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Natura Collecta, Natura Exhibita

Il collezionismo naturalistico a Firenze dai Medici al Museo di Storia Naturale. Oltre cento pezzi straordinari, ognuno dei quali racconta una storia particolare, una conoscenza nuova dell’uomo e della natura. E tutti insieme narrano un'altra storia, quella del collezionismo scientifico dal tempo dei Medici ai giorni nostri. E’ la mostra Natura collecta, Natura exhibita, realizzata nel Salone Donatello della Basilica di San Lorenzo.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Firenze, l’Opera Medicea Laurenziana e la Parrocchia di San Lorenzo, promossa in concomitanza della chiusura temporanea per lavori del Museo “La Specola”. Da un lato, in un luogo emblematico come San Lorenzo, le vaste dimensioni della committenza medicea; dall’altro le meraviglie naturalistiche e scientifiche che ancora oggi il Museo di Storia Naturale dell’Ateneo contribuisce a conservare e raccontare. Una selezione significativa del ricchissimo patrimonio conservato dal Sistema Museale di Ateneo: dalla coppa di quarzo diaspro che porta incise le iniziali LAURMED (Lorenzo de’ Medici), al mantello di penne di Ibris rubra indossato dai sacerdoti del culto del dio Sole della popolazione precolombiana dei Tupinamba donato alla famiglia Medici; dalla coppia di scimmie leonine - raccolte da Giuseppe Raddi in Brasile nel 1817, alle grandi tele ad olio di Bartolomeo Bimbi raffiguranti fiori e frutti, documento dell’affascinante connubio di arte e scienza di cui Firenze è stata testimone.

Poi le famose cere de “La Specola”: quelle anatomiche e alcune pregiate cere botaniche. Alcune sono state restaurate col contributo di Fondazione CR Firenze che si è anche impegnata nel sostenere i lavori di riqualificazione degli altri sotterranei della Basilica per renderli fruibili al pubblico. Uno spazio speciale è dedicato alla figura del Beato Niccolò Stenone, vescovo e scienziato sepolto a San Lorenzo, le cui collezioni sono conservate dal Sistema Museale di Ateneo.

Basilica di San Lorenzo - P.za San Lorenzo, 9 - ven-sab 10-17 – 7 euro

A Prato torna Dopo Caravaggio

LA MOSTRA - DOPO CARAVAGGIO. Il Seicento Napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito è organizzata dal Comune di Prato, in collaborazione con la Fondazione De Vito, a cura di Rita Iacopino, direttrice scientifica del Museo di Palazzo Pretorio, e Nadia Bastogi, direttrice scientifica della Fondazione De Vito.

Una ricostruzione delle vicende storiche dei pezzi e dell’interesse del collezionismo pratese per la pittura napoletana. La Fondazione De Vito, che con la sua collezione, formatasi dagli anni settanta del secolo scorso grazie a Giuseppe De Vito (Portici 1924- Firenze 2015) conoscitore, studioso, collezionista di Seicento napoletano e fondatore del periodico “Ricerche sul ‘600 napoletano”, rappresenta, per qualità e interesse storico, una delle più significative collezioni private di pittura napoletana del Seicento. Museo di Palazzo Pretorio e Fondazione De Vito dunque; le cui raccolte, pur con modalità e tempi diversi, documentano l’interesse per il naturalismo della pittura napoletana del Seicento. Storie di collezionismo antico e moderno che ripercorrono alcune tappe dello sviluppo successivo alla presenza a Napoli del Caravaggio, attraverso le tele di pittori tra i più significativi di questa stagione artistica, da Battistello a Nicola Malinconico. Il percorso dell’esposizione si articola intorno ai dipinti di Palazzo Pretorio in dialogo con quelli della collezione De Vito, secondo una sequenza cronologica che consente, tuttavia, anche l’indicazione di legami e corrispondenze tematici.

MUSEO DI PALAZZO PRETORIO
Prato, Piazza del Comune - 0574 24112 - tutti i giorni 10.30-18.30 (chiuso mar non festivo) 10 euro, rid 8 - www.palazzopretorio.prato.it - fino al 6 gennaio 2021

Inside Magritte, riapertura nei weekend

Innanzitutto nuovi orari. Inside Magritte per il momento è aperta in forma ridotta nei soli fine-settimana (ogni sabato e domenica) con orario continuato dalle 10 alle 18 e ultimo accesso alle 17. 

LA MOSTRA
Un’esperienza tra reale e immaginario, tra evocazione di un mondo onirico e racconto della vita concreta di uno dei massimi artisti del XX secolo e tra i maggiori esponenti del surrealismo. È Inside Magritte e-motion exhibition, emozionante percorso espositivo multimediale dedicato al grande maestro René Magritte (1898-1967) ideato e firmato da Crossmedia Group – Hepco, con la regia di The Fake Factory.

