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Librerie e #fase2

Sono state le prime attività a riaprire dopo il lockdown totale di marzo, ma alcune sono ancora chiuse e altre hanno cambiato gli orari rispetto alla normalità. Ecco le principali del centro e non.

laFeltrinelli RED 
Piazza della Repubblica, 1 - tel 055 219390 - tutti i giorni ore 10-14/15-19

Libraccio Firenze
Via Cerretani, 16r - tel 055 287339 - lunedì-sabato ore 10-19

Giunti al Punto
Via Guicciardini, 51/53/55r - tel 055 2302384 - tutti i giorni ore 9.30-18-30

Todo Modo
Via de' Fossi, 15r - 055 2399110 - Martedì 5 maggio solo la mattina, da mercoledì 6 maggio, Mattina e pomeriggio ore 8.30-18 con chiusura ora di pranzo

Bottega Strozzi
Piazza Strozzi (dentro la corte di Palazzo Strozzi) - tel 055 2696334 - da lunedì a venerdì ore 9-12.30

Mondadori Bookstore
Via de' Ginori, 19r - tel 055 2647773 - da lunedì a sabato ore 9.30-19

Libreria Salvemini
Piazza Salvemini, 18 - tel 055 2466302 - da lunedì a sabato ore 10-19

Libreria Chiari
Via Fra' Bartolomeo, 35r - tel 055 245291 - da lunedì 11 maggio la mattina dalle 9.30 alle 13

San Paolo
Piazza del Duomo, 33/35r - tel 055 294843 - da lunedì a venerdì 9-13/14-18

L' OraBlu
Viale dei Mille, 27 R - tel 055 045 5166 - da lunedì a sabato ore 9.30-13/15.30-18.30

Via Laura
Via Laura, 68/a - tel 055 2466360 - lun-ven 9-13.30/14-18 (orario continuato con una breve pausa pranzo)

Marabuk
Via Maragliano, 29/E - tel 055 360437 - da lunedì a sabato ore 10-13.30/14-18

Hai una libreria? invia info e orari a web@firenzespettacolo.it!

Musei: il calendario delle riaperture

Dal 2 giugno riapre anche il giardino di Villa Bardini: ogni sabato e domenica merenda gratis per i bambini e la bandiera dell’Italia proiettata sulla facciata. Fino a fine agosto l’orario di chiusura è prolungato alle 21.

Il 3 giugno tocca agli Uffizi oltre che all'Opificio delle Pietre Dure e al Museo del Calcio.

Palazzo Strozzi riapre lunedì 1° giugno con la mostra Tomás Saraceno. Aria prorogata fino al 1° novembre.

Il 1° Giugno riaprono in maniera ridotta le ville medicee La Petraia e la Villa di Cerreto Guidi e per la Festa della Repubblica, martedì 2Galleria dell’Accademia e Museo degli Strumenti Musicali, Cappelle Medicee e Palazzo Davanzati

Riaprono, seppure in questa fase iniziale in maniera parziale, i musei civici fiorentini.
Si parte con Palazzo Vecchio, Museo Bardini e Museo Novecento, nei giorni di sabato, domenica e lunedì dal 6 giugno. Per la Festa della Repubblica, il 2 giugno, previsto un giorno di preview straordinaria.
Per quanto riguarda Palazzo Vecchio, sono esclusi dal percorso museale il Camminamento di Ronda, la Torre di Arnolfo e gli scavi archeologici. L’orario per tutti i musei - compreso il 2 giugno - è dalle 14 alle 19. Gli ingressi sono contingentati a seconda del percorso museale. Per l’accesso è necessario provvedere all’acquisto dei biglietti on line, con prenotazione obbligatoria sul portale. Resta valida la Card del fiorentino ma anche con questa serve la prenotazione.

Il 4 agosto tocca al Museo del Bargello, mentre a luglio Orsammichele e ad autunno Casa Martelli che ad esso afferiscono.

MUSEI GIÀ APERTI

Da venerdì 29 maggio Palazzo Pitti con la Galleria del Costume, la Galleria d’Arte Moderna, gli appartamenti monumentali e la Galleria Palatina. A Palazzo Pitti è in corso anche la mostra “La grandezza dell’universo” nell’arte di Giovanna Garzoni (fino al 28 giugno).

Stessa data anche per il Museo di San Marco.

Giardino di BoboliVilla il Ventaglio, il Cenacolo di sant’Apollonia e i Monumenti del Duomo di Firenze: Fino a fine di maggio ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria sul sito: si tratta della Cattedrale di Firenze, il Battistero, il Campanile di Giotto e il Museo dell’Opera del Duomo. Rimane invece chiusa al pubblico, fino al 18 giugno, la Cupola del Brunelleschi per lavori di manutenzione all’impianto d’illuminazione, sospesi a causa della chiusura per l’emergenza sanitaria.
Inoltre Fondazione Casamonti a Palazzo Bartolini Salimbeni con Importanti capolavori dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo
Museo Ferragamo in Palazzo Spini Feroni, sede anche della storica Maison. La mostra Sustainable Thinking è a ingresso gratuito, con presto disponibile anche un virtual tour sul sito.

