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Natura Collecta, Natura Exhibita

Il collezionismo naturalistico a Firenze dai Medici al Museo di Storia Naturale. Oltre cento pezzi straordinari, ognuno dei quali racconta una storia particolare, una conoscenza nuova dell’uomo e della natura. E tutti insieme narrano un'altra storia, quella del collezionismo scientifico dal tempo dei Medici ai giorni nostri. E’ la mostra Natura collecta, Natura exhibita, realizzata nel Salone Donatello della Basilica di San Lorenzo.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Firenze, l’Opera Medicea Laurenziana e la Parrocchia di San Lorenzo, promossa in concomitanza della chiusura temporanea per lavori del Museo “La Specola”. Da un lato, in un luogo emblematico come San Lorenzo, le vaste dimensioni della committenza medicea; dall’altro le meraviglie naturalistiche e scientifiche che ancora oggi il Museo di Storia Naturale dell’Ateneo contribuisce a conservare e raccontare. Una selezione significativa del ricchissimo patrimonio conservato dal Sistema Museale di Ateneo: dalla coppa di quarzo diaspro che porta incise le iniziali LAURMED (Lorenzo de’ Medici), al mantello di penne di Ibris rubra indossato dai sacerdoti del culto del dio Sole della popolazione precolombiana dei Tupinamba donato alla famiglia Medici; dalla coppia di scimmie leonine - raccolte da Giuseppe Raddi in Brasile nel 1817, alle grandi tele ad olio di Bartolomeo Bimbi raffiguranti fiori e frutti, documento dell’affascinante connubio di arte e scienza di cui Firenze è stata testimone.

Poi le famose cere de “La Specola”: quelle anatomiche e alcune pregiate cere botaniche. Alcune sono state restaurate col contributo di Fondazione CR Firenze che si è anche impegnata nel sostenere i lavori di riqualificazione degli altri sotterranei della Basilica per renderli fruibili al pubblico. Uno spazio speciale è dedicato alla figura del Beato Niccolò Stenone, vescovo e scienziato sepolto a San Lorenzo, le cui collezioni sono conservate dal Sistema Museale di Ateneo.

Basilica di San Lorenzo - P.za San Lorenzo, 9 - ven-sab 10-17 – 7 euro

A Prato torna Dopo Caravaggio

LA MOSTRA - DOPO CARAVAGGIO. Il Seicento Napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito è organizzata dal Comune di Prato, in collaborazione con la Fondazione De Vito, a cura di Rita Iacopino, direttrice scientifica del Museo di Palazzo Pretorio, e Nadia Bastogi, direttrice scientifica della Fondazione De Vito.

Una ricostruzione delle vicende storiche dei pezzi e dell’interesse del collezionismo pratese per la pittura napoletana. La Fondazione De Vito, che con la sua collezione, formatasi dagli anni settanta del secolo scorso grazie a Giuseppe De Vito (Portici 1924- Firenze 2015) conoscitore, studioso, collezionista di Seicento napoletano e fondatore del periodico “Ricerche sul ‘600 napoletano”, rappresenta, per qualità e interesse storico, una delle più significative collezioni private di pittura napoletana del Seicento. Museo di Palazzo Pretorio e Fondazione De Vito dunque; le cui raccolte, pur con modalità e tempi diversi, documentano l’interesse per il naturalismo della pittura napoletana del Seicento. Storie di collezionismo antico e moderno che ripercorrono alcune tappe dello sviluppo successivo alla presenza a Napoli del Caravaggio, attraverso le tele di pittori tra i più significativi di questa stagione artistica, da Battistello a Nicola Malinconico. Il percorso dell’esposizione si articola intorno ai dipinti di Palazzo Pretorio in dialogo con quelli della collezione De Vito, secondo una sequenza cronologica che consente, tuttavia, anche l’indicazione di legami e corrispondenze tematici.

MUSEO DI PALAZZO PRETORIO
Prato, Piazza del Comune - 0574 24112 - tutti i giorni 10.30-18.30 (chiuso mar non festivo) 10 euro, rid 8 - www.palazzopretorio.prato.it - fino al 6 gennaio 2021

Inside Magritte, riapertura nei weekend

Innanzitutto nuovi orari. Inside Magritte per il momento è aperta in forma ridotta nei soli fine-settimana (ogni sabato e domenica) con orario continuato dalle 10 alle 18 e ultimo accesso alle 17. 

LA MOSTRA
Un’esperienza tra reale e immaginario, tra evocazione di un mondo onirico e racconto della vita concreta di uno dei massimi artisti del XX secolo e tra i maggiori esponenti del surrealismo. È Inside Magritte e-motion exhibition, emozionante percorso espositivo multimediale dedicato al grande maestro René Magritte (1898-1967) ideato e firmato da Crossmedia Group – Hepco, con la regia di The Fake Factory.

Una mostra monografica digitale e multisensoriale dedicata all’artista belga, nata con il supporto e la consulenza scientifica della Fondation Magritte di Bruxelles. Curato da Julie Waseige, storica dell’arte e già direttrice scientifica del Magritte Museum di Bruxelles, Inside Magritte è un itinerario in cui i protagonisti assoluti sono alcuni tra i quadri più iconici della pittura del Novecento: tra uomini in bombetta che galleggiano nei cieli delle metropoli, corpi umani con la testa di pesce e l’ambigua pipa-non-pipa (Ceci n’est pas une pipe).

SANTO STEFANO AL PONTE
Piazza di Santo Stefano al Ponte, 5 - 055 217418 - sab e dom 10-18 – 10 euro, rid 8 - aperta fino alla fine di luglio

Museo Marini tra scienza e teatro

Un imponente squalo tigre di oltre 3 metri e lo scheletro di un capodoglio di circa 10 metri, entrambi dell’Ottocento, nella cripta del Museo Marino Marini di Firenze. È questo lo scenario dal 1° luglio fino al 30 settembre con l’installazione “Di Squali e di Balene”, inedito progetto espositivo - ideato in collaborazione con il Museo ‘La Specola’ del Sistema Museale di Ateneo di Firenze - che mette in dialogo passato e presente per richiamare l’attenzione del pubblico sulle questioni ambientali e invitare tutti a una riflessione condivisa sul futuro che si sta costruendo.

L'installazione a cura di Fausto Barbagli, curatore del Sistema Museale di Ateneo di Firenze e Presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, prevede alcuni reperti della Specola, attualmente chiusa al pubblico. L’installazione presenta un parallelismo tra "ecosistemi culturali” ed "ecosistemi naturali” che permette di superare la tradizionale dicotomia tra arte e scienza, e intende contribuire a sensibilizzare e informare il pubblico sui mutamenti ambientali e sulle conseguenze che l’azione dell’uomo provoca sugli equilibri naturali: dall'estinzione delle specie animali alla diffusione drammatica di virus, come appena avvenuto con la pandemia da Coronavirus.  

La mostra è accompagnata dalla rassegna "Frammenti marini", a cura del critico teatrale Roberto Incerti, che presenta una poetica e intensa lettura-interpretazione del rapporto uomo-natura e le sue conseguenze, proponendo dei brani tratti dal romanzo Moby Dick dello scrittore statunitense Herman Melville. Primo appuntamento con la dea del teatro off Silvia Guidi, mercoledì 1° luglio alle ore 19, accompagnata dalle musiche oscure del compagno d’arte e di vita Alessio Riccio.
Giovedì 9 luglio uno dei protagonisti dell'avanguardia teatrale e fondatore dei Krypton, Giancarlo Cauteruccio.
Giovedì 16 luglio il maestro internazionale di teatro - magia Bustric
- al secolo Sergio Bini.
Ultimo incontro mercoledì 22 luglio con l’attore Marco Cavalcoli, dal che dal 1997 si è unito stabilmente alla compagnia Fanny&Alexander. Tutti gli appuntamenti sono alle ore 19.

Mercoledì 1° luglio in occasione dell’opening, il cocktail bar “Manifattura”, uno dei pochi locali in Italia a utilizzare per i propri drink solo distillati e amari di produzione nazionale e che si trova proprio di fronte al Museo Marino Marini, ha realizzato il cocktail “Marino”, offerto gratuitamente a tutti i visitatori  previsti di biglietto.

Museo Marino Marini - 055219432 - mer-gio 18.30-22.30, dom 10-19 - 6 euro, rid 4 - www.museomarinomarini.it

Rinascimento Infinito

Da mercoledì 16 settembre al 31 ottobre, la splendida terrazza affacciata su Firenze, ospita la spettacolare mostra fotografica di Massimo Sestini, curata da Sergio Risaliti, promossa dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, realizzata da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e. 

La mostra rappresenta l’interpretazione artistica del concept “Toscana, Rinascimento senza fine” studiato da Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per la campagna internazionale di promozione della regione. 
Le foto presentano una Toscana ritratta da una prospettiva inedita:
gli scatti sono stati infatti realizzati a 2000 piedi di altezza, ma con obiettivi che hanno consentito di avvicinarsi così tanto alla scena fotografata, da inquadrarla in modo assolutamente originale e nuovo. Il risultato travalica la fotografia e si trasforma in opera d’arte.