Una mostra monografica digitale e multisensoriale dedicata all’artista belga, nata con il supporto e la consulenza scientifica della Fondation Magritte di Bruxelles. Curato da Julie Waseige, storica dell’arte e già direttrice scientifica del Magritte Museum di Bruxelles, Inside Magritte è un itinerario in cui i protagonisti assoluti sono alcuni tra i quadri più iconici della pittura del Novecento: tra uomini in bombetta che galleggiano nei cieli delle metropoli, corpi umani con la testa di pesce e l’ambigua pipa-non-pipa (Ceci n’est pas une pipe).

SANTO STEFANO AL PONTE
Piazza di Santo Stefano al Ponte, 5 - 055 217418 - sab e dom 10-18 – 10 euro, rid 8 - aperta fino alla fine di luglio

Museo Marini tra scienza e teatro

Un imponente squalo tigre di oltre 3 metri e lo scheletro di un capodoglio di circa 10 metri, entrambi dell’Ottocento, nella cripta del Museo Marino Marini di Firenze. È questo lo scenario dal 1° luglio fino al 30 settembre con l’installazione “Di Squali e di Balene”, inedito progetto espositivo - ideato in collaborazione con il Museo ‘La Specola’ del Sistema Museale di Ateneo di Firenze - che mette in dialogo passato e presente per richiamare l’attenzione del pubblico sulle questioni ambientali e invitare tutti a una riflessione condivisa sul futuro che si sta costruendo.

L'installazione a cura di Fausto Barbagli, curatore del Sistema Museale di Ateneo di Firenze e Presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, prevede alcuni reperti della Specola, attualmente chiusa al pubblico. L’installazione presenta un parallelismo tra "ecosistemi culturali” ed "ecosistemi naturali” che permette di superare la tradizionale dicotomia tra arte e scienza, e intende contribuire a sensibilizzare e informare il pubblico sui mutamenti ambientali e sulle conseguenze che l’azione dell’uomo provoca sugli equilibri naturali: dall'estinzione delle specie animali alla diffusione drammatica di virus, come appena avvenuto con la pandemia da Coronavirus.  

La mostra è accompagnata dalla rassegna "Frammenti marini", a cura del critico teatrale Roberto Incerti, che presenta una poetica e intensa lettura-interpretazione del rapporto uomo-natura e le sue conseguenze, proponendo dei brani tratti dal romanzo Moby Dick dello scrittore statunitense Herman Melville. Primo appuntamento con la dea del teatro off Silvia Guidi, mercoledì 1° luglio alle ore 19, accompagnata dalle musiche oscure del compagno d’arte e di vita Alessio Riccio.
Giovedì 9 luglio uno dei protagonisti dell'avanguardia teatrale e fondatore dei Krypton, Giancarlo Cauteruccio.
Giovedì 16 luglio il maestro internazionale di teatro - magia Bustric
- al secolo Sergio Bini.
Ultimo incontro mercoledì 22 luglio con l’attore Marco Cavalcoli, dal che dal 1997 si è unito stabilmente alla compagnia Fanny&Alexander. Tutti gli appuntamenti sono alle ore 19.

Mercoledì 1° luglio in occasione dell’opening, il cocktail bar “Manifattura”, uno dei pochi locali in Italia a utilizzare per i propri drink solo distillati e amari di produzione nazionale e che si trova proprio di fronte al Museo Marino Marini, ha realizzato il cocktail “Marino”, offerto gratuitamente a tutti i visitatori  previsti di biglietto.

Museo Marino Marini - 055219432 - mer-gio 18.30-22.30, dom 10-19 - 6 euro, rid 4 - www.museomarinomarini.it

Rinascimento Infinito

Da mercoledì 16 settembre al 31 ottobre, la splendida terrazza affacciata su Firenze, ospita la spettacolare mostra fotografica di Massimo Sestini, curata da Sergio Risaliti, promossa dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, realizzata da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e. 

La mostra rappresenta l’interpretazione artistica del concept “Toscana, Rinascimento senza fine” studiato da Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per la campagna internazionale di promozione della regione. 
Le foto presentano una Toscana ritratta da una prospettiva inedita:
gli scatti sono stati infatti realizzati a 2000 piedi di altezza, ma con obiettivi che hanno consentito di avvicinarsi così tanto alla scena fotografata, da inquadrarla in modo assolutamente originale e nuovo. Il risultato travalica la fotografia e si trasforma in opera d’arte.


