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ATT, Uova di Pasqua a Domicilio

La tradizionale Campagna di Pasqua quest'anno non si svolge con le tradizionali postazioni di piazza ma è possibile ordinare per email le Uova e i coniglietti di cioccolato, che possono essere ritirati presso le sedi ATT o consegnati a domicilio.

In questa Pasqua così particolare, regalare un Uovo ATT è ancora più importante. L’Associazione Tumori Toscana sta affrontando questo difficile periodo accanto ai malati di tumore e in questi giorni si è verificato un notevole aumento delle richieste di assistenza. La casa, infatti, in queste circostanze è il luogo di cura ideale per i malati oncologici che sono più esposti essendo più deboli. Ciò rappresenta un notevole vantaggio anche per gli ospedali, soprattutto in un momento come questo in cui mancano i posti letto. Con un piccolo gesto potrete aiutare i malati di tumore e donare a tutti un messaggio di speranza.

Per ordinare i prodotti ATT è necessario inviare un’email a silvia.celli@associazionetumoritoscana.it per la sede di Firenze e/o  all’indirizzo francesca.magnani@associazionetumoritoscana.it per la sede di Prato e Pistoia – e per conoscenza sempre anche alll’indirizzo amministrazione@associazionetumoritoscana.it indicando tipologia e quantità di prodotti richiesti ed eventuale indirizzo di spedizione.

I prodotti si possono ritire presso le sedi ATT di Firenze (Via B. Varchi 63) e di Prato (Via S. Nicastro 10) o consegnati a domicilio da ATT nella data concordata al momento dell’ordine. Spese di spedizione da concordare al momento dell’ordine.

La ricevuta sarà emessa da ATT secondo i dati comunicati per email, a seguito della conferma dell’avvenuta ricezione.

Il pagamento deve essere effettuato:
Per la consegna a domicilio, a vista ricevuta tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate:
c/c intestato a Associazione Tumori Toscana
c/o
Banca Intesa per donazioni sede di Firenze
IBAN: IT 20 I 03069 02898 000000001700

Banca Intesa per donazioni sede di Prato – Pistoia
IBAN: IT 42 P 03069 21532 100000000236

Causale: Pasqua ATT 2020 – n° ricevuta

Per il ritiro presso le sedi ATT, a vista ricevuta tramite contanti o poss.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
Silvia Celli ATT Firenze, Tel. 055 24 66 666
Francesca Magnani ATT Prato – Pistoia, Tel. 0574 57 08 35
associazionetumoritoscana.it 

Da lunedì 20 aprile obbligo di mascherine in giro

Dopo l'annuncio del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dell'obbligo di indossarle, il primo contingente di mascherine proveniente dalla Cina per la Regione Toscana e stoccato a Calenzano nei magazzini della Protezione civile della Città Metropolitana è in fase di consegna a ogni provincia toscana da parte della Prociv della Metrocittà in collaborazione con la Regione.

Entro venerdì 18 aprile, assicurano, le mascherine saranno date anche a tutti i cittadini dei Comuni del territorio metropolitano fiorentino. 

Sono circa 1 milione per la Città Metropolitana di Firenze e vengono distribuite gratuitamente, porta a porta, a tutti i cittadini, in quantità diverse a seconda del numero di componenti del nucleo familiare e comunque non meno di 2 a persona. Dato il numero ingente di famiglie, potranno passare alcuni giorni prima di riceverle ma il Comune assicura che arriveranno a tutti. 

Gli operatori della Protezione civile metropolitana sono impegnati 24 h nell'operazione e potranno anche rendersi disponibili a supporto della distribuzione diretta.

Emergenza Teatro, l'appello delle compagnie toscane

"In questa criticità, di cui è inutile ricordare la drammatica emergenza, le compagnie di teatro e di danza della Toscana intendono riaffermare il loro ruolo nell’intero sistema teatrale nazionale, rivendicando la preziosità di un contributo che è oggi un tassello indispensabile alla diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo verso diverse generazioni di spettatori.



Le compagnie progettano e fanno piani di distribuzione in assoluta autonomia, reperiscono risorse finanziarie e umane suggerite dalla propria storia, dalle esperienze individuali e collettive dei nuclei che esse rappresentano. Sono “laboratori”, nuclei in ascolto e in movimento, centri di pensiero. La loro identità è "artigianale”, hanno scarso peso industriale, sono imprese fragili come le antiche botteghe dei mestieri.



Questa epidemia arriva dopo una pesantissima crisi economica che ha prosciugato le casse degli Enti locali, e di conseguenza la tenuta di teatri, rassegne, festival; i più deboli sono scomparsi, i più forti drasticamente ridimensionati. Questo ha significato un forte calo della circuitazione degli spettacoli, almeno dal 2011, che ha penalizzato soprattutto il teatro d’arte e le compagnie indipendenti.