Con le sue immagini Sestini non ci presenta le classiche cartoline delle bellezze regionali, ma, sulla scia dell’aeropittura dei Futuristi, si alza in cielo per inventare con i mezzi della fotografia e gesti performativi estremi, una nozione inedita e straordinaria della fotografia di paesaggio. Il Forte appare dunque come una grande astronave ad altissima quota sulla Toscana. Venti paesaggi inediti, perché mai fotografati così, ad alta quota e a perpendicolo, rispetto al piano terrestre che poi piano, come sappiamo, non è. Spesso i paesaggi ritratti non sono riconoscibili, sembrano quadri, con pennellate di colori diversi o composti da tessuti sovrapposti. Impasti materici che s’impongono nel loro essere astratti, richiamando alla mente opere di artisti e non luoghi reali.

Forte di Belvedere, Firenze - mar-dom 15-20 (chiuso lun) - ingresso libero

Le Mutazioni di Lucia Damerino

Si intitola MUTAZIONI ed è frutto di un lavoro nato durante i mesi di lockdown forzato, che riflette sulla memoria, sulla storia individuale e famigliare, sui ricordi, a volte anche dolorosi, sulla catarsi che qui avviene attraverso l’azione purificatrice dell’acqua.

All’interno di grandi teche di vetro, costruite dalla stessa Damerino, piene d’acqua, fluttuano degli abiti, abiti da sposa della sorella, i vestiti degli zii, del padre, brandelli di una narrazione privata ma allo stesso tempo parte di una storia universale. Raso, pizzo, sete, crepe de chine, chiffon, taffetà di organza, drappeggi che corrono il rischio di essere dimenticati ma che acquistano, attraverso il movimento fluido dell’acqua e della sua trasparenza, una nuova vita, carica di suggestioni che l’artista immortala nei suoi scatti. Le vesti sono figure mute, sospese nel tempo, che ritrovano colore, che si muovono, in solitudine o in coppia, in modo assolutamente autonomo dai corpi che li hanno abitati, quasi fosse una danza. Sono messaggi in una bottiglia, poesie galleggianti, memorie abbandonate.

Lucia Damerino, 54 anni, designer, vive e lavora tra Firenze e Milano. Il suo percorso di ricerca artistica affonda le radici nel tempo, rimanendo a lungo entro confini strettamente privati, fino all’esordio di oggi, grazie a Crumb Gallery.

CRUMB GALLERY Via San Gallo, 191r - su appuntamento 347 3681894 - www.crumbgallery.com - fino al 28 febbraio

Villa Romana, la Black History in mostra

Nel linguaggio, l’espressione “piantare un chiodo” è associata all’idea di chiusura o conclusione e può riferirsi a varie attività, dal sigillare una bara al finire un lavoro. L’impegno che l’espressione richiama può essere utile a comprendere e valorizzare il senso di decisione e risolutezza, soprattutto se presa in merito alle storie collettive e alle intricate analogie diasporiche degli afrodiscendenti.

A Piantare un Chiodo è il risultato del lavoro di Alexis Peskine, in cui i ritratti di persone afrodiscendenti sono imbastiti di chiodi come forma di dichiarazione, provocazione e risarcimento. Si tratta di ritratti carichi di violenza, in cui l’applicazione di chiodi e foglia d’oro su superfici fradicie di legno, costituisce un atto al tempo stesso meticoloso e rituale. Usando materiali locali, come la terra locale e i pigmenti usati per gli affreschi sugli edifici della città, le opere raccolgono i ritratti fiorentini di afrodiscendenti, per riflettere sulla diaspora e sul processo di guarigione transnazionale. In italiano, “piantare un chiodo” significa fare un debito. 

La mostra è parte di Black History Month Florence. VI Edition. OSTINATO

Soft Opening: giovedi 4 febbraio ore 14-18; Ingresso limitato alla mostra e alle proiezioni con mascherina e secondo le norme di sicurezza.

Villa Romana - via Senese, 69 - 055 221054 - mar-ven 14-18 su appuntamento - fino al 20 marzo

Pier Luigi Nervi, la Struttura della Bellezza

Parte di un importante ciclo espositivo itinerante dal titolo PIER LUIGI NERVI Architettura come Sfida, la mostra racconta, a trent’anni dalla morte di Pier Luigi Nervi, la sua opera e la sua personalità che nulla hanno perduto della propria modernità fuori norma.

La tappa fiorentina dell’esposizione che celebra il grande ingegnere inaugura negli spazi di Manifattura Tabacchi col titolo Pier Luigi Nervi e Firenze, la Struttura della Bellezza.
Progettista e al tempo stesso costruttore, Nervi emerge come uomo di cultura del suo tempo e si rivela essere stato non solo architetto e ingegnere, ma poeta-architetto e artista, incredibile innovatore e accorto impresario, alla continua ricerca di una assoluta padronanza del mezzo tecnico per infondere la Bellezza nel costruito.

12 sezioni, ognuna delle quali è focalizzata su un’opera iconica della creatività dell’ingegnere oltre al modello di Manifattura Tabacchi di Firenze, selezionata dal comitato scientifico internazionale presieduto dal Prof. Carlo Olmo del Politecnico di Torino e composto dagli esponenti di numerose prestigiose istituzioni tra università, musei e centri culturali nazionali e internazionali, ha scelto di presentare Nervi attraverso le principali opere iconiche. Ciascuna di esse presenta un aspetto del suo genio di progettista e costruttore e tutte ne testimoniano ancora oggi l’essenza: la bellezza delle forme e la brillante messa in opera dell’economia strutturale dei materiali.

E' un progetto di Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project (Bruxelles) e Laboratorio Nervi Politecnico di Milano (Lecco), co-prodotto da Manifattura Tabacchi, in partenariato con Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.

Manifattura Tabacchi - Via delle Cascine 33 - Lun - Ven ore 10-17 - Ingresso gratuito - fino al 26 febbraio

Foto @ Massimo Sestini

Dante 700, il Sommo Poeta nelle fotografie di Massimo Sestini

Con droni, carrucole, fotocamere telecomandate, ma anche con pinne e boccaglio, il grande fotoreporter ci svela che cosa dà anima al mito del fiorentino più famoso al mondo.

Arriva a Firenze l'omaggio a Dante del fotografo Massimo Sestini. La mostra Dante 700 - Un ritratto di Dante e i luoghi del Poeta nelle fotografie di Massimo Sestini, è organizzata dall'Associazione MUS.E e promossa dal Comune di Firenze e dai Musei Civici fiorentini, con il sostegno del Ministero per i Beni, le Attività culturali e il Turismo, e del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. 

La mostra è stata presentata in anteprima a Roma, nelle sale del Quirinale, dove è rimasta fino all'11 ottobre, dando il via alle celebrazioni del VII centenario della morte del Sommo Poeta. E oggi si svela alla città che ha dato i natali all'Alighieri, per rimanere aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2021. 

Realizzata con la consulenza artistica di Sergio Risaliti, critico d'arte, curatore, scrittore e direttore del Museo Novecento di Firenze, e con la consulenza scientifica di Domenico De Martino, docente dell'Università di Pavia e direttore del festival Dante 2021 a Ravenna, è un emozionante viaggio – attraverso 23 scatti speciali – alla ricerca dell'eredità che l'autore della Divina Commedia ci ha lasciato. Le sue parole, il mondo lirico, politico ed emozionale, perfino il suo profilo inequivocabile fanno parte da sempre del nostro Dna culturale ed espressivo. Tracce e sottotracce del Sommo Poeta sono ben presenti nella contemporaneità, nell'immaginario di tutti come nella vita di ogni giorno, nei luoghi della cultura come nelle strade delle nostre città.

Massimo Sestini, fotoreporter di fama internazionale, segue questo filo conduttore e lo analizza con sguardo inedito e con tecniche fotografiche sperimentali e non convenzionali. Da Firenze a Ravenna, dove sono conservate le spoglie di Dante, passando per la sorgente dell'Arno sul Monte Falterona. Ma anche Venezia, Roma, Verona e Poppi, per scoprire – come in un vero reportage – quanto il volto e l'eco del Poeta continuino ad accompagnare le nostre vite. 

Basilica di Santa Maria Novella - piazza della Stazione, 6 - fino al 30 novembre: gio-lun 11-17, dom 13-17; dal 1° dicembre: lun-sab 10-17, dom 13-17, prenotazione consigliata - 7.50 euro, rid 5 (11-18 anni); gratuito minori di 11 anni e residenti nel Comune di Firenze - www.musefirenze.it

Riapre il Museo del Tessuto

Il Museo del Tessuto di Prato riapre dunque le sue porte con la mostra Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone, fino al 25 ottobre.

La mostra presenta l'ultimo straordinario lavoro del pluripremiato costumista cinematografico Massimo Cantini Parrini con oltre 30 costumi realizzati per il film "Pinocchio" di Matteo Garrone.
Il film ha tra l'altro appena ottenuto ben 5 statuette all'ultima edizione dei David di Donatello, tra cui quella per i costumi andata a Massimo Cantini Parrini per la quarta volta


"Siamo pronti per ripartire adottando tutte le misure di sicurezza per assicurare la salute dei visitatori, come previsto dal Decreto del Governo", ha detto Francesco Marini Presidente della Fondazione Museo del Tessuto. "In questo periodo abbiamo continuato ad essere in contatto con il nostro pubblico attraverso iniziative promosse sui canali social e il web. Il consenso riscontrato da parte di tanti ragazzi ci ha fatto decidere di prolungare la Mostra fino al 25 ottobre per permettere di soddisfare le tante richieste pervenute".