Con le sue immagini Sestini non ci presenta le classiche cartoline delle bellezze regionali, ma, sulla scia dell’aeropittura dei Futuristi, si alza in cielo per inventare con i mezzi della fotografia e gesti performativi estremi, una nozione inedita e straordinaria della fotografia di paesaggio. Il Forte appare dunque come una grande astronave ad altissima quota sulla Toscana. Venti paesaggi inediti, perché mai fotografati così, ad alta quota e a perpendicolo, rispetto al piano terrestre che poi piano, come sappiamo, non è. Spesso i paesaggi ritratti non sono riconoscibili, sembrano quadri, con pennellate di colori diversi o composti da tessuti sovrapposti. Impasti materici che s’impongono nel loro essere astratti, richiamando alla mente opere di artisti e non luoghi reali.

Forte di Belvedere, Firenze - mar-dom 15-20 (chiuso lun) - ingresso libero

Dante 700, il Sommo Poeta nelle fotografie di Massimo Sestini

Con droni, carrucole, fotocamere telecomandate, ma anche con pinne e boccaglio, il grande fotoreporter ci svela che cosa dà anima al mito del fiorentino più famoso al mondo.

Arriva a Firenze l'omaggio a Dante del fotografo Massimo Sestini. La mostra Dante 700 - Un ritratto di Dante e i luoghi del Poeta nelle fotografie di Massimo Sestini, è organizzata dall'Associazione MUS.E e promossa dal Comune di Firenze e dai Musei Civici fiorentini, con il sostegno del Ministero per i Beni, le Attività culturali e il Turismo, e del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. 

La mostra è stata presentata in anteprima a Roma, nelle sale del Quirinale, dove è rimasta fino all'11 ottobre, dando il via alle celebrazioni del VII centenario della morte del Sommo Poeta. E oggi si svela alla città che ha dato i natali all'Alighieri, per rimanere aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2021. 

Realizzata con la consulenza artistica di Sergio Risaliti, critico d'arte, curatore, scrittore e direttore del Museo Novecento di Firenze, e con la consulenza scientifica di Domenico De Martino, docente dell'Università di Pavia e direttore del festival Dante 2021 a Ravenna, è un emozionante viaggio – attraverso 23 scatti speciali – alla ricerca dell'eredità che l'autore della Divina Commedia ci ha lasciato. Le sue parole, il mondo lirico, politico ed emozionale, perfino il suo profilo inequivocabile fanno parte da sempre del nostro Dna culturale ed espressivo. Tracce e sottotracce del Sommo Poeta sono ben presenti nella contemporaneità, nell'immaginario di tutti come nella vita di ogni giorno, nei luoghi della cultura come nelle strade delle nostre città.

Massimo Sestini, fotoreporter di fama internazionale, segue questo filo conduttore e lo analizza con sguardo inedito e con tecniche fotografiche sperimentali e non convenzionali. Da Firenze a Ravenna, dove sono conservate le spoglie di Dante, passando per la sorgente dell'Arno sul Monte Falterona. Ma anche Venezia, Roma, Verona e Poppi, per scoprire – come in un vero reportage – quanto il volto e l'eco del Poeta continuino ad accompagnare le nostre vite. 

Basilica di Santa Maria Novella - piazza della Stazione, 6 - fino al 30 novembre: gio-lun 11-17, dom 13-17; dal 1° dicembre: lun-sab 10-17, dom 13-17, prenotazione consigliata - 7.50 euro, rid 5 (11-18 anni); gratuito minori di 11 anni e residenti nel Comune di Firenze - www.musefirenze.it

Riapre il Museo del Tessuto

Il Museo del Tessuto di Prato riapre dunque le sue porte con la mostra Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone, fino al 25 ottobre.

La mostra presenta l'ultimo straordinario lavoro del pluripremiato costumista cinematografico Massimo Cantini Parrini con oltre 30 costumi realizzati per il film "Pinocchio" di Matteo Garrone.
Il film ha tra l'altro appena ottenuto ben 5 statuette all'ultima edizione dei David di Donatello, tra cui quella per i costumi andata a Massimo Cantini Parrini per la quarta volta


"Siamo pronti per ripartire adottando tutte le misure di sicurezza per assicurare la salute dei visitatori, come previsto dal Decreto del Governo", ha detto Francesco Marini Presidente della Fondazione Museo del Tessuto. "In questo periodo abbiamo continuato ad essere in contatto con il nostro pubblico attraverso iniziative promosse sui canali social e il web. Il consenso riscontrato da parte di tanti ragazzi ci ha fatto decidere di prolungare la Mostra fino al 25 ottobre per permettere di soddisfare le tante richieste pervenute".