È impossibile calcolare ora questo ulteriore danno e la ricaduta su strutture senza protezioni, che vivono della propria capacità di proposta; un danno che non investe solo il 2020 già compromesso, ma impatta in tutto il 2021, per la natura stessa del processo produttivo di una compagnia.



Al di là delle centinaia di repliche saltate fino al 13 aprile (ma quando finirà l’emergenza?), come calcolare il danno subito dalla cancellazione di spettacoli non solo per la questione economica immediata, ma anche perché alla loro effettuazione era legata la promozione per la stagione ventura? O lo spostamento – comunque auspicabile – di repliche e progetti verso l’autunno, impegnando periodi già destinati ad altri lavori? Oppure il fatto di non poter provare in questo periodo spettacoli che avrebbero debuttato e poi girato nei circuiti teatrali il prossimo anno? E che dire poi di tutte quelle attività che non sono immediatamente produttive, ma costituiscono la linfa vitale di molte compagnie? Che ne sarà delle centinaia di ore di laboratorio – per artisti, dilettanti, scuole – che sono saltate?



A fronte di tutti questi impegni, già contrattualizzati, molti hanno già perso il lavoro, molte compagnie avevano attivato fidi e anticipazioni bancarie, prassi purtroppo necessarie alla sopravvivenza... Che accadrà ora? Un’intera categoria rischia di andare sul lastrico, ed è un paradosso, perché sono i soggetti che salgono sul palco, la colonna portante del sistema teatrale. E - in questo caso – si tratta delle compagnie di teatro e di danza selezionate dalla Regione Toscana per la loro eccellenza produttiva, e quindi i portatori dell’identità artistica stessa della nostra regione nell’Italia e nel mondo.



Già in molti hanno redatto e sottoscritto appelli per gli artisti e gli operatori della cultura, a partire dal Presidente della Repubblica fino agli Assessori alla cultura delle grandi città, che sottolineano come per non distruggere "un tratto distintivo dell'Italia e una risorsa fondamentale del Paese" occorre “dichiarare lo stato di crisi per l'intero settore culturale pubblico e privato, ed emanare norme specifiche per autorizzare gli Enti Locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l'erogazione di contributi alle attività culturali”.



In tempi straordinari occorrono impegni e progetti straordinari da elaborare unitariamente, prefigurando nuovi scenari per il dopo emergenza. È una esortazione che rivolgiamo prima di tutto alla nostra Regione, agli altri comparti del Sistema Teatrale Toscano che già si sono espressi - dai Teatri Stabili alle Residenze - e a tutte le istituzioni pubbliche e private: apriamo dei tavoli di confronto, e approfittiamo di un anno che si prefigura forzatamente “sabbatico” per far fronte all’emergenza e per rafforzare un lavoro di coordinamento, di studio e di analisi che manca da molto tempo.



Le compagnie di teatro

@Accademia dei Perseveranti, Accademia Mutamenti, Arca Azzurra Produzioni, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Compagnia Tpo, EmmeA' Teatro, ErreTiTeatro30, Esecutivi per lo spettacolo/ Claudio Morganti, FOSCA, Gli Omini, Gogmagog Teatro, #ISacchidiSabbia, Pupi di Stac, Sotterraneo, Teatro C'art, Teatro Del Carretto, Teatro dell'Elce, Guascone Teatro, Teatro Insonne


Le compagnie di danza

Adarte Compagnia, KAOS Balletto di Firenze, Nuovo Balletto di Toscana - BDT, CAB 008, Motus Compagnia, Compagnia Simona Bucci, Kinesis Contemporary Dance Company, Compagnia Opus Ballet Compagnia Xe diretta da Julie Ann Anzilotti, Zaches Teatro



Grazie a Sergio Staino per l’immagine creata per l’Appello delle Compagnie toscane

Un Selfie per il Politeama

Il Teatro Politeama Pratese lancia una nuova campagna social, #ioxilpoliteama, entra a far parte della #politeamacommunity con un tuo selfie, basta postarlo sulla pagina fb del teatro.

L'obiettivo di questa nuova campagna - così come per le altre #mipiacerebbe e #mipiacerebbevedere - è quello di creare un rapporto privilegiato con tutte le persone che amano il Teatro Politeama Pratese e vogliono partecipare alla definizione del suo futuro con idee, contributi e perché no, con un proprio autoritratto fotografico che diventerà il soggetto di una grande mostra nel foyer, appena sarà possibile rivederci tutti in teatro.

