Innamorarsi al De' Bardi

Per San Valentino menu speciale con drink in abbinamento.

Il nuovo locale in via De Bardi è ricco di atmosfera e, grazie all’intrigante proposta tra bar e cucina, può essere il posto giusto per fare colpo. Il design moderno incontra la storia del Rinascimento in ogni sua sala: ci si apparta in una delle corti, o magari stando seduti accanto su uno dei divanetti del cocktail bar o guardandosi da vicino nel suggestivo pozzo, un tavolo molto intimo e dal contesto unico perchè ricavato proprio sul vecchio pozzo. Le antiche mura e una candela fanno il resto.

San Valentino Martedì 14: in aggiunta al menù alla carta, un menù degustazione a tema da cui, volendo, si sceglie anche solo alcuni piatti. Dal bar due cocktail dedicati alle coppie: Contessina De’ Bardi e Cosimo De’ Medici.
Menù degustazione:
Ceviche di capasanta al pompelmo rosa, aji amarillo e aria di mela
Ravioli di gamberi e maiale con salsa al passion fruit
Piccione marinato allo champagne alla Rossini
Dolcezza di San Valentino
Drinks:
Cosimo De' Medici: chartrouse giallo, london dry gin, bitter ai fiori di loto elettrici, sciroppo di gelsomino
Contessina De' Bardi: liquore homemade di bourbon al lampone, succo di mirtillo rosso, bitter rouge, sciroppo alla rosa

per due persone con inclusi 2 drink, acqua e caffè - 160 euro

DE’ BARDI
via De’ Bardi 23r, 25r, 27r – 055 3873142 o 366 9391879 – aperto dalle 18 alle 2, lun chiuso – debardiflorence.com

RECENSIONE GENNAIO 2023 - De' Bardi: un Crocevia di Gusti

Una breve passeggiata da Piazza Pitti a via de’ Bardi, attraversando via Guicciardini e sfiorando Ponte Vecchio. Un percorso che chissà da quanto tempo viene battuto. Una storia eterna che continua a parlarci ancora oggi.

Varchiamo la soglia di questo giovane locale poco dopo lo slargo che segna l’inizio di Lungarno Torrigiani, in via de’ Bardi. Qui Paolo Genovese ha realizzato il suo sogno: dare a Firenze un locale dallo spirito internazionale grazie alle sue tre facce. La prima che incontriamo è quella del cocktail bar, sfavillante e contemporaneo negli arredi. Di fianco, con un ingresso dedicato, l’enoteca dove scoprire attraverso degustazioni guidate vini di pregio e soprattutto vivere l’esperienza nella cantina, dove secoli fa ormeggiavano le imbarcazioni che navigavano nell’Arno.

Ma questa sera siamo venuti per provare la cucina, nella sala sicuramente più suggestiva. L’atmosfera è medievale grazie alle pareti e ai soffitti con mattonelle di diverse misure, risalenti all’edificio originale, e alle volte storiche. Una parte del pavimento è a vista: si ammira Costa San Giorgio scoperta durante i lavori di ristrutturazione, come del resto questa stessa sala! L’atmosfera è calda e accogliente scandita da luci che simulano l’effetto candelabro. Tavoli neri e sedie con fodere dorate donano un tocco esclusivo. Ad arricchire e contestualizzare il tutto due grandi dipinti che rievocano il genio di Leonardo da Vinci.


In cucina lo chef Leonardo Santopietro propone un menù intrigante che si muove tra terra e mare con dimestichezza invidiabile. Noi abbiamo optato per il mare, e osservando lo svolgimento della serata notiamo che in tutti i piatti l’attenzione al dettaglio è molto curata, ma non invadente. La tecnica non prevarica sul gusto. C’è una ricerca di equilibrio tra due elementi: l’impiattamento e quindi lo stile dei piatti, e la sostanza, quindi la quantità e il sapore. Equilibrio trovato direi. Anche in sala si muovono bene. Positiva la presenza, a momenti alterni, di Paolo che allieta gli ospiti con aneddoti sul ristorante e sui vari episodi storici che ci circondano: la storia della famiglia, delle mura e di quel Rinascimento che qui parrebbe addirittura essere nato…

Per quale occasione? Una cena di coppia, ma anche tra amici. Al De’ Bardi si viene per rimanere e per tornare e scoprire le altre sfaccettature. Come sedersi in una delle corti interne o nel salotto che anticipa il ristorante e assaporare le creazioni del Mixologist Michael D’Agruma. Un crocevia di esperienze che si possono vivere separate o anche insieme, lasciando che il tempo fuori scorra senza che nessuno se ne accorga.

I PIATTI DA PROVARE
Il mio Baccalà alla Livornese
Quaglia ripiena al tartufo nero, crema di zucca all’amaretto
Spaghetto alla chitarra salsa al branzino e pomodorini confit
Ravioli di stracotto, salsa acida allo zafferano
Rombo scottato, panure alle erbe, crema di ceci e fumetto di rombo
Controfiletto di manzo alla griglia con il suo fondo e crema di tobinambur
Dulce de Leche


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