Museo del Tessuto -  Via Puccetti, 3 Prato - tel 0574/611503 - mar-gio 16-20, ven-dom 10-20 - ingresso gratuito fino al 2 giugno incluso

C'è ARIA a Palazzo Strozzi

LA MOSTRA - Ragnatele come opere d’arte, il cosmo come geometrie, vibrazioni e suoni. Esplora le possibilità e la nostra capacità di metterci in contatto con il mondo in modo nuovo la mostra Tomás Saraceno. Aria. A cura di Arturo Galansino, è dedicata a uno dei più originali e visionari artisti contemporanei, la cui ricerca poliedrica e creativa unisce arte, scienze naturali e sociali. Saraceno crea opere immersive ed esperienze partecipative che invitano a cambiare punto di vista sulla realtà e a entrare in connessione con fenomeni ed elementi non umani come polvere, insetti o piante che diventano protagonisti delle sue installazioni e metafore della nostra percezione del cosmo.

Novità è l’audioguida della mostra, gratuita direttamente sul proprio cellulare, arricchita da nuovi contenuti e dalla voce dello stesso Tomás Saraceno. Incluso nel biglietto e sempre usufruibile dal proprio smartphone è anche uno speciale Kit digitale dedicato alle famiglie: una proposta di visita con riflessioni e attività nell’esplorazione delle opere e degli spazi della mostra.

Nelle prossime settimane partono anche attività digitali a distanza: un ciclo di conferenze gratuite in streaming dedicate al tema dell’ambiente, in collaborazione con Fondazione CR Firenze, con ospiti come Stefano Caserini (Politecnico di Milano), Franco Miglietta (CNR Istituto di BioEconomia), Antonello Pasini (CNR Istituto di Ricerca sull’Inquinamento Atmosferico). Inoltre, su prenotazione e gratuite fino a esaurimento posti, una serie di letture individuali delle Carte da Aracnomanzia di Tomás Saraceno con lo psicoterapeuta Gianmarco Meucci: ogni mercoledì dalle 18 alle 20, sulla piattaforma Zoom.
Completa il programma la speciale offerta a distanza per persone con Alzheimer e con Parkinson, attraverso le iniziative Corpo libero e A più voci già iniziate nel periodo di lockdown grazie al contatto diretto con famiglie e RSA del territorio. 

Prosegue infine la collaborazione con i partner della mostra: Manifattura Tabacchi, IED, Publiacqua e Unicoop Firenze. Dopo il successo del talk online con l’artista dello scorso 13 maggio, il 18 giugno sul sito della Manifattura Tabacchi inaugura una mostra virtuale, organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e IED, con gli studenti delle accademie d’arte di Firenze.

Il 27 giugno è la data di lancio del nuovo progetto dedicato al Museo Aero Solar che avrebbe dovuto in quella data far volare una grande mongolfiera di sacchetti di plastica, raccolti direttamente dal pubblico, nel Parco delle Casine. Il progetto, promosso in collaborazione con IED e Publiacqua, trova una sua nuova forma nella creazione di una mongolfiera digitale sul sito palazzostrozzi.org

PALAZZO STROZZI
Piazza Strozzi - 055 2645155 - tutti i giorni 14-20, gio 14-23 – 13 euro, rid 10 - www.palazzostrozzi.org - fino al 1° novembre 2020

Estate alla Manifattura Tabacchi

Continuano gli eventi di Manifattura Tabacchi (via delle Cascine, 33) tra arte, natura, laboratori e musica live, con una programmazione che ogni giorno anima il nuovo spazio verde ideato dall’architetto paesaggista Antonio Perazzi, che trasforma il cortile in un giardino temporaneo in cui il pubblico è libero di interagire con alberi, piante, fiori e specchi d’acqua.

 Gli incontri con l’arte sono a cura di NAM - Not A Museum, la piattaforma d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi, basata sul principio dell’interdisciplinarità tra le arti e sul coinvolgimento della comunità. 

 A completare l’offerta, il bistrot di Bulli & Balene (lun-ven 9-00.30 / sab-dom 10-00.30), il cocktail bar di Soul Kitchen (lun-dom 18-01) e Birrificio Valdarno Superiore.

È richiesta la prenotazione per i concerti LoudLift Live, i laboratori per bambini, le lezioni di ceramica, i Grand Tour e le lezioni di Yoga. Per le informazioni su ogni singolo evento consultare il sito.

La mostra della seconda edizione delle Residenze d’Artista, EXHIBITION | La Meraviglia, è visitabile tutti i giorni fino al 26 luglio con i seguenti orari: lun-mer su prenotazione: info@manifatturatabacchi.com (è necessario prenotare con un giorno di anticipo); ven, sab e dom: ingresso libero 18-23 (ultimo ingresso 22:15). Giovedì 23 luglio apertura straordinaria dalle 18 alle 01 (ultimo ingresso ore 00.30), con visite guidate gratuite, dalle 18 alle 22 su prenotazione a info@manifatturatabacchi.com

Al Pecci i nudi di Ren Hang

Tra i primi nuovi progetti a inaugurare in un museo italiano dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, da giovedì 4 giugno al 23 agosto il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta per la prima volta in Italia una mostra fotografica di Ren Hang (1987- 2017), tragicamente scomparso a neppure trent’anni.

Curata da Cristiana Perrella, la mostra raccoglie una selezione di 90 fotografie da collezioni internazionali, accompagnate dalla documentazione del backstage di un suo shooting nel Wienerwald nel 2015 e da un’ampia selezione dei libri fotografici da lui realizzati.

Ren Hang, che non ha mai voluto essere considerato un artista politico – nonostante le sue fotografie fossero ritenute in Cina pornografiche e sovversive – è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle.

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica 277, Prato - gio-dom ore 12-20 - 7 euro, rid 5 (mostra gratuita fino al 31 luglio) - www.centropecci.it

Kevin Francis Gray, la mostra

Il profondo legame tra Kevin Francis Gray e il territorio toscano è testimoniato dai lunghi anni di collaborazione tra l’artista e gli studi di lavorazione dei marmi di Pietrasanta. Ma è per la prima volta che l’artista espone le proprie opere sul territorio fiorentino, alla ricerca di un dialogo diretto con i grandi maestri del passato.

Oltre venti lavori realizzati con diversi tipi di marmo: statuario, di Carrara, bardiglio, marquina oltre ad un’opera in bronzo. La devozione dell’artista nei confronti dell’arte del passato è testimoniata non solo dall’uso dei materiali, ma anche da quell’amore nei confronti dell’effimero, delle pose classiche e dei soggetti come magicamente avvolti da un velo atemporale. Allo stesso tempo le statue rivelano però la loro natura più contemporanea: l’uso del non finito, la distorsione dei tratti somatici o la loro velatura ci mettono in contatto con la parte più umana e allo stesso tempo misteriosa del lavoro di Gray. 

Promossa dal Comune di Firenze, è organizzata da Mus.e in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary, grazie al supporto di Moaconcept, la mostra è curata da Antonella Nesi.

Museo Stefano Bardini - Via dei Renai, 1 - Orario mostra: ven-lun 11-20 – 7,50 euro, rid 5.50 - fino al 21 dicembre

Wright of Derby. Scienza ed arte

Il capolavoro di Joseph Wright of Derby viene per la prima volta presentato in Italia, grazie a un accordo di scambio con la National Gallery di Londra. Questo dipinto a lume di candela è diventato un’icona della storia della scienza.

In quest’epoca segnata dalla pandemia, l’opera si impone all’attenzione del pubblico con imprevisti accenti di attualità: la scienza e le reazioni delle persone alla ricerca ne sono infatti il soggetto principale. 

Galleria degli Uffizi - P.le degli Uffizi, 1 - 055 2388651 – mar-ven 8.30-13.30, sab-dom 8.30-18.30 (chiuso lun) - 12 euro - fino al 24 gennaio 

Vuoto, Jacopo Benassi al Centro Pecci

Il museo di Prato offre uno sguardo sul lavoro potente, personalissimo, privo di mediazioni, del fotografo spezzino.

Dallo studio dell’artista parzialmente ricreato all’interno della mostra nelle sale del Pecci, il progetto espositivo si sviluppa in una spazialità dilatata che accoglie alcune delle serie e dei lavori più significativi dell’autore, e si riversa anche negli spazi cittadini, in cui la mostra viene annunciata da un progetto site-specific di affissioni.

I soggetti di Benassi sono i più disparati, dall’umanità che abita la cultura underground e musicale internazionale a  ritratti  di  modelle,  attrici,  artisti,  stilisti   pubblicati  nelle  più  importanti  riviste  italiane,  fino all’indagine sul corpo, che varia dalla documentazione autobiografica di incontri sessuali, allo sguardo intenso sulla statuaria antica e che può essere considerato il “filo rosso” della sua produzione.