Continuano inoltre le dirette Instagram, condotte dal giornalista Azelio Biagioni, tutte le sere dalle 19, dove personaggi del mondo dello spettacolo, dell'arte, della cultura, della musica si raccontano. Parlano di teatro, di curiosità legate alla loro carriera, dei loro progetti. Regalano qualche perla, brevi e preziosi camei come il monologo sul "naso" dal Cyrano de Bergerac, recitato da Claudio Pinto Kovačević, primo attore della Compagnia Italiana di Operette o i brani suonati al pianoforte da Giulia Mazzoni, Giocando con i bottoni o tratti da Room 2401, uno dei suoi ultimi album.
Ecco alcuni dei prossimi ospiti d'eccezione: l'attore comico Maurizio Casagrande; l'attrice Daniela Morozzi; il pirotecnico Dario Cecchini, "il macellaio-poeta di Panzano più famoso del mondo", protagonista nella sesta serie del fortunato 'Chef's Table' su Netflix; il nostro Lorenzo Branchetti che viene da Arteinscena, la scuola di Musical del Politeama, noto per essere Milo Cotogno, il mitico folletto della Melevisione; l'elegantissima Drusilla Foer e molti altri ancora...

Per informazioni: Tel 0574 603758 o e-mail: teatro@politeamapratese.com

Orchestra da Camera Fiorentina online

In attesa della nuova stagione, alle ore 18 sulla pagina Facebook dell’Orchestra da Camera Fiorentina, l’iniziativa #IOSUONODACASA:

Mercoledì 29
 aprile torna in video il concerto dei pianisti Giselle e Fabio Witkowski a Palazzo Medici Riccardi.

Venerdì 1° maggio il “Triplo concerto per pianoforte, violino e violoncello” di Ludwig van Beethoven, solisti Giovanni Sollima al violoncello e Giuseppe Andaloro al pianoforte.

I Ristoratori Toscana scendono in piazza

Appuntamento lanciato dal combattivo gruppo FB Ristoratori Toscana (oltre 7500 iscritti guidati da Pasquale Naccari della Pizzeria "Il Vecchio e il Mare" di Firenze) per ribadire le istanze promosse sin dall’8 marzo.

 

In particolare le richieste sono concentrate su:

-                 Tutela per i dipendenti: la maggior parte non ha ricevuto la cassa integrazione.

-                 Assenza di linee guida per la ripartenza  (su come aprire in piena sicurezza): si parla di date ma non viene fatto riferimento specifico al COME. L’unica regola certa è che hanno attributo ai titolari delle attività una responsabilità penale per l’eventuale contagio dei dipendenti alla quale i Ristoratori Toscana si oppongono fermamente.

-                 Assenza dei sostegni “promessi” dalle istituzioni: tutte le nostre richieste presentate formalmente sono rimaste inascoltate e i sostegni previsti sono inadeguati e insufficienti (in allegato i documenti inviati formalmente al Comune e alla Regione)

-                 Sarà esposto il cartello in solidarietà ai colleghi di Milano.


I ristoratori Toscana si dissociano da ogni strumentalizzazione politica o associazionistica riferita all’iniziativa e ribadiscono: “ la nostra è una passeggiata spontanea organizzata per noi e i nostri dipendenti, del tutto pacifica e ci impegneremo al massimo perché avvenga tutto nel rispetto delle regole imposte dai DPCM”.

 

Ecco nel dettaglio le istruzioni da seguire per chi volesse aderire.

 

-                 LA PASSEGGIATA DIMOSTRATIVA VUOLE SVOLGERSI IN COMPLETA SICUREZZA, NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE, DELLA SALUTE DI TUTTI E SENSO CIVICO.  Queste le linee guida per chi vorrà partecipare: RICORDIAMO A TUTTI CHE L’EVENTO DOVRA’ SVOLGERSI IN COMPLETA SICUREZZA,

NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE, DELLA SALUTE DI TUTTIE SENSO CIVICO.SIETE, PERTANTO, TUTTI INVIATI A RISPETTARE LE SEGUENTI ISTRUZIONI.

 

- INDOSSATE (OBBLIGATORIO): GUANTI E MASCHERINE NONCHE’ INDUMENTI DALAVORO (CHE RISPECCHI LA VOSTRA OCCUPAZIONE) E/O SIMBOLI DELLA PROPRIAAZIENDA

 

- RISPETTATE UNA DISTANZA DI ALMENO 2,00 MT. – A TAL RIGUARDO EVIDENZIAMOCHE LA CAMMINATA AVRA’ INIZIO IN P.ZZA DUOMO E TERMINERA’ IN P.ZZA DELLASIGNORIA A FIRENZE (PASSANDO DA VIA CALZAIUOLI).L TERMINE DELLA CAMMINATA (P.ZZA DELLA SIGNORIA) SIETE CALDAMENTEINVITATI A NON CREARE ASSEMBRAMENTI (E RISPETTARE LE MISURE DI SICUREZZASOPRA RICHIAMATE), PERTANTO LADDOVE LO “SPAZIO” NON CONSENTA IL RISPETTO DELLA DISTANZA DI SICUREZZA MINIMA (V.D. SOPRA) LE PERSONE POTRANNO (E DOVRANNO) “DISTRIBUIRSI” IN VIA CALZAIUOLI E (A SEGUIRE) PIAZZA DUOMO).

