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Manifattura, Live Talk con Palazzo Strozzi

Un modo diverso di vivere e interagire con l'ambiente, la costruzione di una comunità consapevole, aperta alla collaborazione e intenzionata a cambiare le forme di mobilità e la relazione con il pianeta, un nuovo rapporto tra uomo e natura basato sulla sostenibilità.

Sono alcuni dei temi trattati mercoledì 13 maggio, alle ore 18.30,  dall'artista Tomás Saraceno attraverso una diretta Facebook sulla pagina di Manifattura Tabacchi, con Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi), Lisa Signorile (biologa e giornalista scientifica) e Stefano Mancuso (Direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale – LINV).

Al centro dell'incontro dal titolo AEROCENE: UN VIAGGIO NELLA NUOVA ERA, la necessità di superare l'Antropocene – il nostro presente, caratterizzato dall'impatto invasivo della specie umana sul pianeta e dallo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali – ma soprattutto la ricerca di soluzioni e la costruzione delle basi per inaugurare una nuova era, quella dell'Aerocene.

Tematiche come la sostenibilità, la relazione tra uomo e natura e la costruzione di comunità e di forme alternative di abitazione e di interazione, hanno fatto da motore alla collaborazione tra Manifattura Tabacchi e Palazzo Strozzi, nata in occasione della mostra Tomás Saraceno. Aria, che riaprirà a breve.

To Humans, from Florence

E' il nuovo progetto dello studio di comunicazione "Riprese Firenze", con il patrocinio del Comune di Firenze e il sostegno di Florence Convention & Visitors Bureau e di Toscana Promozione Turistica, pensato e realizzato come una  dedica di amore alla città, da condividere con il mondo. I videomakers hanno fatto le riprese nella città svuotata dall'emergenza sanitaria legata al Covid-19 e popolata solo dalle statue secolari a cui hanno dato la parola. 

GUARDA IL VIDEO:


Boboli a casa tua

Ancora oggi, come nel Settecento, lo splendido edificio rococò offre riparo invernale per gli agrumi, ed è uno dei luoghi simbolo di Boboli. A raccontarlo è la curatrice del Giardino, Bianca Maria Landi, che apre così anche il nuovo ciclo di video su Facebook in lingua inglese, a poco più di una settimana dall’inizio di quelli in lingua spagnola.  

Il tour virtuale celebra anche la prima Giornata Europea dei Giardini Storici, promossa dall’European Route of Historic Gardens.

Le iniziative social e green delle Gallerie degli Uffizi proseguono poi anche su Instagram con un post dedicato al Giardino delle Camelie: Con una collezione di oltre 60 cultivars (quasi tutte della specie Camelia japonica), si tratta di uno dei pochissimi giardini ad aver conservato il suo disegno originale: è un’area stretta e lunga che si sviluppa lungo l’ala meridionale di Palazzo Pitti, e che si può vedere dal plateau davanti alla Palazzina della Meridiana, guardando verso nord.

In occasione della Giornata Europea dei Giardini storici vengono presentati anche altri quattro video che a partire dal 30 aprile andranno in onda ogni giovedì sempre su Facebook.
Il giardiniere Gianni Simonti racconta la tradizione del cotto dell’Impruneta, usato per le nuove “conche” (i vasi) degli agrumi medicei. Una delle iniziative incluse nel progetto Primavera di Boboli, finanziato dalla Maison Gucci, infatti, ha previsto la produzione della nuova vaseria per questa sezione storica. La collezione di agrumi infatti, uno dei vanti del Giardino, è tra le più grandi e rilevanti d’Europa con più di 500 piante in vaso e circa 60 varietà di cui 30 antiche, già coltivate all’epoca dei Medici.


Quel che manca di noi

Valentina Ferrara è una stilista-artigiana, una di quelle donne che possiedono un’arte, che sanno fare un mestiere. Ha vissuto in prima persona gli anni del declino della Prato capitale dell’industria tessile ed è li che ha compreso cosa era stata la grandezza del lavoro in quella zona.