Museo del Tessuto -  Via Puccetti, 3 Prato - tel 0574/611503 - mar-gio 16-20, ven-dom 10-20 - ingresso gratuito fino al 2 giugno incluso

C'è ARIA a Palazzo Strozzi

LA MOSTRA - Ragnatele come opere d’arte, il cosmo come geometrie, vibrazioni e suoni. Esplora le possibilità e la nostra capacità di metterci in contatto con il mondo in modo nuovo la mostra Tomás Saraceno. Aria. A cura di Arturo Galansino, è dedicata a uno dei più originali e visionari artisti contemporanei, la cui ricerca poliedrica e creativa unisce arte, scienze naturali e sociali. Saraceno crea opere immersive ed esperienze partecipative che invitano a cambiare punto di vista sulla realtà e a entrare in connessione con fenomeni ed elementi non umani come polvere, insetti o piante che diventano protagonisti delle sue installazioni e metafore della nostra percezione del cosmo.

Novità è l’audioguida della mostra, gratuita direttamente sul proprio cellulare, arricchita da nuovi contenuti e dalla voce dello stesso Tomás Saraceno. Incluso nel biglietto e sempre usufruibile dal proprio smartphone è anche uno speciale Kit digitale dedicato alle famiglie: una proposta di visita con riflessioni e attività nell’esplorazione delle opere e degli spazi della mostra.

Nelle prossime settimane partono anche attività digitali a distanza: un ciclo di conferenze gratuite in streaming dedicate al tema dell’ambiente, in collaborazione con Fondazione CR Firenze, con ospiti come Stefano Caserini (Politecnico di Milano), Franco Miglietta (CNR Istituto di BioEconomia), Antonello Pasini (CNR Istituto di Ricerca sull’Inquinamento Atmosferico). Inoltre, su prenotazione e gratuite fino a esaurimento posti, una serie di letture individuali delle Carte da Aracnomanzia di Tomás Saraceno con lo psicoterapeuta Gianmarco Meucci: ogni mercoledì dalle 18 alle 20, sulla piattaforma Zoom.
Completa il programma la speciale offerta a distanza per persone con Alzheimer e con Parkinson, attraverso le iniziative Corpo libero e A più voci già iniziate nel periodo di lockdown grazie al contatto diretto con famiglie e RSA del territorio. 

Prosegue infine la collaborazione con i partner della mostra: Manifattura Tabacchi, IED, Publiacqua e Unicoop Firenze. Dopo il successo del talk online con l’artista dello scorso 13 maggio, il 18 giugno sul sito della Manifattura Tabacchi inaugura una mostra virtuale, organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e IED, con gli studenti delle accademie d’arte di Firenze.

Il 27 giugno è la data di lancio del nuovo progetto dedicato al Museo Aero Solar che avrebbe dovuto in quella data far volare una grande mongolfiera di sacchetti di plastica, raccolti direttamente dal pubblico, nel Parco delle Casine. Il progetto, promosso in collaborazione con IED e Publiacqua, trova una sua nuova forma nella creazione di una mongolfiera digitale sul sito palazzostrozzi.org

PALAZZO STROZZI
Piazza Strozzi - 055 2645155 - tutti i giorni 14-20, gio 14-23 – 13 euro, rid 10 - www.palazzostrozzi.org - fino al 1° novembre 2020

Estate alla Manifattura Tabacchi

Continuano gli eventi di Manifattura Tabacchi (via delle Cascine, 33) tra arte, natura, laboratori e musica live, con una programmazione che ogni giorno anima il nuovo spazio verde ideato dall’architetto paesaggista Antonio Perazzi, che trasforma il cortile in un giardino temporaneo in cui il pubblico è libero di interagire con alberi, piante, fiori e specchi d’acqua.

 Gli incontri con l’arte sono a cura di NAM - Not A Museum, la piattaforma d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi, basata sul principio dell’interdisciplinarità tra le arti e sul coinvolgimento della comunità. 

 A completare l’offerta, il bistrot di Bulli & Balene (lun-ven 9-00.30 / sab-dom 10-00.30), il cocktail bar di Soul Kitchen (lun-dom 18-01) e Birrificio Valdarno Superiore.

È richiesta la prenotazione per i concerti LoudLift Live, i laboratori per bambini, le lezioni di ceramica, i Grand Tour e le lezioni di Yoga. Per le informazioni su ogni singolo evento consultare il sito.