 

- SE POSSIBILE SEDUTI A TERRA SU DEGLI ASCIUGAMANI E/O TAPPETTINI (AL FINE DIEVITARE DI ENTRARE IN CONTATTO DIRETTO CON L’ASFALTO) SEMPRE RISPETTANDOLE DISTANZE DI SICUREZZA. RESTA INTESO CHE IN CASO DI PIOGGIA E/O IN ASSENZADELLE DOVUTE PRECAUZIONI IN MATERIA SANITARIA, RESTEREMO TUTTI IN PIEDI.E’ SEVERAMENTE VIETATO ASSUMERE ATTEGGIAMENTO VIOLENTO, NONCHE’CANTARE E/O URLARE.

 

Ufficio stampa Ristoratori Toscana : Valentina Paolini paolinivale@gmail.com 339.8434196

                                               

 

 

Danza, lettera aperta delle Scuole della Toscana

Rossana Brocanello di Centro Opus Ballet di Firenze ha voluto farsi promotrice di una lettera aperta indirizzata alle istituzioni fiorentine e toscane per far presente ai nostri rappresentanti la difficile situazione che le scuole di danza stanno vivendo e la necessità di attuare al più presto misure di economico e organizzativo, oltre ad un’indicazione sui tempi e modalità condivise per la futura riapertura. La lettera aperta è stata sottoscritta da più di sessanta scuole di danza della Regione Toscana, consapevoli che solo un’azione comune può dare voce alle istanze di un intero settore dell’economia, dello sport e della cultura italiana.

Siamo felici che il nostro appello sia stato prontamente recepito dall’Assessore allo Sport del Comune di Firenze, Cosimo Guccione, che ha voluto immediatamente organizzare un incontro in video conferenza con una rappresentanza delle scuole fiorentine, per meglio approfondire criticità, suggerimenti e ipotesi per un percorso di confronto concreto e costruttivo. Speriamo che altre istituzioni a livello regionale e nazionale possano seguire il suo esempio.

LETTERA APERTA DELLE SCUOLE DI DANZA TOSCANE

NON VOGLIAMO SMETTERE DI DANZARE!


“Le scuole di danza della Regione Toscana vogliono unire le proprie voci per portare all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza la grave situazione che l’intero settore sta vivendo in questo momento.

 Liliana Cosi, nel suo accorato video messaggio pubblicato da Ansa in questi giorni, ha ben illustrato la situazione drammatica che stanno vivendo le migliaia di scuole di danza italiane, di cui noi, sottoscrittori della presente, rappresentiamo solo una piccola parte, situazione che, ad oggi, non sappiamo se e come si risolverà.


Vogliamo ribadire il ruolo delle scuole di danza come centri di formazione che, al pari di qualunque società sportiva, fungono da essenziali presidi di riferimento per il territorio, occupandosi di promuovere l’attività fisica, il lavoro di squadra e le buone pratiche per la salute, diventando importanti spazi di cultura, di aggregazione e di socialità.
 Inoltre esse si occupano della formazione artistica e professionale dei giovani aspiranti ballerini i quali, per la maggior parte, muovono i primi passi proprio in strutture come la nostra. In questo senso il rapporto con il mondo della cultura e del lavoro è inscindibile, tessendo una vera e propria rete di relazioni con teatri, festival, compagnie.



Le scuole di danza sono per lo più imprese private che non ricevono finanziamenti pubblici, che si sostengono esclusivamente con le quote di iscrizione degli allievi, oltre naturalmente con l’impegno e il lavoro di persone che hanno dedicato la loro vita a questa forma d’arte. Siamo un intero comparto dell’economia nazionale che paga affitti, utenze e manutenzione di immobili e sale, garantisce occupazione ad un numero enorme di insegnanti, istruttori sportivi e personale amministrativo, collabora strettamente con le realtà culturali del territorio, organizza fiere, eventi, concorsi, spettacoli.

 Tutto questo, nel giro di pochi giorni, è stato letteralmente azzerato!