Oggi, con le attività chiuse e la grave crisi che incombe a causa del Coronavirus, rivive quel declino e ci racconta perché si è innamorata di quei luoghi tristi, forse un po’ lugubri, i capannoni e le zone industriali della piana tra Firenze e Prato. Luoghi che apparentemente poco hanno a che fare con la bellezza accecante e fiera di Firenze. 

Ma forse oggi Firenze (o l’Italia?), svuotata dal chiasso dei turisti e con le saracinesche abbassate, guarda a quei luoghi del saper fare, un tempo cuore pulsante dell’eccellenza produttiva di questo paese, con un pizzico di malinconia e perché no, di rimpianto...

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Premio Gregor von Rezzori

Si sarebbero dovuti ritrovare a Firenze da martedì 26 a giovedì 28 maggio per una serie di incontri con i lettori e con i loro traduttori, al termine dei quali durante una cerimonia a Palazzo Vecchio sarebbe stato proclamato il vincitore del Premio Gregor Von Rezzori - Città di Firenze.

Purtroppo quest’anno a causa delle drammatiche circostanze che hanno toccato tutti il premio si svolgerà solo online, un modo per riaffermare ancora una volta il valore della letteratura.

Gli appuntamenti del Festival si svolgono sul sito de La Compagnia, la Casa del Cinema della Regione Toscana, e successivamente sui canali social del Premio e sul canale YouTube della Santa Maddalena Foundation di cui ricorre il ventennale.

Tra gli ospiti, oltre ai finalisti, ci sono l'attore Fabrizio Gifuni che legge brani da "Cime Tempestose" con interventi di Andrea Landolfi e Monica Pareschi, vincitrice del Premio Gregor von Rezzori per la traduzione del romanzo di di Emily Brontë (Einaudi). L'attore Ralph Finnies legge invece brani dal film "Wuthering Heights" (1992) di cui fu protagonista. 

I cinque finalisti sono:
Rawi Hage con 'Il gioco di De Niro' (Playground), tradotto da Anna Tagliavini
Khaled Khalifa con 'Morire ė un mestiere difficile' (Bompiani), tradotto da Maria Avino
Philippe Lançon con 'La traversata' (Edizioni E/O), tradotto da Alberto Bracci Testasecca
Richard Powers con 'Il sussurro del mondo' (La Nave di Teseo), tradotto da Licia Vighi
Samanta Schweblin con 'Kentuki' (Sur), tradotto da Maria Nicola.


Kevin Francis Gray, la mostra

Il profondo legame tra Kevin Francis Gray e il territorio toscano è testimoniato dai lunghi anni di collaborazione tra l’artista e gli studi di lavorazione dei marmi di Pietrasanta. Ma è per la prima volta che l’artista espone le proprie opere sul territorio fiorentino, alla ricerca di un dialogo diretto con i grandi maestri del passato.

Oltre venti lavori realizzati con diversi tipi di marmo: statuario, di Carrara, bardiglio, marquina oltre ad un’opera in bronzo. La devozione dell’artista nei confronti dell’arte del passato è testimoniata non solo dall’uso dei materiali, ma anche da quell’amore nei confronti dell’effimero, delle pose classiche e dei soggetti come magicamente avvolti da un velo atemporale. Allo stesso tempo le statue rivelano però la loro natura più contemporanea: l’uso del non finito, la distorsione dei tratti somatici o la loro velatura ci mettono in contatto con la parte più umana e allo stesso tempo misteriosa del lavoro di Gray. 

Promossa dal Comune di Firenze, è organizzata da Mus.e in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary, grazie al supporto di Moaconcept, la mostra è curata da Antonella Nesi.

Museo Stefano Bardini - Via dei Renai, 1 - Orario mostra (giugno): sab, dom, lun 15-20 - biglietti 7 euro, rid 5.50 con prenotazione obbligatoria sul portale - fino al 21 dicembre

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