La mostra della seconda edizione delle Residenze d’Artista, EXHIBITION | La Meraviglia, è visitabile tutti i giorni fino al 26 luglio con i seguenti orari: lun-mer su prenotazione: info@manifatturatabacchi.com (è necessario prenotare con un giorno di anticipo); ven, sab e dom: ingresso libero 18-23 (ultimo ingresso 22:15). Giovedì 23 luglio apertura straordinaria dalle 18 alle 01 (ultimo ingresso ore 00.30), con visite guidate gratuite, dalle 18 alle 22 su prenotazione a info@manifatturatabacchi.com

Al Pecci i nudi di Ren Hang

Tra i primi nuovi progetti a inaugurare in un museo italiano dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, da giovedì 4 giugno al 23 agosto il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta per la prima volta in Italia una mostra fotografica di Ren Hang (1987- 2017), tragicamente scomparso a neppure trent’anni.

Curata da Cristiana Perrella, la mostra raccoglie una selezione di 90 fotografie da collezioni internazionali, accompagnate dalla documentazione del backstage di un suo shooting nel Wienerwald nel 2015 e da un’ampia selezione dei libri fotografici da lui realizzati.

Ren Hang, che non ha mai voluto essere considerato un artista politico – nonostante le sue fotografie fossero ritenute in Cina pornografiche e sovversive – è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle.

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica 277, Prato - gio-dom ore 12-20 - 7 euro, rid 5 (mostra gratuita fino al 31 luglio) - www.centropecci.it

Kevin Francis Gray, la mostra

Il profondo legame tra Kevin Francis Gray e il territorio toscano è testimoniato dai lunghi anni di collaborazione tra l’artista e gli studi di lavorazione dei marmi di Pietrasanta. Ma è per la prima volta che l’artista espone le proprie opere sul territorio fiorentino, alla ricerca di un dialogo diretto con i grandi maestri del passato.

Oltre venti lavori realizzati con diversi tipi di marmo: statuario, di Carrara, bardiglio, marquina oltre ad un’opera in bronzo. La devozione dell’artista nei confronti dell’arte del passato è testimoniata non solo dall’uso dei materiali, ma anche da quell’amore nei confronti dell’effimero, delle pose classiche e dei soggetti come magicamente avvolti da un velo atemporale. Allo stesso tempo le statue rivelano però la loro natura più contemporanea: l’uso del non finito, la distorsione dei tratti somatici o la loro velatura ci mettono in contatto con la parte più umana e allo stesso tempo misteriosa del lavoro di Gray. 

Promossa dal Comune di Firenze, è organizzata da Mus.e in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary, grazie al supporto di Moaconcept, la mostra è curata da Antonella Nesi.

Museo Stefano Bardini - Via dei Renai, 1 - Orario mostra: ven-lun 11-20 – 7,50 euro, rid 5.50 - fino al 21 dicembre

Wright of Derby. Scienza ed arte

Il capolavoro di Joseph Wright of Derby viene per la prima volta presentato in Italia, grazie a un accordo di scambio con la National Gallery di Londra. Questo dipinto a lume di candela è diventato un’icona della storia della scienza.

In quest’epoca segnata dalla pandemia, l’opera si impone all’attenzione del pubblico con imprevisti accenti di attualità: la scienza e le reazioni delle persone alla ricerca ne sono infatti il soggetto principale. 

Galleria degli Uffizi - P.le degli Uffizi, 1 - 055 2388651 – mar-ven 8.30-13.30, sab-dom 8.30-18.30 (chiuso lun) - 12 euro - fino al 24 gennaio 

Vuoto, Jacopo Benassi al Centro Pecci

Il museo di Prato offre uno sguardo sul lavoro potente, personalissimo, privo di mediazioni, del fotografo spezzino.

Dallo studio dell’artista parzialmente ricreato all’interno della mostra nelle sale del Pecci, il progetto espositivo si sviluppa in una spazialità dilatata che accoglie alcune delle serie e dei lavori più significativi dell’autore, e si riversa anche negli spazi cittadini, in cui la mostra viene annunciata da un progetto site-specific di affissioni.

I soggetti di Benassi sono i più disparati, dall’umanità che abita la cultura underground e musicale internazionale a  ritratti  di  modelle,  attrici,  artisti,  stilisti   pubblicati  nelle  più  importanti  riviste  italiane,  fino all’indagine sul corpo, che varia dalla documentazione autobiografica di incontri sessuali, allo sguardo intenso sulla statuaria antica e che può essere considerato il “filo rosso” della sua produzione.

Nella mostra, curata da Elena Magini, anche opere inedite legate all’interesse di Benassi per l’editoria e la produzione di libri; proprio da un lavoro editoriale in via di pubblicazione nasce la serie The Belt, progetto sul distretto industriale di Prato in collaborazione con l’Archivio Manteco, che oltre a essere esposto è protagonista delle affissioni pubbliche in città nei giorni precedenti alla mostra.