 Su tutti i giornali si pubblicano ipotesi in merito ai tempi di riavvio delle varie tipologie di impresa. Le palestre (a cui le scuole di danza sono assimilate) spesso non sono citate, o, nei casi più ottimisti, vengono indicate come probabili aperture i mesi di settembre o ottobre. Manca ancora una definizione precisa di un’orizzonte temporale cui riferirsi, per non parlare delle modalità della ripresa. Questa incertezza, questa continuo slittamento delle date previste per la riapertura, è di certo dovuto alla difficoltà di dare risposte ad una situazione eccezionale e mai affrontata finora. Ma a che prezzo? Al prezzo del fallimento di un intero settore dell’economia italiana, con le società costrette per mesi a sostenere le spese di funzionamento di impianti deserti, senza poter contare su nessun tipo di introito e con il timore di non poter tornare più ai livelli di prima? Al prezzo della perdita di decine di migliaia di posti di lavoro? 

Quanto potremo durare infatti in queste condizioni, in attesa di un’indicazione chiara che ci dica cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?


Chiediamo, almeno, la possibilità di ripartire definendo delle “modalità di cautela” umanamente ed economicamente sostenibili, anche a costo di rischiare un temporaneo snaturamento di un’attività che per sua essenza prevederebbe la vicinanza fisica delle persone, il lavoro di gruppo, la condivisione degli spazi. Purtroppo le misure di sostegno varate finora dal Governo non offrono soluzioni sul lungo periodo, ma solo, ancorchè in modo solo parziale, tamponano l’emergenza in atto.

 Noi naturalmente esprimiamo tutto il nostro sostegno alle istituzioni regionali e nazionali per il difficile lavoro che stanno svolgendo a sostegno dei cittadini e delle imprese duramente colpiti dall’emergenza. Sappiamo bene che il futuro sarà difficile e incerto per tutti, che andiamo incontro a enormi sacrifici e che ognuno di noi dovrà contribuire come può e fare fronte comune.

Aspettiamo però con fiducia un segnale che chi ci amministra ha a cuore anche la nostra sorte. Uniamo, quindi, la nostra voce a tutti i professionisti del settore che in questi giorni stanno chiedendo considerazione e soprattutto risposte con un’unica grande certezza nel cuore: non vogliamo smettere di danzare per sempre!!”

Le scuole di danza
Centro Opus Ballet ssd (Firenze)

1 – A.S.D Lisette dance Studio (Firenze)

2 – Il delta della Luna (Firenze)

3 – Off Musical (Firenze)

4 – ASD artedanza (Firenze)

5 – Danza nel Mondo (Siena)

6 – ASD Club 85 (Calenzano)

7 – Time out ballet (Firenze)

8 – Kaos Dance Project (Viareggio)

9 – Centro Studi Danza (Grassina)

10 – Nijinsky (Firenze)

11 – Hidron (Prato)

12 – Centro Danza Oniris (Firenze)

13 – Sfa scuola di formazione (Firenze)

14 – Motus Centro Danza (Pistoia)

15 – Accademia Danza Città (Prato)

16 – Planet Dance (Cecina)

17 – Danzarmonia

18 – Asd Fit Village Urban Dance (Firenze)

19 – A.s.d Open Dance (Firenze)

20 – ASD Academy Ballet (Prato)

21 – A.S.D. ELBA DANZA (Portoferraio)

22 – Kronos Danza e Benessere (Firenze)

23 – Immagine Danza (Firenze)

24 – Curiel Danza (Pontassieve)

25 – Accademia di danza Città di Scandicci SSD (Scandicci)

26 – Open Dance (Firenze)

27 – PGS FANTASIA ACCADEMIA DANZA a.s.d. (Firenze)

28 – One Step Dance Academy asd (Bagno a Ripoli)

29 – AlambradoDanza (Firenze)

30 – Centro Danza Coppelia (Firenze)

31 – Danzarmonia ASD

32 – Asd Double Step (Greve in Chianti)

33 – Myosotis dans academy (Montelupo Fiorentino)

34 – Asd Stella Danzante (Firenze)

35 – Lyricdancestudio a.s.d. 

36 – Opusdanza (Prato)

37 – Obiettivo danza A. S.D. (Gambassi Terme)

38 – Ateneo della danza scsd arl (Siena)

39 – CENTRO STUDI DANZA INCISA SSD a RL (Incisa)

40 – Ass. Culturale Professione Danza & Spettacolo (Calenzano)

41 – Dance Performance ASD – Accademia del Teatro Manzoni (Firenze)

42 – Giovanna Benetti insegnante UISP

43 – ASD LAB (Firenze)

44 – Il Ritmo del Caribe a.s.d (Rufina)

45 – CENTRO DANZA CHIANTI Arca Azzurra Formazione (San Casciano Val di Pesa)

46 – A. C. Accademia Internazionale Coreutica (Impruneta)

47 – Artis’t Fornoli (Bagni di Lucca)

48 – Devil’s Rock Academy (Sesto Fiorentino)