Nella mostra, curata da Elena Magini, anche opere inedite legate all’interesse di Benassi per l’editoria e la produzione di libri; proprio da un lavoro editoriale in via di pubblicazione nasce la serie The Belt, progetto sul distretto industriale di Prato in collaborazione con l’Archivio Manteco, che oltre a essere esposto è protagonista delle affissioni pubbliche in città nei giorni precedenti alla mostra.

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica 277, Prato - gio-dom ore 12 -20 (apertura straordinaria mer 9 settembre) - 7 euro, rid 5 - www.centropecci.it - fino al 1° novembre 

God is Green e la Supercatastrofe

Da venerdì 9 a domenica 18 ottobre dieci giorni di installazioni, musica, testi e lecture all’insegna dell’ibridazione tra arte, architettura, editoria e scienza.

Parte God Is Green, realizzato e prodotto da NAM – Not A Museum, il programma d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi. SUPERCATASTROFE – Quali storie per la fine del mondo è il titolo di questa terza edizione curata da NERO, con la partecipazione di Medusa, Not, Parasite 2.0, Threes, Andreco, Clara Ciccioni, Federica Timeto e Miriam Tola.
Essa punta infatti a raccogliere e a mettere a confronto tra loro alcuni dei più interessanti esponenti tra artisti, pensatori, attivisti e operatori culturali che anche nel nostro Paese hanno cominciato a riflettere in maniera originale sull’Antropocene, l’era geologica irrimediabilmente segnata dalla presenza dell’uomo.

Programma:

SUPERCATASTROFE. Quali storie per la fine del mondo
Aperta al pubblico dal 9 al 18 ottobre | 1° piano B9 e basement di Manifattura Tabacchi
(ven-sab 19-24; lun-gio e dom 19-23 - Ingresso libero e contingentato)

Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto.
venerdì 9 ore 19.30 | Spazio Festa: Lecture con Clara Ciccioni, Federica Timeto e Miriam Tola
Il talk collega la nozione di Antropocene al pensiero di una delle principali teoriche del nostro tempo, la filosofa americana Donna Haraway (su prenotazione). In diretta streaming sulla pagina Facebook dell’evento.

 Future Climate
sabato 10 ottobre ore 18 | Spazio Festa: Lecture/performance di Andreco
La performance-lecture di Andreco ragionerà sulla relazione tra arte, scienza, ambiente e futuro nel pieno della crisi ambientale e pandemica (su prenotazione). In diretta streaming sulla pagina Facebook dell’evento.

Esposizione dei manifesti d’artista
Aperta al pubblico dal 9 al 18 ottobre | Atelier delle Residenze d’Artista
Alla presenza degli artisti venerdì 9 e sabato 10 ore 19-21 - Ingresso libero e contingentato

SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO

Il Dante del Bronzino alla Certosa

In netto anticipo sul fitto programma di appuntamenti che nel 2021 celebreranno il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, nella suggestiva Pinacoteca della Certosa del Galluzzo, domenica 11 ottobre si inaugura la mostra …con altra voce ritornerò poeta. Il Ritratto di Dante del Bronzino alla Certosa di Firenze.

Ideata da Antonio Natali (già Direttore della Galleria degli Uffizi), con Alessandro Andreini, e organizzata sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Firenze dalla Comunità di San Leolino, dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dall’Opera di Santa Croce, la mostra propone in esclusiva l’esposizione del Ritratto allegorico di Dante Alighieri, dipinto nel 1532-1533 dal Bronzino e proveniente da una collezione privata fiorentina. 

Inaugurazione dalle ore 17 solo con prenotazione obbligatoria entro venerdì 9 ottobre scrivendo un’email a certosadifirenze.eventi@gmail.com e indicando per esteso i nomi dei partecipanti con un recapito telefonico, poi la mostra proseguirà fino al 31 dicembre.

Occasione imperdibile di ammirare un’opera poco visibile in un ambiente coinvolgente e storicamente attinente, sia di riscoprire il fascino della Certosa fiorentina in cui per quasi sette secoli arte e devozione, cultura umanistica e Fede si sono sedimentate rendendolo un luogo dove «Quella quiete, quel silenzio e quella solitudine» tanto cari a Pontormo, fanno pari con la bellezza e l’indubbio interesse che suscita. 

Certosa di Firenze - info 055 2049226 - tutti i giorni  ore 10-12 | 15-18 (lun e dom mattina chiuso) - 5 euro (compresa visita guidata della Certosa ore 10, 11, 15, 16 (e ore 17 fino al 25.10.2020) - www.certosadifirenze.it

Inside Out, l'Orchestra della Toscana aderisce al progetto

InsideOut nasce nel 2011 al termine della premiazione del TED Prize. Il vincitore, il fotografo e urban artist francese JR, decide di finanziare il progetto con i centomila dollari del premio. L'obbiettivo è restituire alla gente il potere di rappresentanza, trasformare semplici ritratti in opere d'arte in modo che chiunque possa diventare co-autore dell’operazione. Di fatto la più grande esposizione fotografica mai realizzata, creata con la partecipazione attiva di migliaia di persone in tutto il mondo.

Dopo dieci anni, InsideOut ha percorso tutti i continenti, spaziando dal Polo Nord all'Ecuador, dal Nepal alla Palestina, dagli slums centrafricani alle favelas brasiliane. È arrivato sulle facciate di uffici direzionali come su palazzi abbandonati, in piazze affollate o ai margini di un deserto, in prosperose città occidentali, nel bel mezzo di regimi totalitari, in zone di conflitto.

A metà gennaio il progetto è arrivato a Firenze, sui muri esterni del Teatro Verdi e, anche se non in presenza del pubblico, in questi mesi di pandemia l'Orchestra della Toscana ha continuato a produrre musica divulgandola tramite lo streaming.

Adesso è arrivato il momento di far vedere con le immagini chi qui dentro ci lavora (direttori, musicisti, tecnici, amministrativi). Un modo per ribadire la presenza e il ruolo culturale dell'Orchestra della Toscana all'interno di questa regione meravigliosa che è la Toscana. 

Insieme. I bambini tornano a scuola

Bambini seduti su un prato verde, uno vicino all'altro come non accadeva da mesi, intenti ad ascoltare una storia letta dall’educatrice. Viste dall'alto le loro testine vicine sembrano quasi formare un sorriso. 

Il progetto, promosso e realizzato da Global Friends e dall'Istituto degli Innocenti, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, presenta dieci foto che raccontano il ritorno dei bambini da 0 a 6 anni ai servizi educativi all'infanzia del Polo Innocenti dopo il lockdown. Sestini li ha ritratti mentre giocano, ascoltano storie, disegnano, sognano a occhi chiusi o a occhi aperti, cogliendone, attraverso il suo obiettivo (che sia un 50mm o un drone), la spontaneità, la purezza, l'energia.

“Da queste foto e da questi sguardi abbiamo molto da imparare”, commenta Jacopo Storni, presidente di Global Friends, associazione che promuove scambi di lettere tra bambini italiani e bambini del Sud del Mondo per promuovere un’educazione alla diversità e alla multiculturalità non filtrata dagli adulti. “Nei giorni della paura di fronte alla pandemia, dell’agitazione per la riapertura delle scuole, i bambini hanno risposto nel modo migliore possibile, entrando in classe col sorriso sulle labbra, con forza d’animo e responsabilità. Impariamo da loro, ad essere migliori”.

Istituto degli Innocenti - piazza Santissima Annunziata, 13 - gio-lun 15-19 (chiuso mar e mer) - www.istitutodeglinnocenti.it - fino al 30 novembre

Tesori dalle terre d’Etruria

Per la prima volta dopo circa 150 anni, la collezione archeologica che fu del conte Napoleone Passerini (1862-1951) e della sua famiglia, interamente riunita nei suoi nuclei principali, in gran parte conservata nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ora completata da 82 pregiate antichità prevalentemente etrusche e greche, consegnate da una generosa donatrice fiorentina nel 2016 al Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Il conte di nobile di stirpe cortonese, figlio del facoltoso Pietro Passerini da Cortona, oltre ad essere agronomo di chiara fama, fondatore e proprietario dell'Istituto Agrario di Scandicci, e aver selezionato la razza Chianina nelle sue fattorie in Val di Chiana, fu appassionato collezionista e fin dall’adolescenza radunò la straordinaria raccolta,  in parte ereditata dal padre, promuovendo scavi e acquistando capolavori.


I primi reperti provengono da una trentina di tombe etrusche con splendidi corredi, rinvenute nei suoi vasti possedimenti di Bettolle e di Sinalunga, e da una grande necropoli di 60 tombe della collina di Foiano della Chiana. Già nel 1877 la sua collezione annoverava almeno 400 vasi, senza contare ossi, avori, ferri, paste vitree, una ingente quantità di oggetti domestici e funerari in bronzo, suppellettili di ogni genere, vasi da dispensa e da commercio, orci da miele e vasi per derrate solide e liquide, molti dei quali con iscrizioni che contribuiscono in modo sostanziale ad accrescere le conoscenze sul lessico della lingua etrusca. Inoltre, il valore della collezione è straordinario perché proviene da un preciso e ben definito contesto territoriale e culturale, quello della Val di Chiana, da sempre cerniera fra i territori di Chiusi, Siena e Arezzo, del quale documenta aspetti di vita e cultura tra VII e I secolo a.C., in particolare quelli espressione dell'aristocrazia di Chiusi.