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica 277, Prato - gio-dom ore 12 -20 (apertura straordinaria mer 9 settembre) - 7 euro, rid 5 - www.centropecci.it - fino al 1° novembre 

God is Green e la Supercatastrofe

Da venerdì 9 a domenica 18 ottobre dieci giorni di installazioni, musica, testi e lecture all’insegna dell’ibridazione tra arte, architettura, editoria e scienza.

Parte God Is Green, realizzato e prodotto da NAM – Not A Museum, il programma d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi. SUPERCATASTROFE – Quali storie per la fine del mondo è il titolo di questa terza edizione curata da NERO, con la partecipazione di Medusa, Not, Parasite 2.0, Threes, Andreco, Clara Ciccioni, Federica Timeto e Miriam Tola.
Essa punta infatti a raccogliere e a mettere a confronto tra loro alcuni dei più interessanti esponenti tra artisti, pensatori, attivisti e operatori culturali che anche nel nostro Paese hanno cominciato a riflettere in maniera originale sull’Antropocene, l’era geologica irrimediabilmente segnata dalla presenza dell’uomo.

Programma:

SUPERCATASTROFE. Quali storie per la fine del mondo
Aperta al pubblico dal 9 al 18 ottobre | 1° piano B9 e basement di Manifattura Tabacchi
(ven-sab 19-24; lun-gio e dom 19-23 - Ingresso libero e contingentato)

Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto.
venerdì 9 ore 19.30 | Spazio Festa: Lecture con Clara Ciccioni, Federica Timeto e Miriam Tola
Il talk collega la nozione di Antropocene al pensiero di una delle principali teoriche del nostro tempo, la filosofa americana Donna Haraway (su prenotazione). In diretta streaming sulla pagina Facebook dell’evento.

 Future Climate
sabato 10 ottobre ore 18 | Spazio Festa: Lecture/performance di Andreco
La performance-lecture di Andreco ragionerà sulla relazione tra arte, scienza, ambiente e futuro nel pieno della crisi ambientale e pandemica (su prenotazione). In diretta streaming sulla pagina Facebook dell’evento.

Esposizione dei manifesti d’artista
Aperta al pubblico dal 9 al 18 ottobre | Atelier delle Residenze d’Artista
Alla presenza degli artisti venerdì 9 e sabato 10 ore 19-21 - Ingresso libero e contingentato

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Il Dante del Bronzino alla Certosa

In netto anticipo sul fitto programma di appuntamenti che nel 2021 celebreranno il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, nella suggestiva Pinacoteca della Certosa del Galluzzo, domenica 11 ottobre si inaugura la mostra …con altra voce ritornerò poeta. Il Ritratto di Dante del Bronzino alla Certosa di Firenze.

Ideata da Antonio Natali (già Direttore della Galleria degli Uffizi), con Alessandro Andreini, e organizzata sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Firenze dalla Comunità di San Leolino, dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dall’Opera di Santa Croce, la mostra propone in esclusiva l’esposizione del Ritratto allegorico di Dante Alighieri, dipinto nel 1532-1533 dal Bronzino e proveniente da una collezione privata fiorentina. 

Inaugurazione dalle ore 17 solo con prenotazione obbligatoria entro venerdì 9 ottobre scrivendo un’email a certosadifirenze.eventi@gmail.com e indicando per esteso i nomi dei partecipanti con un recapito telefonico, poi la mostra proseguirà fino al 31 dicembre.

Occasione imperdibile di ammirare un’opera poco visibile in un ambiente coinvolgente e storicamente attinente, sia di riscoprire il fascino della Certosa fiorentina in cui per quasi sette secoli arte e devozione, cultura umanistica e Fede si sono sedimentate rendendolo un luogo dove «Quella quiete, quel silenzio e quella solitudine» tanto cari a Pontormo, fanno pari con la bellezza e l’indubbio interesse che suscita. 

Certosa di Firenze - info 055 2049226 - tutti i giorni  ore 10-12 | 15-18 (lun e dom mattina chiuso) - 5 euro (compresa visita guidata della Certosa ore 10, 11, 15, 16 (e ore 17 fino al 25.10.2020) - www.certosadifirenze.it

Insieme. I bambini tornano a scuola

Bambini seduti su un prato verde, uno vicino all'altro come non accadeva da mesi, intenti ad ascoltare una storia letta dall’educatrice. Viste dall'alto le loro testine vicine sembrano quasi formare un sorriso. 

