzata con la consulenza artistica di Sergio Risaliti, critico d'arte, curatore, scrittore e direttore del Museo Novecento di Firenze, e con la consulenza scientifica di Domenico De Martino, docente dell'Università di Pavia e direttore del festival Dante 2021 a Ravenna, è un emozionante viaggio – attraverso 23 scatti speciali – alla ricerca dell'eredità che l'autore della Divina Commedia ci ha lasciato. Le sue parole, il mondo lirico, politico ed emozionale, perfino il suo profilo inequivocabile fanno parte da sempre del nostro Dna culturale ed espressivo. Tracce e sottotracce del Sommo Poeta sono ben presenti nella contemporaneità, nell'immaginario di tutti come nella vita di ogni giorno, nei luoghi della cultura come nelle strade delle nostre città.

Massimo Sestini, fotoreporter di fama internazionale, segue questo filo conduttore e lo analizza con sguardo inedito e con tecniche fotografiche sperimentali e non convenzionali. Da Firenze a Ravenna, dove sono conservate le spoglie di Dante, passando per la sorgente dell'Arno sul Monte Falterona. Ma anche Venezia, Roma, Verona e Poppi, per scoprire – come in un vero reportage – quanto il volto e l'eco del Poeta continuino ad accompagnare le nostre vite. 

Basilica di Santa Maria Novella - piazza della Stazione, 6 - fino al 30 novembre: gio-lun 11-17, dom 13-17; dal 1° dicembre: lun-sab 10-17, dom 13-17, prenotazione consigliata - 7.50 euro, rid 5 (11-18 anni); gratuito minori di 11 anni e residenti nel Comune di Firenze - www.musefirenze.it

Vuoto, Jacopo Benassi al Centro Pecci

Il museo di Prato offre uno sguardo sul lavoro potente, personalissimo, privo di mediazioni, del fotografo spezzino.

Dallo studio dell’artista parzialmente ricreato all’interno della mostra nelle sale del Pecci, il progetto espositivo si sviluppa in una spazialità dilatata che accoglie alcune delle serie e dei lavori più significativi dell’autore, e si riversa anche negli spazi cittadini, in cui la mostra viene annunciata da un progetto site-specific di affissioni.

I soggetti di Benassi sono i più disparati, dall’umanità che abita la cultura underground e musicale internazionale a  ritratti  di  modelle,  attrici,  artisti,  stilisti   pubblicati  nelle  più  importanti  riviste  italiane,  fino all’indagine sul corpo, che varia dalla documentazione autobiografica di incontri sessuali, allo sguardo intenso sulla statuaria antica e che può essere considerato il “filo rosso” della sua produzione.

Nella mostra, curata da Elena Magini, anche opere inedite legate all’interesse di Benassi per l’editoria e la produzione di libri; proprio da un lavoro editoriale in via di pubblicazione nasce la serie The Belt, progetto sul distretto industriale di Prato in collaborazione con l’Archivio Manteco, che oltre a essere esposto è protagonista delle affissioni pubbliche in città nei giorni precedenti alla mostra.

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica 277, Prato - gio-dom ore 12 -20 (apertura straordinaria mer 9 settembre) - 7 euro, rid 5 - www.centropecci.it - fino al 1° novembre 

Insieme. I bambini tornano a scuola

Bambini seduti su un prato verde, uno vicino all'altro come non accadeva da mesi, intenti ad ascoltare una storia letta dall’educatrice. Viste dall'alto le loro testine vicine sembrano quasi formare un sorriso. 

Il progetto, promosso e realizzato da Global Friends e dall'Istituto degli Innocenti, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, presenta dieci foto che raccontano il ritorno dei bambini da 0 a 6 anni ai servizi educativi all'infanzia del Polo Innocenti dopo il lockdown. Sestini li ha ritratti mentre giocano, ascoltano storie, disegnano, sognano a occhi chiusi o a occhi aperti, cogliendone, attraverso il suo obiettivo (che sia un 50mm o un drone), la spontaneità, la purezza, l'energia.

“Da queste foto e da questi sguardi abbiamo molto da imparare”, commenta Jacopo Storni, presidente di Global Friends, associazione che promuove scambi di lettere tra bambini italiani e bambini del Sud del Mondo per promuovere un’educazione alla diversità e alla multiculturalità non filtrata dagli adulti. “Nei giorni della paura di fronte alla pandemia, dell’agitazione per la riapertura delle scuole, i bambini hanno risposto nel modo migliore possibile, entrando in classe col sorriso sulle labbra, con forza d’animo e responsabilità. Impariamo da loro, ad essere migliori”.

Istituto degli Innocenti - piazza Santissima Annunziata, 13 - gio-lun 15-19 (chiuso mar e mer) - www.istitutodeglinnocenti.it - fino al 30 novembre

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