La mostra, curata da Mario Iozzo, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e da Maria Rosaria Luberto, archeologa della Scuola Archeologica Italiana di Atene, con il coordinamento generale di Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei della Toscana, espone ben 293 reperti, fra i quali spiccano vasi ateniesi di grande qualità, alcuni con iconografie rarissime, e uno dei più antichi e più importanti vasi etruschi dell’intera produzione a figure rosse, un grande vaso per mescolare l’acqua e il vino utilizzato nei simposi dell’aristocrazia etrusca dell’Ager Clusinus, il territorio dell’antica Chiusi. A questo si affiancano 18 ricordi e cimeli di Napoleone Passerini, tra cui persino la sua pipa personale, gentilmente concessi in prestito dai pronipoti. 

Museo Archeologico Nazionale

Piazza Santissima Annunziata, 9b - 055 23575 - gio 14-19; ven, sab e 1^ dom del mese 8.30-14 - 8 euro,  rid 2
 - fino al 30 giugno

Raffaello e Firenze

In occasione dell’anniversario della morte di Raffaello Sanzio (1520-2020), il Comune di Firenze e MUS.E, con il sostegno del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio e in collaborazione con il Palais de Beaux-Arts de Lille, organizzano la mostra Raffaello e Firenze, a cura di Valentina Zucchi e Sergio Risaliti.

L’esposizione, che prevede una fruizione in piena sicurezza anti-Covid, vuole valorizzare il periodo fiorentino dell’artista, ovvero gli anni in cui Raffaello, già munito di gloria e di onori, tra la fine del 1504 e l’inizio del 1505, si trasferisce nella capitale toscana e vi soggiorna a lungo, fino al trasferimento a Roma nel 1508. Ad attrarlo, il fervido clima fiorentino del primo Cinquecento, i cui episodi più brillanti sono attestati dalla colossale statua del David, appena posizionata in piazza Signoria, e dal cartone di Sant’Anna di Leonardo, ma anche dai meravigliosi lavori di Leonardo e Michelangelo per la sala del Maggior Consiglio del palazzo civico.

Al centro il Ritratto di giovane donna in busto, un prezioso disegno oggi al Palais des Beaux-Arts de Lille, risalente agli anni fiorentini di Raffaello ed emblematico dell’intenso dialogo intrattenuto con i grandi artisti incontrati in città, primo fra tutti Leonardo. Intorno all’opera, proiettato sulle pareti della Sala d’Arme, un racconto multimediale che ripercorre gli anni che hanno inciso profondamente sulla formazione dell’artista urbinate, introducendo significativi cambiamenti nel suo stile. Il fllmato, immersivo, è a cura di Valentina Zucchi e Art Media Studio e illustra la rete relazionale, politica e sociale, oltre che artistica, intessuta da Raffaello, raccontandone le vicende e mostrando i capolavori di quel periodo, come i Ritratti di Agnolo Doni e di Maddalena Strozzi e la Madonna del Cardellino, tuttora conservati a Firenze presso le Gallerie degli Uffizi. 

All’iniziativa si affiancheranno percorsi guidati nel centro storico, sui luoghi correlati al soggiorno del pittore, definiti d’intesa con l’Ufficio Patrimonio Mondiale dell’amministrazione civica, sempre in assoluta sicurezza: tutti i sabati e le domeniche alle 15, da sabato 7 novembre sino alla fine di dicembre (prenotazione obbligatoria al numero 055 2768224 o alla mail info@muse.comune.fi.it).

Palazzo Vecchio, Sala d’Arme - piazza Signoria - tutti i giorni 9-19, gio 9-14 - biglietto, incluso nell’ingresso a Palazzo Vecchio, 12,50 euro - www.musefirenze.it - fino al 31 dicembre

La Bella Menzogna di Ali Banisadr, nel segno di Dante

 Un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea internazionale da venerdì 30 aprile al 29 agosto. È la mostra BEAUTIFUL LIES di Ali Banisadr (Teheran 1976), a cura di Sergio Risaliti, organizzata da Mus.e.

Si tratta della prima esposizione dell’artista in un museo pubblico italiano e la prima a Firenze, e mette la sua opera a confronto con l’arte e la storia di Firenze: al Museo Bardini i dipinti dell’artista dialogano con le opere della collezione, con i marmi e le pitture medievali e rinascimentali, con i tappeti persiani e con le rilucenti armature conservate nel museo caratterizzato dal celebre ‘blu’ Bardini, mentre in palazzo Vecchio, Banisadr è stato invitato a realizzare tre dipinti site-specific, ispirati dalla lettura della Divina Commedia di Dante, evento speciale immaginato dal direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta.

Dopo aver lasciato l’Iran a soli dodici anni insieme alla famiglia, Banisadr ha raggiunto prima la Turchia e successivamente gli Stati Uniti, fermandosi in un primo momento a San Diego, successivamente a San Francisco e poi a New York, dove l’artista vive ancora oggi.
I suoi dipinti sono abitati da una folla surreale di decine e decine di figure, che sembrano apparire e svanire nella superficie pittorica dei suoi dipinti che è come raschiata e spazzolata da una tempesta che trascina in un caos apocalittico quelle masse di esseri bizzarri e mostruosi, grotteschi e alieni.  Si tratta di un pandemonio, dove il caos è però ordinato, anche se ogni creatura che abita questo universo non corrisponde nei tratti a personaggi riconoscibili e identificabili, come nella tradizione pittorica del passato. Il mondo di Banisadr è turbolento e in procinto di essere spazzato via da un’esplosione violenta, da un cataclisma, una realtà apocalittica. Osservando le sue opere viene da pensare a Pollock, Lee Krasner e Willem De Kooning tanto quanto a Hieronymus Bosch e Pieter Bruegel.

Beautiful Lies è una delle opere ispirate a Dante, esposta nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, di fronte alla Giuditta e Oloferne di Donatello, ed è stata scelta per dare il titolo all’intera mostra. La “bella menzogna” sotto la quale si nasconde la verità è un’espressione usata proprio dall’Alighieri per parlare delle sue opere e dei poemi allegorici in generale, e si adatta perfettamente al lavoro di Banisadr, che con il suo tratto energico e le sue cromie che spaziano dalla psichedelia al monocromo, mette in scene il suo mondo privato (e quello universale), fatto di violenza e isolamento, di angoscia e meraviglia, ma anche di memoria e immaginazione.

Museo Stefano Bardini - via dei Renai 37 (Ponte alle Grazie)
 - lun, ven, sab, dom  11-17 - 7 euro
Museo di Palazzo Vecchio, Sala dei Gigli - Piazza della Signoria
 - lun-dom 9-19, gio 9-14 -

12.50 euro
Info www.museonovecento.it

Rhizome, collettiva alla Galleria Poggiali

Fino al 6 marzo 2021 la Galleria Poggiali di Firenze presenta Rhizome, una selezione di opere degli artisti della galleria che, sulla scia del concetto elaborato dai filosofi francesi Deleuze e Guattari di Rhizome, si interconnettono attraverso una relazione di carattere orizzontale priva della necessità di un centro, nella quale ogni elemento è funzionale al processo, priva di determinazioni gerarchiche proprie di un sistema verticale ad albero. 

Il percorso si apre con due lavori di Fabio Viale in marmo, assieme ad un Paesaggio Artificiale di Goldschmied & Chiari, un'opera realizzata fotografando in studio fumogeni colorati ed associandoli con vetro e superficie specchiante in un processo poeticamente e tecnicamente alchemico e performativo. Il filo conduttore del medium della fotografia prosegue attraverso l'esposizione di lavori di Slater Bradley e Grazia Toderi e scatti di Luigi Ghirri. La sezione si conclude con un'opera della serie Awakened di David Lachapelle.


In mostra anche Stella Africa del 1983, lavoro particolarmente iconico di Gilberto Zorio nel quale la stella in porcellana è adagiata su pelle nera; Claudio Parmiggiani, del quale – dopo l'ampia mostra in Galleria A cuore aperto a cura di Sergio Risaliti del 2019 - è selezionata una delocazione di tre metri che ha per soggetto la celebre libreria ed una carta di Eliseo Mattiacci, che era stata presente oltre che in Galleria, anche nella monumentale monografia "Gong" al Forte Belvedere di Firenze del 2018.

Insieme a queste opere a parete, appartenenti all'arte povera, trova posto, ancora di Claudio Parmiggiani, l'opera Senza Titolo: un'arpa di metà settecento con farfalle. E ancora, Enzo Cucchi, protagonista della Transavaguardia, la cui ossessione per la pittura, per Van Gogh, per i miti e per la tracimazione del perimetro della pittura, si manifestano nelle opere che associano, adesso in galleria, proprio la pratica della pittura al carbone ed alla ceramica. La parte finale della galleria è dedicata al ritorno alla pittura degli anni novanta con Luca Pignatelli, Manfredi Beninati e Prima di Prima di Marco Fantini, opera su tavola di grandi dimensioni che sintetizza la complessità iconografica dell'artista vicentino e che ne raccoglie le sfaccettature salienti.