49 – Scuola Danza Salvetti (Firenze)

50 –A.S.D. SCUOLA DANZA SAN GIMIGNANO

51 – Enars Ballet (Montelupo)

52 – Centro Studio Danza (Castelnuovo di Garfagnana)

53 – ASD BALLET CENTRE (Firenze)

54- Esperidi centro danza asd (Scandicci)

55 – Dream Dance Studio (Torre Del Lago Puccini)

56 – Kaos Professione Danza (Firenze)

57 –AC Balletto di Firenze

58 – Dance Art Studio (Sarzana)

59 – Scuola di danza Hamlyn (Firenze)

60- Simondancestudio Asd (Empoli)

61 – Danzarte a.s.d (Agliana)

62 – A.S.D. Ballet Centre (Firenze)

63 – Talent Academy ASD (Figline Valdarno)

64 – Armonia danza arte e movimento (Capannori)

65 – Max Ballet Academy (Firenze)

13 cose che si possono fare (e non fare) dal 4 maggio

La disciplina in una terza ordinanza, la n. 50. Si può andare nelle seconde case per manutenzioni, ma da soli e con rientro in giornata. I generi di cui è autorizzata la vendita possono essere acquistati nel territorio della propria provincia:

1 - SECONDO CASE - Si comincia con una norma più restrittiva rispetto a ciò che è previsto a livello nazionale e che riguarda le seconde case. Il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza è consentito solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia. Non è, pertanto, consentito il rientro in Toscana verso le seconde case utilizzate per vacanze.
Per chi risiede in Toscana è possibile raggiungere le seconde case, i propri camper, roulottes o altri manufatti per svolgere attività di manutenzione e riparazione. Lo spostamento deve essere esclusivamente individuale (quindi non familiare) e limitato al territorio regionale con obbligo di rientro in giornata presso l’abitazione abituale.

2 - ACQUISTI SOLO NELLA PROPRIA PROVINCIA  - I generi di cui è autorizzata la vendita secondo il decreto del Presidente del consiglio del 26 aprile possono essere acquistati all'interno del territorio della propria provincia di residenza.

3 - ATTIVITA' SPORTIVA -  Può essere svolta, solo individualmente, ma spostandosi all'interno dell'intero territorio regionale e con propri mezzi di trasporto e rientrando a casa in giornata. I minori o i soggetti non completamente autosufficienti possono essere accompagnati da una persona. La distanza interpersonale da rispettare è di almeno 2 metri.

4 - ATTIVITA' MOTORIA - E' possibile l'attività motoria, a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro alla propria abitazione, senza uso di altri mezzi di trasporto. Nel caso di residenti nella medesima abitazione e di minori o persone non completamente autosufficienti accompagnati, non è necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri.
Per ogni altra attività diversa da quella sportiva valgono le disposizioni nazionali riguardo all’obbligo di indossare la mascherina nel caso non sia possibile mantenere la distanza di almeno un metro. Per una migliore tutela della salute propria e della collettività, negli spazi aperti, in presenza di più persone, si consiglia di indossare comunque la mascherina e di mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,8 metri.

5 - ATTIVITA' AGRICOLE - Anche le attività agricole e la selvicoltura sono permesse, e l'ambito è quello regionale. Occorre però che lo si faccia in un appezzamento agricolo o forestale di proprietà, con un solo spostamento al giorno e il rientro in giornata presso la propria abitazione. Le attività da svolgere devono limitarsi a quelle per la tutela delle specie vegetali, degli animali allevati, e per il taglio del bosco.

6 - ADDESTRAMENTO CAVALLI E CANI - E' consentito l'addestramento e l'allevamento di cavalli e cani, all’interno del territorio regionale e con obbligo di rientro in giornata presso la propria abitazione.

7 - TOELETTE ANIMALI - L’attività degli esercizi di toelettatura di animali è permessa, nel rispetto delle disposizioni di prevenzione e tutela collettiva previsti dall’ordinanza regionale 48/2020, previa prenotazione del servizio e garantendo idonee misure di sicurezza anche per quanto attiene la consegna e il ritiro dell’animale.

8- BARCHE E PESCA AMATORIALE - L’uso di imbarcazioni per attività sportiva e per la pesca amatoriale è consentito ad un massimo di due persone con rientro all’ormeggio in giornata.

9 - MANUTENZIONE E RIMESSAGGIO - Sono consentite tutte le attività necessarie a garantire la filiera della manutenzione e rimessaggio delle imbarcazioni da diporto quali ad esempio l'alaggio delle imbarcazioni o lo spostamento al cantiere all'ormeggio e viceversa.