Il progetto, promosso e realizzato da Global Friends e dall'Istituto degli Innocenti, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, presenta dieci foto che raccontano il ritorno dei bambini da 0 a 6 anni ai servizi educativi all'infanzia del Polo Innocenti dopo il lockdown. Sestini li ha ritratti mentre giocano, ascoltano storie, disegnano, sognano a occhi chiusi o a occhi aperti, cogliendone, attraverso il suo obiettivo (che sia un 50mm o un drone), la spontaneità, la purezza, l'energia.

“Da queste foto e da questi sguardi abbiamo molto da imparare”, commenta Jacopo Storni, presidente di Global Friends, associazione che promuove scambi di lettere tra bambini italiani e bambini del Sud del Mondo per promuovere un’educazione alla diversità e alla multiculturalità non filtrata dagli adulti. “Nei giorni della paura di fronte alla pandemia, dell’agitazione per la riapertura delle scuole, i bambini hanno risposto nel modo migliore possibile, entrando in classe col sorriso sulle labbra, con forza d’animo e responsabilità. Impariamo da loro, ad essere migliori”.

Istituto degli Innocenti - piazza Santissima Annunziata, 13 - gio-lun 15-19 (chiuso mar e mer) - www.istitutodeglinnocenti.it - fino al 30 novembre

Tesori dalle terre d’Etruria

Per la prima volta dopo circa 150 anni, la collezione archeologica che fu del conte Napoleone Passerini (1862-1951) e della sua famiglia, interamente riunita nei suoi nuclei principali, in gran parte conservata nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ora completata da 82 pregiate antichità prevalentemente etrusche e greche, consegnate da una generosa donatrice fiorentina nel 2016 al Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze.

Il conte di nobile di stirpe cortonese, figlio del facoltoso Pietro Passerini da Cortona, oltre ad essere agronomo di chiara fama, fondatore e proprietario dell'Istituto Agrario di Scandicci, e aver selezionato la razza Chianina nelle sue fattorie in Val di Chiana, fu appassionato collezionista e fin dall’adolescenza radunò la straordinaria raccolta,  in parte ereditata dal padre, promuovendo scavi e acquistando capolavori.


I primi reperti provengono da una trentina di tombe etrusche con splendidi corredi, rinvenute nei suoi vasti possedimenti di Bettolle e di Sinalunga, e da una grande necropoli di 60 tombe della collina di Foiano della Chiana. Già nel 1877 la sua collezione annoverava almeno 400 vasi, senza contare ossi, avori, ferri, paste vitree, una ingente quantità di oggetti domestici e funerari in bronzo, suppellettili di ogni genere, vasi da dispensa e da commercio, orci da miele e vasi per derrate solide e liquide, molti dei quali con iscrizioni che contribuiscono in modo sostanziale ad accrescere le conoscenze sul lessico della lingua etrusca. Inoltre, il valore della collezione è straordinario perché proviene da un preciso e ben definito contesto territoriale e culturale, quello della Val di Chiana, da sempre cerniera fra i territori di Chiusi, Siena e Arezzo, del quale documenta aspetti di vita e cultura tra VII e I secolo a.C., in particolare quelli espressione dell'aristocrazia di Chiusi.

La mostra, curata da Mario Iozzo, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e da Maria Rosaria Luberto, archeologa della Scuola Archeologica Italiana di Atene, con il coordinamento generale di Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei della Toscana, espone ben 293 reperti, fra i quali spiccano vasi ateniesi di grande qualità, alcuni con iconografie rarissime, e uno dei più antichi e più importanti vasi etruschi dell’intera produzione a figure rosse, un grande vaso per mescolare l’acqua e il vino utilizzato nei simposi dell’aristocrazia etrusca dell’Ager Clusinus, il territorio dell’antica Chiusi. A questo si affiancano 18 ricordi e cimeli di Napoleone Passerini, tra cui persino la sua pipa personale, gentilmente concessi in prestito dai pronipoti. 

Museo Archeologico Nazionale

Piazza Santissima Annunziata, 9b - 055 23575 - gio 14-19; ven, sab e 1^ dom del mese 8.30-14 - 8 euro,  rid 2
 - fino al 30 giugno

Raffaello e Firenze

In occasione dell’anniversario della morte di Raffaello Sanzio (1520-2020), il Comune di Firenze e MUS.E, con il sostegno del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio e in collaborazione con il Palais de Beaux-Arts de Lille, organizzano la mostra Raffaello e Firenze, a cura di Valentina Zucchi e Sergio Risaliti.

L’esposizione, che prevede una fruizione in piena sicurezza anti-Covid, vuole valorizzare il periodo fiorentino dell’artista, ovvero gli anni in cui Raffaello, già munito di gloria e di onori, tra la fine del 1504 e l’inizio del 1505, si trasferisce nella capitale toscana e vi soggiorna a lungo, fino al trasferimento a Roma nel 1508. Ad attrarlo, il fervido clima fiorentino del primo Cinquecento, i cui episodi più brillanti sono attestati dalla colossale statua del David, appena posizionata in piazza Signoria, e dal cartone di Sant’Anna di Leonardo, ma anche dai meravigliosi lavori di Leonardo e Michelangelo per la sala del Maggior Consiglio del palazzo civico.