Galleria Poggiali - via della Scala 35 Ar - 055 287748 - tutti i giorni 10-13/15-19, dom su appuntamento - ingresso libero - www.galleriapoggiali.com

Tornabuoni Arte: Antologia Scelta 2021

In questo particolare momento, dovuto all’emergenza Covid, che ha portato alla chiusura momentanea dei musei e delle gallerie pubbliche, l’esposizione, visitabile da lunedì 7 dicembre (anche nella sede di Milano dal 12 dicembre), è un’opportunità unica non solo per i collezionisti ma per il pubblico di visitare una mostra che ripercorre i momenti più significativi della storia dell’arte dagli inizi del XX secolo ad oggi, attraverso i capolavori di alcuni dei suoi principali protagonisti.

Il percorso espositivo inizia con l’arte figurativa del XX secolo, a partire dall’opera Versailles, la Galleria degli Specchi, dipinta da Giovanni Boldini intorno al 1871, e prosegue attraverso opere di maestri come Balla, Campigli, Carrà, Casorati, de Chirico, De Pisis, Guttuso, Magnelli, Marini, Paresce, Prampolini, Rosai, Savinio, Severini, Sironi, Soffici, Tozzi e Viani. Qui anche Giorgio Morandi con una Natura morta del 1930. Spicca poi Pablo Picasso con il suo Tasse et paquet de tabac del 1922. 

Nella seconda parte, opere dal secondo dopoguerra ad oggi, a partire da una grande artista italiana, Carla Accardi, presente con alcune importanti opere tra cui un imponente lavoro del 1967, Senza titolo, caratterizzato dall’uso del sicofoil. Una sezione densa di tasselli significativi in questo spaccato di storia dell’arte che vede numerose sperimentazioni come Concetto spaziale del 1955 di Lucio Fontana - una Combustione del 1960 di Alberto Burri; due grandi tele di Hans Hartung, dipinte entrambe nel 1962 e altre opere.

A rappresentare il movimento surrealista, troviamo infine Jaon Mirò e Sabastian Matta mentre per l’Arte Povera Boetti, Kounellis, Pascali, Pistoletto, Zorio. Il Portrait of Bronka Weintraub, 1986, introduce alla Pop art americana e ai ritratti seriali di Andy Warhol. Tra le opere più recenti, Libro rosso per la Divina Commedia, 2018, e Oristano, 2010, di Emilio Isgrò.

Molti altri ancora gli artisti presenti: Adami, Afro, Alviani, Angeli, Baj, Calzolari, Capogrossi, Castellani, Ceroli, Chia, Colombo, Crippa, Dadamaino, De Maria, Dorazio, Mambor, Manzoni, Paladino, Pamiggiani, Pomodoro, Mimmo Rotella, Paolo Scheggi, Mario Schifano, Antoni Tàpies, Joe Tilson, Giulio Turcato, Victor Vasarely e Vedova.

Tornabuoni Arte - Lungarno Benvenuto Cellini, 3 Firenze - 055 6812697 - lun-ven 9-13/15-19, sab 9-13 - www.tornabuoniarte.it 

Natale agli Uffizi

Non solo il coloratissimo presepe pop dell’artista Marco Lodola e le sale virtuali per bambini e famiglie con i capolavori dell’arte dedicati alla Natività. Pur in tempo di pandemia e chiusura, il Natale delle Gallerie degli Uffizi si arricchisce di iniziative sempre nuove.

Quest’anno, si inaugura l’ipervisione (mostra virtuale) dedicata al celebre Trittico Portinari del pittore fiammingo Hugo Van der Goes (online sul sito del museo a partire da mercoledì 23 dicembre) e due video speciali sulla pagina Facebook: il primo, incentrato sull’Adorazione del Bambino di Gherardo delle Notti, visibile a partire da giovedì 24 dicembre; il secondo, la videofiaba ‘Speciale Natale’ dedicata ai bambini, pubblicato venerdì 25 dicembre. 

2021: l'anno americano di Palazzo Strozzi

Dopo l'installazione di Marinella Senatore We rise by lifting others nel Cortile, Palazzo Strozzi annuncia le due prossime esposizioni che, da marzo, ne occuperanno le sale.

Dal 20 marzo al 25 luglio 2021 American Art 1961-2001 celebra l'arte moderna negli Stati Uniti con opere di celebri artisti come Andy Warhol, Marc Rothko, Roy Lichtenstein, Bruce Nauman, Robert Mapplethorpe, Cindy Sherman, Matthew Barney, Kara Walker. Quarant'anni di storia con più di 80 opere di 55 artisti americani tra pittura, fotografia, video, scultura e installazioni, in prestito dal Walker Art Center di Minneapolis, uno dei più importanti musei di arte contemporanea del mondo.

Jeff Koons è invece il protagonista dal 23 settembre 2021 al 23 gennaio 2022 con la sua più importante esposizione mai realizzata in Italia. Sviluppata in rapporto diretto con l'artista, la mostra accoglie alcune tra le opere più celebri di questo maestro contemporaneo che dalla fine degli anni Settanta a oggi si è imposto come una delle figure più importanti dell'arte globale, che tutti hanno conosciuto per la love story con la mitica Cicciolina.
La mostra indaga il concetto di shine tra splendore e bagliore, preziosità e banalità, essere e apparire: un gioco di ambiguità che caratterizza il lavoro di Koons nel nostro rapporto con la realtà quotidiana e il concetto stesso di opera d'arte.

Dante agli Uffizi

A riveder le stelle è la mostra online con tutti i disegni realizzati alla fine del Cinquecento dal pittore di Federico Zuccari, famoso per aver affrescato la Cupola di Santa Maria del Fiore, per la Divina Commedia, per la prima volta digitalizzati in alta definizione, sul sito delle Gallerie degli Uffizi

Il direttore del museo Eike Schmidt: “Apriamo le celebrazioni per il Settecentenario dalla morte del Sommo Poeta rendendo disponibile a tutti questa straordinaria raccolta di arte grafica”

Le Gallerie degli Uffizi, che custodiscono l’intero gruppo di questi fogli ‘danteschi’ (sono in tutto 88), aprono le celebrazioni pubblicando sul loro sito questa la mostra virtuale, con un apparato didattico scritto da Donatella Fratini, curatrice dei disegni dal Cinquecento al Settecento degli Uffizi.  Dunque tutte le illustrazioni della Commedia dello Zuccari sono state digitalizzate in alta definizione e organizzate in un percorso a tappe che permette di ammirarle per la prima volta nella loro interezza ed in ogni dettaglio. 

Manifesti d’Artista

Si intitola Neo Skene - Manifesti d’artista il progetto, nato durante i mesi del lockdown, curato da Simone Teschioni Gallo su progetto ideato con Niccolò Mannini, direttore della Galleria d’arte La Fonderia, insieme al Teatro di Rifredi. Tutto è nato all’indomani delle nuove chiusure. Il direttore artistico del Teatro di Rifredi, Giancarlo Mordini, ironizzava su Facebook sul fatto che tutto il materiale grafico degli spettacoli non andati in scena, sarebbe servito solo a “fare delle barchette”. E la barchetta della sua battuta, in un attimo s’è fatta nave, ha spiegato le proprie vele e ha dato vita al progetto...

Gli artisti selezionati, tutti giovanissimi, sono Irene Bulletti, Leopoldo Innocenti, Rossella Liccione, Leonardo Moretti e Skim, hanno voci e linguaggi che spaziano dal figurativo all’astratto, dalla street art fino alla rielaborazione delle opere tramite un approccio installativo, con materiali e tecniche sperimentali sfruttando luci e trasparenze.


L’esposizione è inoltre arricchita dalla pubblicazione di un catalogo, edizioni Polistampa, la cui presentazione si tiene giovedì 20 maggio ore 17.30 al Teatro di Rifredi, alla presenza degli artisti.

Accademia delle Arti del Disegno
Piazza San Marco - orari: mar-sab 10-13/17-19, dom 10-13 (chiuso lun) - Ingresso gratuito - fino al 13 giugno

Il disegno dello scultore

Henry Moore torna a Firenze. A quasi cinquant’anni (era il 1972) dalla memorabile mostra al Forte di Belvedere che vide protagonista il maestro della scultura inglese, il Museo Novecento presenta Henry Moore. Il disegno dello scultore, mostra curata da Sebastiano Barassi, Head of Henry Moore Collections and Exhibitions e Sergio Risaliti, Direttore artistico del Museo Novecento. 