10 - RISTORAZIONE: SOLO ASPORTO - La ristorazione con consegna a domicilio è permessa nel rispetto delle norme igienico-sanitarie per l’attività di confezionamento e di trasporto. Lo stesso vale per la ristorazione con asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e da parte delle attività artigiane alimentari. Si raccomanda che la vendita avvenga previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamento, dilazionati nel tempo, e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce, con divieto di ogni forma di consumo sul posto.

11 - AGRITURISMI - Anche le aziende agrituristiche autorizzate possono somministrare alimenti e bevande alle medesime condizioni.

12 - CALZATURE PER BAMBINI - E' consentita la vendita delle calzature per bambini sia all’interno dei negozi specializzati in abbigliamento per bambini che nei negozi che commercializzano calzature per bambini.

13 - BENZINAI - Gli impianti di distribuzione carburanti che funzionano con la presenza del gestore possono derogare dall'obbligo di presenza nelle fasce orarie di garanzia.

Ristoranti e alberghi: la soluzione svizzera

In Svizzera hanno già stipulato un piano ben delineato per far riaprire le attività di ristorazione. Poche regole chiare e facilmente applicabili…

Il piano di protezione vale per i servizi di ristorazione ad eccezione dei pasti nelle scuole obbligatorie, per le quali vale un relativo piano. Le misure devono essere attuate da tutte le aziende con controlli effettuati dalle autorità cantonali. Le aziende possono decidere di integrare tali misure con ulteriori provvedimenti specifici a seconda dell’attività. Le linee guida legali in materia di igiene e protezione attualmente vigenti devono continuare a essere rispettate (ad es. nel settore delle derrate alimentari e per la protezione della salute dei collaboratori).

I “PRINCIPI FONDAMENTALI” - Tra i gruppi di ospiti vanno rispettate le seguenti distanze: 2 metri di distanza in senso anteriore e laterale con disposizione fianco a fianco; in senso posteriore, 2 metri di distanza tra i bordi dei tavoli, con disposizione a spalle voltate. Le distanze di sicurezza vengono meno qualora i gruppi di ospiti siano separati da pannelli. 

Nel servizio si raccomanda vivamente una distanza minima di 2 metri. L’azienda deve verificare le misure organizzative per garantire che questa distanza possa essere rispettata (ad es. tavoli o carrelli di servizio, stazioni di prelievo, servizio al banco). Se questa distanza minima non può essere garantita, l’azienda deve proteggere il personale mantenendo al minimo l’esposizione delle persone grazie alla riduzione della durata del contatto e/o tramite l’attuazione di misure di protezione adeguate.

Se la distanza di 2 metri risulta inferiore in servizio, anche per un breve periodo di tempo, si raccomanda vivamente − seppur non sia obbligatorio − di indossare una mascherina igienica (ad es. mascherine chirurgiche) o una visiera di protezione. L’azienda deve mettere i collaboratori in condizione di lavorare con le mascherine igieniche o le visiere di protezione qualora lo desiderino. L’azienda può vietare l’uso di una particolare mascherina igienica o di una visiera di protezione solo se il prodotto è relativamente vistoso e sono disponibili mascherine igieniche o visiere di protezione alternati.

PER I CLIENTI - Le attività che impiegano tavoli molto lunghi (ad es. tavoli da banchetto, ristoranti con nastro trasportatore, teppanyaki) possono farvi sedere più di un gruppo di ospiti di quattro persone a condizione che sia rispettata la distanza minima di 2 metri tra i gruppi di ospiti. La distanza minima viene meno quando si utilizzano i pannelli divisori. 

Le attività con posti a sedere al bancone/bar devono osservare le regole per il distanziamento. Possono sedervisi al massimo 4 persone dello stesso gruppo senza distanza minima. Per proteggere il personale in servizio al bancone esposto a un contatto prolungato, devono essere attuate delle misure particolari (ad es. separando le aree particolarmente esposte mediante pannelli di protezione dagli schizzi di saliva) qualora non possa essere rispettata la distanza minima di 2 metri dagli ospiti. 

Inoltre, come già accade negli esercizi commerciali già aperti, ci dovrà essere segnaletica orizzontale sulla pavimentazione per far rispettare le distanze durante l’attesa oltre a cartelli informativi contenenti le misure da rispettare.

Poi niente contatto fisico tra il personale e la clientela e regole di igiene ferree e dettagliate… Niente del resto che non ci aspetteremmo anche in condizioni normali!