Presto altre news…

"Basta chiacchiere sui ristori: la vera e unica battaglia da fare è per riaprire in sicurezza!"

“Lasciamo perdere la storia dei ristori, nella migliore delle ipotesi arrivano solo briciole. La vera battaglia da fare è in realtà quella per riaprire i nostri locali in sicurezza. Da tempo sono state stabilite ed eseguite linee guida precise (limitazione dei coperti, sanificazione, mascherina, distanziamento…) e nessuno si è infettato andando a pranzo o a cena. Ora basta! VOGLIAMO LAVORARE, nel rispetto delle regole e delle tante spese fatte per eseguirle!”

Parla con il cuore e la testa uno dei più importanti ristoratori-chef toscani che con noi chiede di mantenere l’anonimato “visto il clima di caccia alle streghe/untore che si respira in Italia”.

Curioso destino quello di Chef e Ristoratori: dalla gloria mediatica di appena un anno fa alla gogna economica del 2020, tutto a causa del virus, o no? Sono le vittime più famose e discusse dei provvedimenti governativi contro la pandemia, costretti praticamente a chiudere l’attività, salvo qualche saltuaria apertura a singhiozzo a pranzo e la concessione dell’asporto, considerato dai più una cura palliativa. È anche l’unico settore dell’economia italiana colpito pesantemente dalle restrizioni e dalle chiusure (con turismo, cultura e socialità), ad aver espresso un movimento autonomo di protesta (Ristoratori Toscana, M.I.O., ecc..) che ha raccolto migliaia di adesioni e prodotto iniziative di forte visibilità mediatica. Ad oggi persegue principalmente la richiesta di ristori economici, come del resto fanno da sempre ConfCommercio e Confesercenti, storiche associazioni di categoria.

Oggi siamo in zona gialla, quindi potete aprire a pranzo. Soddisfatto?

“Che fai, prendi per il c…? – sbotta ridendo il nostro intelocutore, uno dei più famosi chef-imprenditori della ristorazione toscana (preferisce mantenere l’anonimato “visto il clima di caccia alle streghe/untore che si respira in Italia”). Qui la situazione è disastrosa. A marzo scorso abbiamo retto al meglio, grazie solo alla cassa integrazione ovviamente. Ma ora da novembre siamo chiusi, abbiamo perso tutto il mese delle feste, decine e decine di dipendenti in cassa integrazione con stipendi quasi dimezzati, fornitori senza sbocchi, proprietari degli immobili con il fiato sul collo, anche se diversi si rendono conto che non hanno molte alternative….”

Mai i famosi ristori non vi aiutano?

“Ma per favore… qualcosa è arrivato, ma non a tutti. Ma non si può contare su questo, non si può pensare di reggere così. Bisogna cambiare marcia. Lo dico alle associazioni di categoria e anche a questi giovani dei Ristoratori Toscana e del M.I.O. che si danno tanto da fare. Con i ristori non si va da nessuna parte. Sono pochi e non per tutti. In ogni caso non si può contare su questo. Poi questo governo pensa che i ristoratori sono evasori, lo ha detto platealmente Bersani, che è il capo di Speranza e chiunque di noi ha un po’ di sale nella zucca sa benissimo cosa pensano e quindi ci tengono al palo scaricando su di noi e sul mondo del commercio la loro insipienza e incapacità a fare l’unica cosa che serviva e serve, rafforzare in modo importante la sanità, sul territorio e negli ospedali. Poi ci sono anche politici che la pensano diversamente, come il Presidente Giani, ma le decisioni le prendono a Roma.

Quindi per te la soluzione è riaprire, rovesciando questa narrazione mediatica e politica che vede nei ristoranti dei luoghi pericolosi per la diffusione del virus?

Ma certo! Bisogna spostare l’obbiettivo della protesta su questo, non asserragliandoci in rivendicazioni sindacali che non avranno nessun esito significativo. Invece troviamo alleati, nei nostri clienti innanzitutto, rompiamo l’isolamento in cui cercano di confinarci, serve una battaglia comune a favore di una ritrovata socialità sempre più necessaria e auspicata. In sicurezza ovviamente, con la mascherina e seguendo le regole, ovvio”.


Una luce in fondo al Tunnel? Smentita del Cts: no a riaperture serali dei ristoranti

Troppo bello per essere vero. L’indiscrezione, lanciata da alcune testate nazionali, affermava che il Comitato tecnico scientifico avrebbe acconsentito alla riapertura serale dei ristoranti in zona gialla e a pranzo in zona arancione. Niente da fare è di pochi minuti fa la smentita proprio del Cts: 

“Non c'è alcun via libera del Comitato Tecnico Scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del CTS del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso” 

Niente di fatto allora, seguono aggiornamenti…

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