Le forme naturali – rocce, ciottoli, radici e tronchi –, gli animali, ma anche i teschi e poi la relazione tra il creatore e la materia, esemplificata anche dai disegni che ritraggono le mani dell’artista o l’artista al lavoro nel paesaggio, divengono il fulcro della mostra. Un approfondimento sul valore del disegno nella sua pratica e sulla sua relazione con la scultura. Un faro sulla produzione grafica di questo protagonista della scultura contemporanea, che nel corso della sua intensa attività ha avuto modo di confrontarsi non solo con la scultura primitivista ed extraeuropea e con le sperimentazioni formali e linguistiche delle avanguardie storiche – su tutte, le esperienze di Brancusi e Picasso –, ma anche con la tradizione della grande arte italiana dei secoli precedenti, in particolare con quella dei maestri attivi a Firenze e in Toscana, i grandi artefici dell’umanesimo in arte.

Come evento collaterale, il Museo Novecento ospita sino al 30 maggio, nelle sale al secondo piano, attigue alla raccolta di Alberto Della Ragione, la mostra Henry Moore in Toscana: opere provenienti da collezioni private che testimoniano, insieme a documenti e fotografie, l’intensa relazione artistica e affettiva che legò lo scultore alla città di Firenze e alla Toscana.

Museo Novecento - piazza Santa Maria Novella - 055 286132 - lunedì, martedì, mercoledì, venerdì ore 11-19; giovedì ore 11-14 - 9.50 euro, rid 4.50

La Platea dell'Umanità

Entrando nello spazio di via della Scala, si incontra il lavoro di Fabio Viale in marmo bianco e pigmenti, con un Paesaggio Artificiale di Goldschmied & Chiari. Spicca poi a parete una delle delocazioni più recenti di Claudio Parmiggiani: Senza Titolo, 2021. Il filo conduttore del medium della fotografia introdotto da Paesaggio Artificiale, prosegue attraverso l’esposizione di lavori di Slater Bradley e Grazia Toderi, mentre si avvicendano scatti di Luigi Ghirri, adesso nella grande mostra del decennale al MAXXI di Roma"Senzamargine", tutti pubblicati nel catalogo della Galleria del 2013 e provenienti dalle serie più celebri del maestro emiliano.
Oltre ad Awakened di David Lachapelle, trovano posto I pilastri della Terra di Virginia Zanetti e l’olio su tavola Pietas di Francesca Banchelli, reduce dalla personale al Museo Novecento di Firenze.

Da segnalare anche l'iconica Stella Africa di Gilberto Zorio del 1983 e una carta di Eliseo Mattiacci, già presente oltre che in Galleria, anche nella monumentale monografia “Gong” al Forte Belvedere nel 2018. La parte finale della galleria è dedicata al ritorno alla pittura sul finire degli anni novanta con Luca Pignatelli, Manfredi Beninati, Giovanni Frangi e Marco Fantini. Mentre il celebre viandante di Roberto Barni è rappresentato in Vasomuto, scultura in bronzo patinato.
Di Pignatelli, in particolare, soggetti classici come Afrodite e Testa femminile sono presentati sia sul supporto che lo ha sempre contraddistinto del telone ferroviario, sia su legno di recupero e su carta.

DISPONIBILE ANCHE IN TOUR VIRTUALE

Galleria Poggiali Firenze
Via della Scala, 35/Ar - 055 287748 - lun-sab 10-13/15-19, dom su appuntamento - Ingresso libero - www.galleriapoggiali.com - fino al 31 luglio

Rimandata al 2022 la Biennale Antiquariato

Era stato annunciato a febbraio: la 32ma edizione si sarebbe tenuta solo ed esclusivamente, se la situazione sanitaria lo avesse consentito. Secondo il Comitato organizzativo della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, il distanziamento sarà ancora necessario in autunno. Le condizioni indispensabili di sicurezza per galleristi e pubblico della BIAF non possono essere dunque assicurate. Gli spazi del pur bellissimo Palazzo Corsini, unica residenza storica a ospitare una fiera dell’arte, non consentirebbero quel distanziamento sociale che presumibilmente sarà ancora necessario in autunno.

L’edizione viene pertanto riprogrammata nel 2022 dal 24 settembre al 2 ottobre , sempre a Palazzo Corsini.

“Vogliamo accogliere a Firenze galleristi e collezionisti dall’Italia e dal resto del mondo in sicurezza e serenità - sottolinea Fabrizio Moretti, Segretario Generale della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze - offrendo loro la possibilità, come è tradizione e unicità della BIAF, non solo di godere delle innumerevoli bellezze artistiche che la città può offrire ma anche degli appuntamenti più festosi organizzati nelle ville e nei palazzi che sono molto apprezzati soprattutto dai collezionisti stranieri”.

Informazioni e application: www.biaf.it

Dante e Firenze, a maggio la mostra al Bargello

È rinviata di un mese la mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, che avrebbe dovuto aprire al pubblico il 23 marzo 2021 al Museo Nazionale del Bargello. “In un momento così difficile e delicato per tutto il Paese – ha spiegato Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello - la decisione di posticipare la data di apertura della mostra è dettata dall'auspicio che in primavera inoltrata si possa offrire al pubblico un'apertura continuata dei musei oltre a garantire l'arrivo dei prestiti dall'estero in sicurezza per una mostra così significativa".

Il percorso espositivo, che sarà aperto al pubblico fino al 31 luglio 2021, vuole ricostruire il rapporto tra Dante e Firenze negli anni immediatamente successivi alla morte del poeta, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi e i temi. Oltre cinquanta tra manoscritti e opere d’arte provenienti da biblioteche, archivi e musei di assoluto prestigio internazionale, presentando le tappe e i protagonisti della ricostruzione postuma del rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera, nel secondo quarto del Trecento. Copisti, miniatori, commentatori, lettori, volgarizzatori, le cui vicende professionali e umane si intrecciano fittamente, restituendo l’immagine di una città che sembra trasformarsi in uno scriptorium diffuso, al centro del quale campeggia la Commedia.

Il catalogo, pubblicato da Mandragora in edizione italiana e inglese, andrà comunque in distribuzione, simbolicamente, il 25 marzo, in occasione del Dantedì 2021, la giornata nazionale istituita dal MiBACT per omaggiare il grande poeta.

Galleria Mentana, uno sguardo sul contemporaneo

Undici artisti si ritrovano insieme per un viaggio artistico destinato a mettere in luce le particolarità di ognuno. Dopo la mostra personale di Salvatore Magazzini la Galleria d’Arte Mentana ospita le opere degli artisti internazionali nello spazio espositivo di via della Mosca 5r. 

“In questo modo – sottolinea Giovanna Laura Adreani, Art Director della Galleria d’Arte Mentana – vogliamo rendere omaggio agli artisti che ci hanno scelto come loro punto di riferimento a Firenze”. Le opere selezionate permetteranno al visitatore di conoscere le infinite sfaccettature dell’arte contemporanea.  

Gli artisti ospitati alla Galleria d’Arte Mentana sono: Eva Breitfuß, Pier Tancredi De-Coll', Luigi De Giovanni, Alejandro Fernandez, Ursula Radel, Pablo Serrano, Christian Tschierske, Audrey Traini, Camilla Vavik-Pedersen, Bianca Vivarelli. Alle loro opere se ne aggiungeranno alcune del Maestro Salvatore Magazzini ospitato da gennaio ad oggi. 

L’accesso alla mostra è a ingresso libero nel rispetto delle norme anti-COVID 19, per info e prenotazioni: galleriamentana@galleriamentana.it 

Galleria d’Arte Mentana - via della Mosca 5r - mar-sab 11-13/16-19.30, lun 16-19.30 (chiuso dom) - fino al 15 marzo

Artigianato e Palazzo... Grand Tour!

“ARTIGIANATO E PALAZZO” porta a Firenze la mostra itinerante “GRAND TOUR”, un viaggio tra storia, passione e bellezza attraverso le collezione di rappresentanza dell’Associazione Italiana Città della Ceramica – AiCC: un omaggio alla migliore produzione ceramica di foggia classica, secondo forme e decori che vanno dall'antichità all'età moderna.

Allestita nella grande Limonaia restaurata del Giardino Corsini dal 29 maggio al 6 giugno in occasione di MIDA – Mostra Internazionale dell'Artigianato alla Fortezza da Basso per permettere ad appassionati e curiosi di approfondire la conoscenza del grande universo della ceramica italiana.

L’esposizione, a cura di Jean Blanchaert, Viola Emaldi e Anty Pansera, è composta da oltre 170 opere uniche realizzate a mano, secondo i principi stilistici e formali legati all’artigianato artistico di 15 regioni per 46 comuni italiani di antica tradizione ceramica. 


Le opere esposte sono riedizioni di pezzi storici o produzioni ispirate al gusto tradizionale, da oggetti di uso comune ad altri puramente decorativi: dall’Arcaico al tardo Medioevo, dal Rinascimento al Settecento, dal Neoclassico al Liberty, fino all’influsso del Design.

“GRAND TOUR” è una mostra itinerante, che è stata presentata in alcune città italiane e all’estero, da Bruxelles a Aubagne, da Argentona a Boleslawiec, da Lugano a Cracovia, Rijeka etc. etc.