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Allarme Rosso dal CHIANTI

Un forte e argomentato grido d'allarme arriva dal mondo del vino più tipicamente e storicamente toscano. E' lanciato da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, in occasione dell'assemblea del Consorzio riunita oggi per la prima volta a Firenze dopo la fase di lockdown.
Pur ricordando che gli “Agricoltori sono abituati ai sacrifici" chiosa: "ma così è impossibile andare avanti”.
“Siamo rimasti soli. Nonostante gli annunci del Governo le nostre aziende stanno cercando di superare questa crisi senza precedenti facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze. Noi imprenditori agricoli siamo abituati alla sofferenze e ai sacrifici: ogni anno la nostra produzione dipende dalle condizioni climatiche che nel giro di qualche giorno, senza preavviso, possono compromettere le nostre colture e la stabilità dell'azienda. In un momento come questo però non ci aspettavamo che la distanza fra i problemi delle imprese e le Istituzioni fosse così abissale.”


“Il tempo è finito – ha spiegato Busi - e non c'è più possibilità di andare avanti. Se si continua così, senza alcun sostegno, nei prossimi mesi il 40% della Toscana sarà in vendita. Le aziende chiuderanno e diventerà il più grande boomerang mai visto prima dal punto di vista patrimoniale. E questo coinvolgerà tutti. Chiuderanno aziende grandi e piccole, blasonate o meno. Ci rimetterà tutta la regione senza alcuna possibilità di tornare indietro.”


In questo quadro dominato dall'incertezza non è ancora chiaro quali saranno le fiere che riprenderanno “Non sappiamo ancora quando potremo ripartire con la nostra attività promozionale – ha spiegato Busi – un capitolo fondamentale per l'export che fino ad oggi rappresentava il 70% del nostro mercato. E' evidente che se non dovessero ripartire in Europa e nel mondo i grandi eventi legati al mondo del vino, rischiamo di veder compromesse le nostre vendite, già duramente colpite dalla chiusura del canale Ho.re.ca in questi mesi.”


“E' arrivato il momento – ha concluso il presidente del Consorzio Vino Chianti – di mobilitare tutto il mondo del vino toscano per farci ascoltare. In questa fase non possiamo permetterci il lusso di restare ancorati ai soliti campanili. Per la Toscana il mondo del vino rappresenta una componente imprescindibile per il rilancio dell'economia regionale.”

 

 

ZTL e SOSTA cosa cambia, cosa NON cambia…

Ma sul fronte dei residenti si registrano malumori per il rischi di “invasione di auto” e parcheggi non autorizzati…

 

Ecco le nuove regole:

VARCHI ZTL APERTI dalle 16 ogni giorno solo da

- Lungarno Vespucci

- Via della Scala

Ma attenzione alla sosta, non è consentita nelle strade, multa di 86 euro x chi ci prova.
Il parcheggio è consentito solo nei garage convenzionati.

 

SAN LORENZO area pedonale via dell’Ariento, via Panicale, Via Sant’Antonino aperta alle auto dalla 20,30 alle 24.

 

PIAZZA DEL CARMINE – torna il parcheggio auto, 40 posti, solo x permessi zona O e A.

 

Vernaccia in vendemmia: una grande annata all'ombra della pandemia

Giorni di vendemmia per la Vernaccia di San Gimignano.

Nel disastroso anno del Coronavirus, si ringrazia Bacco che ha protetto le viti e i loro frutti con un andamento stagionale che difficilmente avrebbe potuto essere migliore, tutte le fasi vegetative sono iniziate nella norma, la cacciata dei germogli e la fioritura sono state ottime, molto buone allegagione e invaiatura, nessuno stress idrico, nessun evento meteorologico traumatico. Se consideriamo poi che in periodo di lockdown i produttori non hanno potuto dedicarsi ai soliti impegni commerciali, dalle fiere e agli eventi promozionali, ma solo alla cura della campagna, il risultato è quello che vediamo oggi, vigne bellissime e uve perfette. 

Per la vendemmia della Vernaccia di San Gimignano siamo a circa una settimana di anticipo rispetto al 2019. Ottimo lo stato sanitario delle uve, buona la quantità solo leggermente inferiore a quella dello scorso anno, il clima caldo, asciutto e ventilato di luglio e agosto ha permesso una perfetta maturazione, aiutata anche dalle piogge di fine agosto, mentre le notti fresche hanno preservato l’acidità. 

Le premesse quindi ci sono tutte perché quella del 2020 si prospetti come un’ottima annata, ma restano le preoccupazioni per la situazione creatasi con la pandemia, il conseguente lockdown e il crollo delle vendite, anche se continua la lenta ripresa degli imbottigliamenti, che nei primi otto mesi dell’anno registrano un calo tutto sommato contenuto, dell’8% rispetto al 2019.

Se il tempo si manterrà buono, in tre settimane si chiuderà la raccolta delle uve bianche, poi sarà la volta delle rosse: anche il Sangiovese promette molto bene, ma è ancora presto per sbilanciarsi, il mese di settembre sarà decisivo per la qualità e quantità del vino che verrà. 


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