Al centro il Ritratto di giovane donna in busto, un prezioso disegno oggi al Palais des Beaux-Arts de Lille, risalente agli anni fiorentini di Raffaello ed emblematico dell’intenso dialogo intrattenuto con i grandi artisti incontrati in città, primo fra tutti Leonardo. Intorno all’opera, proiettato sulle pareti della Sala d’Arme, un racconto multimediale che ripercorre gli anni che hanno inciso profondamente sulla formazione dell’artista urbinate, introducendo significativi cambiamenti nel suo stile. Il fllmato, immersivo, è a cura di Valentina Zucchi e Art Media Studio e illustra la rete relazionale, politica e sociale, oltre che artistica, intessuta da Raffaello, raccontandone le vicende e mostrando i capolavori di quel periodo, come i Ritratti di Agnolo Doni e di Maddalena Strozzi e la Madonna del Cardellino, tuttora conservati a Firenze presso le Gallerie degli Uffizi. 

All’iniziativa si affiancheranno percorsi guidati nel centro storico, sui luoghi correlati al soggiorno del pittore, definiti d’intesa con l’Ufficio Patrimonio Mondiale dell’amministrazione civica, sempre in assoluta sicurezza: tutti i sabati e le domeniche alle 15, da sabato 7 novembre sino alla fine di dicembre (prenotazione obbligatoria al numero 055 2768224 o alla mail info@muse.comune.fi.it).

Palazzo Vecchio, Sala d’Arme - piazza Signoria - tutti i giorni 9-19, gio 9-14 - biglietto, incluso nell’ingresso a Palazzo Vecchio, 12,50 euro - www.musefirenze.it - fino al 31 dicembre

Rhizome, collettiva alla Galleria Poggiali

Da mercoledì 11 novembre la Galleria Poggiali di Firenze presenta Rhizome, una selezione di opere degli artisti della galleria che, sulla scia del concetto elaborato dai filosofi francesi Deleuze e Guattari di Rhizome, si interconnettono attraverso una relazione di carattere orizzontale priva della necessità di un centro, nella quale ogni elemento è funzionale al processo, priva di determinazioni gerarchiche proprie di un sistema verticale ad albero. 

Il percorso si apre con due lavori di Fabio Viale in marmo, assieme ad un Paesaggio Artificiale di Goldschmied & Chiari, un'opera realizzata fotografando in studio fumogeni colorati ed associandoli con vetro e superficie specchiante in un processo poeticamente e tecnicamente alchemico e performativo. Il filo conduttore del medium della fotografia prosegue attraverso l'esposizione di lavori di Slater Bradley e Grazia Toderi e scatti di Luigi Ghirri. La sezione si conclude con un'opera della serie Awakened di David Lachapelle.


In mostra anche Stella Africa del 1983, lavoro particolarmente iconico di Gilberto Zorio nel quale la stella in porcellana è adagiata su pelle nera; Claudio Parmiggiani, del quale – dopo l'ampia mostra in Galleria A cuore aperto a cura di Sergio Risaliti del 2019 - è selezionata una delocazione di tre metri che ha per soggetto la celebre libreria ed una carta di Eliseo Mattiacci, che era stata presente oltre che in Galleria, anche nella monumentale monografia "Gong" al Forte Belvedere di Firenze del 2018.

Insieme a queste opere a parete, appartenenti all'arte povera, trova posto, ancora di Claudio Parmiggiani, l'opera Senza Titolo: un'arpa di metà settecento con farfalle. E ancora, Enzo Cucchi, protagonista della Transavaguardia, la cui ossessione per la pittura, per Van Gogh, per i miti e per la tracimazione del perimetro della pittura, si manifestano nelle opere che associano, adesso in galleria, proprio la pratica della pittura al carbone ed alla ceramica. La parte finale della galleria è dedicata al ritorno alla pittura degli anni novanta con Luca Pignatelli, Manfredi Beninati e Prima di Prima di Marco Fantini, opera su tavola di grandi dimensioni che sintetizza la complessità iconografica dell'artista vicentino e che ne raccoglie le sfaccettature salienti.

Galleria Poggiali - via della Scala 35 Ar - 055 287748 - tutti i giorni 10-13/15-19, dom su appuntamento - ingresso libero - www.galleriapoggiali.com - fino al 25 gennaio

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