Giardino Corsini - Via della Scala, 115 - orario: lun-ven 15-19, sab e dom 10-19 - ingresso libero - www.artgianatoepalazzo.it

All You Can Fuck: 8 marzo alla Crumb Gallery

ALL YOU CAN FUCK è il nome dei bordelli a tariffa forfettaria, a disposizione di uomini in cerca di sesso a pagamento, che troviamo a Berlino e un po’ ovunque in Germania, dove la prostituzione è legale fin dagli inizi del Duemila. Sono luoghi in cui, oltre al cibo, per 90-130 euro, puoi “consumare” le sex workers, ragazze costrette anche a decine di rapporti al giorno, dalle 16 alle 3 di notte.

Adriana Luperto - una delle anime fondatrici della Crumb Gallery e del suo progetto dedicato esclusivamente al promuovere l’arte al femminile - racconta attraverso 15 acquerelli su carta di riso, una tecnica dal tocco delicato, le molte storie che tutti i giorni si consumano con orrore sulla pelle di tante donne di etnie diverse, italiane, nigeriane, rumene, bulgare, ungheresi …

“Ho letto libri, parlato con donne che si sono prostituite, ascoltato racconti quasi dell’orrore sulla vita che sono state costrette a fare: quello che sappiamo sulla mercificazione del corpo di una donna è nulla di fronte all’enormità della realtà.” - racconta l’artista -“Non ho voluto riportare tutto questo: ho voluto far vedere la loro bellezza, la loro sensualità, che c’è, sempre, a prescindere da tutto”.

La mostra è aperta fino all’8 aprile. E' consigliata la prenotazione al numero 347 3681894.

CRUMB GALLERY
Via San Gallo, 191r - www.crumbgallery.com

Siena, Collezione Piccolomini Spannocchi finalmente riunita

Le sale del quarto livello dell’antico ospedale ospitano in modo permanente quella che, per vari motivi, è una delle collezioni più interessanti, affascinanti e forse meno conosciute raccolte di opere d’arte della città di Siena.

La sua storia si snoda dal Seicento, partendo dalle collezioni della famiglia Gonzaga custodite all’epoca nel Palazzo Ducale di Mantova, prosegue toccando la corte tirolese degli Asburgo e la città di Trento e da lì, grazie ad alcuni membri della famiglia Piccolomini, giunge fino a Siena agli inizi del Settecento. L’unione di questa casata con quella degli Spannocchi, avvenuta nel 1774 con il matrimonio tra Caterina Piccolomini e Giuseppe Spannocchi, unificò le due famiglie e allo stesso tempo le rispettive collezioni. La donazione alla Comunità Civica di Siena nel 1835 portò poi al passaggio della maggior parte delle opere dalla sfera privata a quella pubblica e, nell’attraversare  quasi due secoli, fino ai giorni nostri. L’esposizione permanente della collezione dei dipinti nella sua totalità permette di restituire alla città una parte della propria storia artistica e collezionistica.

Le ricerche, riprese ed ampliate in vista dell’importante operazione di valorizzazione e riunificazione della raccolta, hanno portato alla luce straordinarie novità che consentono oggi, a più di quarant’anni dai primi studi sull’argomento, di avere un quadro molto più chiaro sugli eventi, sull’intreccio delle vicende familiari, sul  percorso dalle opere.

L’allestimento rispecchia la stratificazione e la ricchezza della collezione, accompagnando il visitatore a scoprirne i 165 dipinti, che tornano ad essere un nucleo unico per la prima volta dopo più di un secolo, poiché erano fino ad oggi divisi tra la Pinacoteca Nazionale (che ne custodiva 137), il Museo Civico di Siena (24), l’Amministrazione Provinciale (2) e le Gallerie degli Uffizi di Firenze (2). 

Tra i pittori spiccano i nomi di Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Paris Bordon, Sofonisba Anguissola, Giuseppe Cesari, Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma; tra i nordici, quelli di Albrecht Dürer, Otto van Veen, Albrecht Altdorfer, Peeter Snayers. A questi si aggiunge Domenico Beccafumi, con la bellissima serie dei cartoni preparatori per il pavimento del Duomo di Siena, parte della collezione fin dal Cinquecento, che completa il percorso di visita nella Pinacoteca Nazionale.

Santa Maria della Scala
piazza del Duomo, 1 Siena - tutti i giorni 10.30 - 18 - www.santamariadellascala.com

American (Art) History X

Lavori di Andy Warhol, Mark Rothko, Louise Nevelson, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Bruce Nauman, Barbara Kruger, Robert Mapplethorpe, Cindy Sherman, Matthew Barney, Kara Walker, esposti a Firenze, alcuni per la prima volta in Italia, dalle collezioni del Walker Art Center di Minneapolis.  E' la mostra ‘American Art 1961-2001’.

Uno percorso attraverso importanti e iconiche opere di personalità e movimenti che hanno segnato l’arte americana tra due momenti storici decisivi, l’inizio della Guerra del Vietnam e l’attacco dell’11 settembre 2001: dalla Pop Art al Minimalismo, dalla Conceptual Art alla Pictures Generation, fino alle più recenti ricerche degli anni Novanta e Duemila. A cura di Vincenzo de Bellis (Curator and Associate Director of Programs, Visual Arts, Walker Art Center) e Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi), la mostra testimonia la poliedrica produzione artistica americana tra pittura, fotografia, video, scultura e installazioni, attraverso una inedita rilettura di quarant’anni di storia e affrontando tematiche come lo sviluppo della società dei consumi, la contaminazione tra le arti, il femminismo, le lotte per i diritti civili. Nel 1961 John F. Kennedy diviene presidente e l’11 dicembre inizia ufficialmente la Guerra del Vietnam, quando i primi elicotteri americani arrivano a Saigon; nel 2001 è presidente George W. Bush quando l’11 settembre quasi tremila persone muoiono nel più drammatico attacco sul suolo americano dopo Pearl Harbor. Due date spartiacque che definiscono l’affermazione degli Stati Uniti come superpotenza politica ma segnano anche un’epoca di sperimentazione senza precedenti per l’arte di cui l’America diviene punto di riferimento a livello globale.

Andy Warhol è protagonista con 12 opere tra cui la celebre Sixteen Jackies (1964), dedicata a Jackie Kennedy. Una sezione speciale è poi dedicata al padre della danza contemporanea, Merce Cunningham, con grandi installazioni realizzate in collaborazione con Robert Rauschenberg e Jasper Johns. Nel percorso anche maestri degli anni ’60 come Donald Judd, Robert Morris, Bruce Nauman, John Baldessari: punti di riferimento per le successive generazioni di artisti come Cindy Sherman, o le appropriazioni dal mondo della pubblicità di Richard Prince e Barbara Kruger, la denuncia dello stigma dell'AIDS di Felix Gonzalez-Torres o le inquietanti narrazioni posthuman di Matthew Barney, con l’installazione di Cremaster 2 (1999), controversa opera dedicata a un assassino che richiese per se stesso la pena di morte.

Focus speciale poi su gli anni Novanta e Duemila, tra cui spiccano artisti afroamericani quali Kerry James Marshall e Glenn Ligon o artisti che investigano in modo totalmente originale l’identità americana come Paul McCarthy, Mike Kelley, Jimmie Durham e Kara Walker.
Continua infine fino al 22 agosto l’Installazione di JR sulla facciata del Palazzo, dal titolo La Ferita.

Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi – 055 2645155 – lun-ven 14-21; sab, dom e festivi 10-21 con prenotazione online o telefonica - 15 euro, rid 12, scuole 5 - palazzostrozzi.org - fino al 22 agosto

Cartoni in… Mostra

E’ un Palazzo Medici Riccardi “pop” quello post pandemia, con oltre 500 disegni originali dei film d’animazione più conosciuti e amati. Questo grazie alla mostra AniMA. La Magia del Cinema d’Animazione da Biancaneve a Goldrake, che da giovedì 17 giugno occupa le rinnovate sale del museo.

Organizzata da MUS.E in collaborazione con Accademia NEMO di Firenze, scuola leader in Italia per la formazione nell’arte dell’Entertainment, è curata da Sandro Cleuzo, animatore Disney, Dreamworks e Warner Bros, Luca Chiarotti e Francesco Mariotti, art directors e insegnanti dell’Accademia e Federica Fabbri, animatrice e responsabile del corso di Cinema d’animazione alla NEMO.

Un racconto senza tempo, un’occasione unica per ammirare disegni che sono vere e proprie opere d’arte, primi studi di film che hanno fatto la storia del cinema d’animazione. Illustrazioni di capolavori Disney come La bella addormentata nel bosco, Biancaneve, Robin Hood, La carica dei 101, La spada nella roccia e molti altri, delle famose serie tv Hanna-Barbera, di celebri anime giapponesi e di altri film come Alla ricerca della valle incantata, Fievel sbarca in America e Anastasia. Infine la storia del cinema d’animazione, grazie a pezzi unici e di inestimabile valore storico: dal prezioso fotogramma della prima animazione in senso moderno, Gertie the Dinosaur, agli iconici Mickey Mouse dei primi anni ’30, fino ai recenti concept degli ultimi film in 3D. Presente anche una sezione educational per adulti e bambini.

PALAZZO MEDICI RICCARDI
Via Camillo Cavour, 3 - 055 2760552 - lun-dom 10.30-18.30 - 7 euro - palazzomediciriccardi.it - fino al 17 ottobre

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